Il gergo del tavò: dalla Bolognina a Bazzano?


Credo che ogni bazzanese, o almeno ogni persona che ha trascorso l’adolescenza a Bazzano negli ultimi 20-25 anni, sappia cosa s’intende parlando di “gergo del ‘tavò'”. E che i più anziani di loro siano assolutamente convinti che quel modo di parlare sia nato tra le mura delle scuole medie di Bazzano – in un momento imprecisato degli anni ’80 – e di lì abbia continuato a irradiarsi per parecchi anni, fino a identificarsi come il gergo dei giovani di Bazzano: un modo di parlare tuttora vivo e in buona salute, non solo tra i ragazzi bazzanesi di allora (la cui gioventù comincia ormai a declinare…) ma anche tra quelli di oggi.
La certezza della “bazzanesità” di questo linguaggio – che per la sua originalità si meritò, alcuni anni or sono, anche una robusta citazione sulla rubrica di Stefano Bartezzaghi sul Venerdì di Repubblica – è dovuta anche al fatto che normalmente la gente degli altri paesi, ma anche di Bologna, non conosce affatto questo modo di parlare. Molti elementi gergali, naturalmente, sono condivisi da un linguaggio giovanile di area assai più vasta (giusto per fare un esempio, assolutamente comune è l’uso di “cartola” per “faccia”): ma i tratti del “nocciolo duro” del linguaggio, come l’uso di “ta-” come prefisso negativo (“tavò”= “mancanza di voglia”, “tabuò” = “non buono, incapace”, “taciprend” = “non ci prende, ecc. ecc.), sono considerati di conio esclusivamente bazzanese.

Per me è stata quindi una vera rivoluzione copernicana venire a sapere che questo modo di parlare (e parlo proprio del “tavò”) “è riconosciuto all’unanimità come il gergo della Bolognina“, e precisamente sarebbe nato “in via Barbieri nei pressi del bar Daisy, ora bar Iglù, verso i primissimi anni 80“.  Anzi, “verso l’82, in seconda elementare si cominciava gia a parlare così“. Chi parla così è una persona della zona, che abbiamo contattato fortuitamente, ma che si dimostra appassionata e competente sulla questione.
La nostra fonte (che non aveva idea che questo “slang” fosse in uso a Bazzano) avanza quindi l’ipotesi che “probabilmente qualcuno di Bazzano frequentava la Bolognina ed ha esportato il gergo”. Ipotesi compatibile (ma su questo torneremo più avanti) con la cronologia:  per quanto ne so, a Bazzano questo linguaggio non dovrebbe risalire a molto prima del 1985. Del resto, nulla di strano che un’innovazione linguistica (chiamiamola così) si diffonda dal “centro” verso la “periferia”: in particolare da zone di elevata dinamicità sociale come i quartieri popolari di Bologna.
Un elemento assai particolare è che la nostra fonte – che si dimostra assai ferrata sull’argomento – sostiene che la zona dove si conosce questo tipo di gergo non arriverebbe “oltre il ponte di Galliera” (quello della stazione, che separa la Bolognina dal centro di Bologna), o comunque a persone non cresciute in quella zona, e precisa che “tale linguaggio, ai miei tempi, si usava solo ed esclusivamente alla Bolognina. L’individuo che proveniva da S. Donato, dalla Barca, da Murri o Mazzini ecc ecc non sapeva dell’esistenza di questa ‘lingua’”. Il che spiegherebbe il fatto che alla stragrande maggioranza dei bolognesi essa sembri completamente estranea. Quello che è certo, invece, è che alla Bolognina il gergo è parlato sia dalla generazione degli attuali quarantenni (che, dice la nostra fonte forse con qualche enfasi, “quando si trovano in compagnia parlano praticamente solo così”!), sia dai ventenni che, “per quel che ne so – sostiene – continuano ad usare lo slang e tramandarlo di generazione in generazione”.

A questo punto, però, bisognerebbe chiedersi come sia possibile che un gergo si diffonda fino a Bazzano senza arrivare né agli altri quartieri di Bologna né ai paesi disposti lungo la Bazzanese. Se non ci sfugge qualcosa d’importante, sembra proprio che si debba risalire a un contatto molto puntuale. Se supponiamo che un ragazzino delle elementari non abbia molti contatti con coetanei fuori del proprio quartiere, possiamo allora pensare che il passaggio possa essere avvenuto tra ragazzi delle medie, che hanno già maggiori possibilità di contatto e interazione: quindi arriviamo proprio al punto chiave: le scuole medie, verso la metà degli anni ’80! Sempre che la nascita di questo gergo alla Bolognina non possa essere retrodatata: se uno inizia a parlarlo “in seconda elementare” significa semplicemente che è arrivato all’età della socializzazione, ma può darsi che nell’ambiente sociale a cui si affaccia esso fosse già presente da tempo. In ogni caso, potremmo pensare sia a uno o più ragazzini emigrati a Bazzano dalla Bolognina, sia – e direi più probabilmente – a contatti tra gruppi di ragazzi (alla Bolognina, fra l’altro,  ci sono anche le scuole dei Salesiani, che raccolgono studenti da tutta Bologna e provincia: ma ancora una volta).
Senza contare che anche l’affermazione iniziale andrebbe sottoposta a verifica: se gli abitanti della Bolognina – come i bazzanesi – hanno avuto l’impressione che quel linguaggio nascesse tra loro, nulla esclude che potrebbe essere giunto anche lì da altrove. Un’altra cosa da fare sarebbe confrontare i due tipi di linguaggio: in che misura sono uguali, in che misura si sono evoluti in modo diverso accogliendo o creando elementi differenti? In che misura il gergo bazzanese ha attinto, nei tempi successivi, al gergo della Bolognina, ma anche – e qui il discorso si fa molto più ampio – ad altri gerghi bolognesi e non?

