E alla fine scoprimmo che SI può fare

4 settembre 2014

Per chi ha contribuito a far nascere e vivere Solidarietà Impegno fin da quel lontano 1993, quando i più giovani tra gli attuali volontari dell’associazione non erano neppure nati, la data di domani rappresenta la realizzazione di un grande sogno: dar vita a una vera e propria “Bottega del Mondo”.

Domani a Bazzano inauguriamo SI può fare, la prima bottega equa e solidale di Valsamoggia. Con la cruciale partnership di Cooperativa Oltremare di Modena (anche qui, una collaborazione che ha solide radici nel passato) e il felice incontro con la disponibilità di Libreria Carta|Bianca.

Da semplice (e non troppo assiduo) volontario come sono ora, non posso che dire un grande grazie all’attuale presidente di Solidarietà Impegno, Sem Occhiocupo, che ci ha creduto con forza e impeto, nonostante tante delusioni e stanchezze. Grazie a coloro che lo hanno preceduto – ognuno con il suo stile, la sua creatività, la sua capacità di leadership – e che, specie in questi ultimi anni, hanno dato una nuova spinta alla nostra associazione, rendendola una delle realtà più dinamiche di Bazzano e della vallata, con la forza e la lieta incoscienza necessaria per questa grande sfida. E grazie a tutti coloro che – da tanto o da poco tempo – prestano la propria opera, con generosa umiltà ed entusiasmo, e che anche questa volta hanno reso possibile che tutti i tasselli di un’impresa complicata andassero a posto.

Veniteci a trovare domani, all’inaugurazione, dalle 18.30 in poi durante la lunga Notte Bianca bazzanese: siamo in via Borgo Romano 1, a due passi dalla piazza.
La nostra aspirazione è quella di rendervi clienti assidui, ma soprattutto di farvi sentire partecipi di un progetto che, nel nostro piccolo, nasce con la grande ambizione di rendere il mondo più giusto, più coeso, più umano. Perché ogni mano, per quanto piccola, lascia sempre un’impronta.

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Le mirabolanti imprese della quinoa

3 gennaio 2013

 È una parente stretta degli spinaci e delle barbabietole, ma sembra un cereale, e come tale può essere utilizzata. Può essere coltivata dal livello del mare fino a 4000 metri d’altitudine, ma prospera soprattutto sugli altipiani delle Ande, in particolare in Perù e in Bolivia. Resiste a temperature dai -8° ai 38°, cresce anche in terreni aridi e poveri in quanto ha bisogno di pochissima acqua.

Di che stiamo parlando? Se vuoi saperne di più, puoi leggere l’articolo che ho scritto sul blog di Solidarietà Impegno.


Alla scoperta del Borgo Solidale

9 giugno 2012

Abbiamo già conosciuto Alice Dyczkowski su questo blog, più di due anni fa, come infaticabile motore, con altre mamme – e papà -, delle iniziative di “cittadinanza attiva” che sono poi confluite nell’associazione Bimba Mente Verde (la loro ultima iniziativa è la raccolta di giocattoli per i bambini delle zone terremotate: trovate informazioni su questo e altro sulla loro pagina Facebook, qui).
Oggi, Alice ci racconta la sua esperienza di educatrice professionale nel Borgo Solidale, un’importante realtà che esiste da oltre due anni a Bazzano ma che è ancora poco conosciuta dai bazzanesi.

Cara Alice, di recente il “Borgo Solidale” ha celebrato la sua seconda festa: come si è svolta? E’ andata bene?

Intanto grazie, Luca: ritornare sul tuo blog è una cosa molto gratificante!
Quest’anno la festa del Borgo è davvero ben riuscita. Abbiamo centrato l’attenzione sulla famiglie: laboratori creativi per bambini e ragazzini, buon cibo (anche con pietanze vegetariane e halal) e tanto verde: quel che una famiglia desidera per trascorrere un pomeriggio sereno e divertente per i bimbi. Insieme a diverse volontarie (ringrazio molto la mia cara amica Annalisa) mi sono occupato del laboratorio botanico e di quello delle sculture di argilla; quello di “osservazione del sole al microscopio” è stato invece gestito da un astrofilo di Bologna. E’ stato molto soddisfacente. C’erano circa 40 bambini: molti mi dicono ancora oggi che annaffiano tutte le sere la piantina che hanno “coltivato” alla festa, e ricordano di aver messo le mani nella montagna di terra e paciugato con l’argilla
Anche se eravamo in tanti, per noi resta obiettivo prioritario coinvolgere un numero sempre maggiore di famiglie del territorio, migliorando la nostra capacità di divulgazione delle attività del Borgo. Ci saranno altre occasioni (cene a tema, laboratori per ragazzi, spazi verdi ed attrezzati per i bambini…): siamo convinti che il Borgo debba aprirsi sempre di più al territorio che lo ospita, con un movimento reciproco di integrazione, scambio, arricchimento e partecipazione.

In effetti, anche se si trova appena fuori Bazzano, il Borgo non è molto conosciuto dai bazzanesi. E forse anche chi sa della sua esistenza non ha chiarissima la sua natura: è un’associazione, un gruppo di famiglie, un servizio sociale, una comunità?… Di cosa si tratta?

