Come rappresentare l’onda del rinnovamento

27 settembre 2011

 

Per chi fosse interessato, questo è il mio intervento di ieri alla Direzione Provinciale del PD.

Aggiornamento: Ecco qui la registrazione della seduta della Direzione, che è stata trasmessa in streaming in diretta (comunicazione e trasparenza!). Per i più fieri dei fan (cit.), il mio intervento inizia a 1.57.30 circa.

«Questo pomeriggio l’onda del rinnovamento, della necessità di una discontinuità, è arrivata a far risuonare il portone di bronzo. Peccato, certo, che quest’ondata gioiosa che avevamo sentito ruggire in primavera stia assumendo sempre di più, nel nostro Paese, il colore cupo e nero dell’angoscia e della preoccupazione quando non della disperazione.
Per il PD la sfida è non come “cavalcare” quest’onda, ma come rappresentarla, tenendosi lontano dai marosi infidi dell’antipolitica ma anche dalla certezza che prima o poi, in un modo o nell’altro, il consenso degli italiani finisca per cadere, siccome pera matura, nelle sue mani. Il problema è come dare voce alle aspirazioni – anzitutto – del popolo del centrosinistra e, partendo da qui, parlare a un insieme sempre più vasto di italiani, delusi, preoccupati, confusi e indignati per la crisi economica, politica, culturale del Paese, proponendo un’alternativa – economica, politica, culturale – credibile attorno alla quale chiamare non a un’alleanza partitica, bensì – io credo – a un patto sociale con le forze vive della società italiana.
Per questo devo ringraziare il segretario Donini, per aver fatto sentire con forza il sostegno del PD di Bologna (nel rispetto della libertà di ciascuno) alla campagna per il referendum elettorale, così che a Bologna il PD sia stato avvertito come protagonista a pieno titolo di una battaglia – che all’inizio si temeva disperata, e così non è stato – che un insieme trasversale di cittadini ritiene di grande importanza per una riscossa civile istituzionale dell’Italia.
Ma devo ringraziare anche l’amministrazione comunale di Bologna, che è riuscita ad approfittare della “luna di miele” successiva alle elezioni per conquistare la fiducia di molti cittadini desiderosi di rinnovamento e per chiamare l’intera cittadinanza a uno sforzo congiunto: compito difficile, dal momento che rinnovare, a Bologna, significa anche discontinuità e autocritica rispetto a esperienze precedenti nostre: un’arte che tradizionalmente non siamo molto buoni a gestire. Molte premesse sono positive: certo, le sfide maggiori, in tempi difficilissimi come anche la seduta straordinaria di oggi del Consiglio Comunale ci ha mostrato, sono tutte davanti a noi; e per quelle sfide ritengo sia fondamentale affrontare e risolvere i nodi che ha posto poc’anzi Beatrice Draghetti.
Vengo al tema dell’innovazione organizzativa. È evidente che, se davvero crediamo in quest’apertura a 360° al corpo della società, dobbiamo dotarci di mezzi atti a favorirla e a far sì che il nostro partito possa sortirne frutti benefici offrendosi come luogo e strumento di partecipazione. Le primarie sono sicuramente un mezzo importantissimo a questo fine. Per questo, quando sento parlare di “forme di consultazione intermedia” – non dico che metto mano alla pistola, perché sono pacifista: però lancio, questo sì, un forte appello perché quelle “forme” siano aperte, adatte a parlare oltre i confini dei nostri circoli, a quella vasta platea di persone alla ricerca quasi disperata di un luogo credibile dove impegnarsi. Se non sarà così, quelle consultazioni potranno istruire e risolvere qualche nostro conflitto interno, ma non saranno affatto utili a dare linfa al nostro partito.
Dico ciò dal mio punto visuale – sicuramente parziale –, cioè dalla provincia. In cui mi sembra che viviamo in modo più sensibile che in città – benché a macchia di leopardo – situazioni di diffusa debolezza del partito, stanchezza, difficoltà di ricambio generazionale e anche di mandare avanti la vita normale e l’organizzazione del partito. Ciò è preoccupante, perché se alle scelte drammatiche che i Comuni devono fare in questa fase (tanto più drammatiche, lo sappiamo, quanto più piccoli sono i Comuni) si somma una certa difficoltà del partito sia nel trasmettere ai cittadini le motivazioni di queste scelte, sia nel fare presenti alle amministrazioni le necessità e le rivendicazioni dei cittadini, tantopiù in presenza di movimenti civici che, a livello locale, è del tutto prematuro ritenere acquisiti a un’alleanza di centrosinistra, allora da questo incrocio possono veramente sortire esiti funesti, che è dovere di ciascuno di noi cercare di evitare».

(Ho riscritto l’intervento riscritto a partire dai miei appunti preparatori: può non coincidere precisamente, quindi, col testo pronunciato.)


E voi, avete firmato?

15 settembre 2011

Aggiornamento banchetti: oltre che a Bazzano, sabato 17 dalle 9 alle 12 in piazza davanti all’oratorio, si terranno banchetti per la raccolta delle firme per il referendum elettorale anche a Crespellano, sabato 17 dalle 9 alle 12 davanti alla Coop; Castelletto, domenica 18 dalle 9 alle 12 in piazza; Bersagliera, domenica 18 dalle 9 alle 12 vicino all’edicola; Monteveglio, giovedì 22 dalle 9 alle 12 in piazza.