Insomma, da questa scoperta – chiamiamola così, senza pretese – nascono molti interrogativi. Sarebbe bello che qualcuno avesse voglia di indagare. una volta smaltito, naturalmente, lo shock di questa piccola rivoluzione copernicana.
E se qualcuno (per esempio qualche bazzanese prossimo ai 40…) può offrire elementi utili all’indagine, si accomodi nei commenti!

13 risposte a Il gergo del tavò: dalla Bolognina a Bazzano?

  1. Giacomo Zac scrive:

    Grande, Gras! Posso aiutarti poco nell’indagine (se non per essere stato alle medie di Bazzano forse negli anni di maggior “splendore” dell’epoca del “ta-“, metà anni ’90), ma se ti servono membri per un gruppo di studio e di ricerca fammi sapere…

  2. Virginia scrive:

    Una diatriba che si aggiunge a quella sul paese natale del tortellino…

    Bellissimo post Luca!

  3. Riccardo scrive:

    Che nostalgia.
    Un mio compagno di scuola iniziò un giorno a usare questo gergo e contagiò mezza classe. In effetti abitava in zona Corticella. Era il 1989 o ’90.
    Da informatici, modificammo il DOS: “file non trovato” diventò “tà c’è file”!

  4. lucagrasselli scrive:

    Vedi un po’… un’altra testimonianza che coincide. Grazie, Riccardo!

    Ma come dice Giacomo: nessun bazzanese 40enne che sappia darci qualche informazione in più? Che si ricorda se ai suoi tempi quel gergo, alle medie, si parlava? se non si parlava? chi lo parlava?…

  5. angela rossi scrive:

    ciao luca!
    io sono nata e vissuta alla bolognina fino al 1978. Non mi ricordo pur avendo, frequentato le aldini, di aver usato il tavo’, Sono troppo vecchia per contribuire alla tua indagine ma e’ certo che i miei figli cresciuti a bazzano lo usano sempre e immagino che ora lo esportino in francia e in peru’!
    ti abbraccio
    angela

  6. lucagrasselli scrive:

    Carissima Angela, grazie! Anche i dati “negativi” ci aiutano a ricostruire i contorni della questione. Quello che scrivi conforta l’indicazione che – per la nascita o almeno per la vasta diffusione del nostro gergo nella Bolognina – dobbiamo risalire ai primi anni Ottanta. Vediamo se riusciamo a capire qualcosa di più!

  7. joe tacopina scrive:

    Ho frequentato per tre anni i salesiani, dal 90 al 93, e di ta vo, ta nes e ta buò nessuna testimonia nonostante 3 / 4 compagni di classe della bolognina. Bazzano docet!🙂

  8. lucagrasselli scrive:

    Grazie! Studiavi lì?

  9. joe tacopina scrive:

    yes

  10. chb scrive:

    Bolognina, nato e residente tuttora in via barbieri
    Scuole medie testoni fioravanti dal 1984 al 87 .. oltre ai classici tavò, bello sei, segnalo pure un mitico
    ta original mucca (vestiti, scarpe di marca contraffatti)
    direi che le scuole testoni-fioravanti della metà degli anni ottanta questo gergo era la lingua franca, il primo anno ricordo che i “bocciati” (alcuni dei quali frequentavano il bar igloo) ce lo insegnarono ….. questi “bocciati” sono tralatro figure retoriche della bolognina anni ottanta.. tutti ad oggi finiti alquanto male

    Io e un paio di miei compagni compagno lo portammo al liceo sabin succursale… li venne adottato anche da altri … chissà …

  11. roberto scrive:

    ciao sono roberto, praticamente nato in bolognina, nei primi anni 80 ero poco più che ventenne e lo slang del tavò era già dilagato. A mio avviso bisogna tenere conto di quei ragazzi che all’epoca, dai paesi vicini, si recavano alle scuole medie e superiori a bologna (Zappa,Fioravanti, Testoni, Aldini, Rubiani ecc. ecc. erano tutte in bolognina) e soprattutto del fatto che all’epoca esisteva una discoteca chiamata PICK PACK, in quel di Crespellano molto vicino a Bazzano, frequentata da molti giovani della Bolognina.
    E da qui si può evincere di come tale slang abbia proliferato in molte direzioni e generazioni. Poi attribuire la paternità a un paese piuttosto che a un rione cittadino poco importa, rimane il fatto che è un linguaggio di facile apprendimento che lascia molto spazio all’interpretazione e che ogni generazione lo fa suo cucendoselo addosso come un vestito…

  12. mayo74 scrive:

    Ciao a tutti, sono un quarantenne, nato e cresciuto a Corticella. Ho frequentato le Aldini dall’87 al ’92 e avevo diversi compagni (uno in particolare al quale ero molto legato e tutt’ora lo sono) della bolognina. Lo slang del “tavò”, per quel che ne so, proveniva proprio da quel quartiere. Ricordo diversi termini già citati come taness = non lo so/non lo sai; bello/a sei = sei brutto/a; tafortù = che sfortuna; ta ne vuò = non ne vuole; to di netto = negazione accentuata ; tavelò = lento
    Tutt’ora quando vedo il mio amico, parliamo fluentemente il linguaggio incuranti di eventuali altri presenti che immancabilmente ci guardano stupiti se non provengono da quell’epoca e da quelle zone.

  13. baraccati scrive:

    Assolutamente un ottimo post. Visito con entusiasmo il blog https://pentagras.wordpress.com. Continuate con questa grinta!

    un post da spulciare è disponibile a questo collegamento

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