Una fila lunga e ordinata che attraversava tutta Piazza del Nettuno, da Palazzo Re Enzo a Palazzo D’Accursio, di persone in paziente attesa di firmare ai banchetti, nel giorno della manifestazione della CGIL: è quest’immagine la risposta migliore a chi pensava che la battaglia referendaria per abrogare la legge elettorale (il famigerato “Porcellum” a firma Calderoli) fosse una questione elitaria, “politichese”, lontana dalle vere esigenze dei cittadini.  E invece i banchetti per firmare proseguono, e anzi si moltiplicano, incontrando interesse ed entusiasmo sempre crescenti anche  tra i cittadini meno avvezzi ai tecnicismi della politica.

Circa due settimane fa è stato costituito il Comitato Referendum Elettorale Valle del Samoggia. E sabato scorso, al mercato di Bazzano, abbiamo raccolto circa duecento firme. Al banchetto congiunto del PD (che partecipava ufficialmente), di Sinistra e Libertà e Civicamente Bazzano c’era anche Salvatore Vassallo, uno dei promotori nazionali che è rimasto un paio d’ore a raccogliere firme sotto il sole cocente; di fianco c’era anche il tavolo dell’Italia dei Valori. Questo sabato (17/9) si replica, mentre stamattina ci sarà il primo banchetto a Monteveglio (in piazza, sempre dalle 9 alle 12); attendiamo le comunicazioni di iniziative negli altri comuni della vallata.

Era una sfida che sembrava disperata: per cogliere l’ultima occasione utile per indire il referendum prima dele prossime elezioni politiche i promotori avevano indetto l’inizio della raccolta in piena estate, col termine (fissato per legge) al 30 settembre. Una battaglia apparentemente di bandiera, che sembrava potesse raggiungere al massimo lo scopo di contrastare un altro referendum (quella proposto dal senatore Passigli), che proponeva di conservare l’attuale sistema proporzionale eliminando il premio di maggioranza, e cioè – a giudizio di chi scrive – l’unico fattore positivo della legge attuale, cioè il suo saldo orientamento bipolarista). E invece, la bandiera impugnata da pochi, ma agguerriti esponenti democratici (tra cui dobbiamo ricordare senz’altro Arturo Parisi, oltre al già menzionato Salvatore Vassallo), e successivamente fatta propria anche dall’Italia dei Valori e da Sinistra e Libertà, è diventata nelle ultime settimane – contro molte previsioni – il vessillo di un vero, ampio e traversale movimento di popolo.

Anche per questa campagna referendaria sembra ripetersi quello che abbiamo visto succedere per quella sull’acqua e il nucleare, inizialmente circondata dal medesimo scetticismo. E invece, da quando la notizia ha iniziato a essere diffusa sia dai media che da un intelligente passaparola – via internet e non solo -, ogni giorno di più i banchetti – spesso pochi, improvvisati e scarsamente pubblicizzati – hanno riscosso un crescente afflusso di persone interessate a firmare, che spesso non mancavano di esternare garbati rimproveri (“finalmente!”, “perché non l’avete pubblicizzato meglio?”, “ci vuole un manifesto più grande!”, “erano giorni che vi cercavo!”). Persone che in grande misura – anche se non esclusivamente – sono parte integrante del popolo del centrosinistra: tanto che in pochi giorni il PD ha sostituito l’iniziale presa di distanza con un potente – e indispensabile – supporto logistico di fatto, dopo la presa di posizione decisa di parecchi esponenti nazionali e soprattutto locali, evidentemente più a contatto con gli umori profondi di iscritti e simpatizzanti.

Certo, c’è un po’ l’impressione che molti firmerebbero qualunque cosa in cui poter riporre una qualche speranza per un’Italia migliore (che per parecchi, va detto, coincide con la fine politica di Berlusconi). Ma vi è anche la crescente consapevolezza sul vero significato di una possibile abrogazione della legge Calderoli: prova ne sia l’osservazione ricorrente sul fatto che anche la legge precedente – il vecchio “Mattarellum” che dovrebbe venire automaticamente ripristinata per via dell’abrogazione – sia tutt’altro che perfetta. E che il ripristino dei vecchi collegi uninominali acquisterebbe molto più valore se associato a un’altra riforma, questa volta interna alle coalizioni dei partiti: quella per le primarie di collegio, che permetterebbero agli elettori di scegliere il proprio candidato anziché – come spesso capitava – di vederselo paracadutato dall’alto. Un’altra battaglia, che stavolta cercheremo di combattere – come tante altre – tutta dentro il PD.

Ecco il sito del comitato nazionale; la pagina Facebook del Comitato Referendum Elettorale Valle del Samoggia; quella del Comitato “30 settembre 2011” di Bologna.

Ripetiamo: banchetti oggi a Monteveglio dalle 9 alle 12, in piazza; sabato 17/9 a Bazzano dalle 9 alle 12, in piazza (c’è un’ipotesi di banchetto a Bazzano anche domenica: vi terremo informati). Si firma anche tutte le sere alla Festa dell’Unità di Bologna (banchetti nei pressi della sala centrale) e, negli orari d’apertura, nel proprio Comune di residenza (chiedere all’Ufficio elettorale).


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