Il Villaggio Solidale Il Borgo è un progetto della Cooperativa Sociale Centro Accoglienza “La Rupe”, che prevede l’accoglienza di nuclei mamma-bambino e famiglie che vivono in situazione di forte disagio abitativo. Il Borgo conta complessivamente 9 unità abitative di varie metrature, per consentire l’accesso a nuclei familiari anche numerosi. L’idea nasce dalla necessità di dare una risposta a diverse problematiche contingenti legate all'”emergenza abitativa” e all’attuale situazione di instabilità e difficoltà socio-economica di numerose famiglie in tutto il territorio della Provincia di Bologna.
Molte persone sono a rischio di esclusione sociale, specie per via della perdita del lavoro: molte famiglie non riescono più a pagare l’affitto e in breve tempo vengono sfrattate. All’emergenza abitativa segue rapidamente una situazione di instabilità del nucleo familiare. Per affrontare queste situazioni si rende necessario l’attivazione di interventi integrati tra servizio pubblico, privato sociale e associazionismo: l’intento è creare delle risposte complete, favorire reali percorsi di sostegno e di reinserimento sociale. Il Borgo accoglie queste famiglie, per le quali si rende necessaria una collocazione presso un’ abitazione idonea e tutelante soprattutto per i bambini, e un sostegno educativo volto soprattutto all’autonomia.

Com’è nato il Borgo Solidale? Quali realtà sono state coinvolte nella sua realizzazione e lo sostengono oggi?

Il podere S. Francesco, dove è sorto il Borgo [in via Monteveglio, qualche centinaio di metri oltre l’abitato di Bazzano], è di proprietà della famiglia Scalabrini. Qui Antonio e sua moglie Adriana accoglievano già da parecchi anni persone bisognose. Successivamente decisero di ampliare e realizzare altre case e di affidarne la gestione a una cooperativa sociale che costruisse un progetto di accoglienza: scelsero La Rupe. Il Borgo venne inaugurato il 02 novembre 2010.
Ad oggi presso il progetto sono state accolte 48 persone – di cui 20 minori e 28 adulti – tra nuclei mamma-bambino e famiglie. Oggi presso gli appartamenti del “Borgo” vivono 34 persone, tra cui 2 famiglie di volontari che collaborano alla gestione del progetto e sostengono le famiglie nella gestione degli impegni quotidiani.
Assieme alla cooperativa e al servizio sociale ci sostengono e prendono parte alla vita del borgo molte realtà del territorio. Prima tra tutte la Caritas, con cui ci teniamo in contatto periodicamente e con cui è nata un’ottima collaborazione; le volontarie, due ragazze molto in gamba che a cadenza settimanale aiutano i nostri ragazzi nei compiti o in attività ludiche; gli educatori del centro socio-educativo e dell’educativa di strada; le volontarie della parrocchia che hanno aiutato spesso i nostri ragazzi a fare i compiti. Lavoriamo anche in rete con gli insegnanti, l’amministrazione comunale ecc.

Qual è il tuo compito nel Borgo Solidale? Quali sono le maggiori difficoltà nell’attività di questa realtà? E quali le maggiori soddisfazioni che hai avuto dal lato professionale e umano?

Siamo fondamentalmente in due a lavorare “sul campo”: Federico Cavina e io. Federico è il responsabile dell’intero progetto e vive al Borgo con sua moglie. Io invece mi occupo principalmente dell’accoglienza dei nuclei mamma-bambino. Insieme con i servizi sociali del distretto di Casalecchio di Reno, vengono individuate le famiglie che necessitano urgentemente di una risposta abitativa per le quali si individua l’appartamento più idoneo alle loro esigenze. Dopo una prima fase si definiscono le necessità prioritarie del nucleo che gli educatori della cooperativa e i volontari avranno il compito di sostenere. Tali necessità solitamente riguardano la gestione quotidiana (fare la spesa, seguire gli aspetti sanitari dei figli, monitorare le competenze genitoriali), la ricerca di una nuova stabilità lavorativa (scrittura del curriculum, accesso ai centri per l’impiego, ricerca attiva del lavoro, attivazione di borse lavoro o stage) e la gestione dei figli (contatti con la scuola, sostegno nei compiti a casa e realizzazione di attività ricreative). Dal punto di vista professionale stiamo mettendo appunto prassi di accoglienza sempre più “cadenzate”, con momenti di verifica e di implementazione dei singoli percorsi costruiti ad hoc con utenti e servizi sociali. Le principali attività realizzate all’interno del progetto sono:
– accogliere famiglie e nuclei mamma-bambino in situazioni idonee e tutelanti;
– tutelare la presenza dei minori tramite attività di monitoraggio delle competenze genitoriali;
– sostenere le famiglie e i bambini nelle difficoltà quotidiane;
– realizzare azioni che favoriscano il reinserimento lavorativo;
– sostenere i bambini nelle attività scolastiche e ricreative.

Dal punto di vista umano, molti sono i modelli mentali e gli stereotipi che ho dovuto smantellare e ricomporre, molta è stata la carica affettiva, grande talvolta è la rabbia e la frustrazione, impagabile, quando arriva, è la soddisfazione di vedere dei progressi. Se la relazione è lo strumento centrale del lavoro, bisogna rendere ben saldo l’ancoraggio al ruolo professionale e ai compiti che ti spettano (a te e a chi accogli) e contemporaneamente bisogna porsi in un atteggiamento di ascolto, di rinegoziazione, di condivisione di significati e di spostamento di punti di vista, senza presunzione alcuna.

Tu sei sempre stata attiva nell’associazionismo bazzanese. Pensi che il Borgo potrebbe dare un contributo alla vita del territorio? Come sarebbe possibile integrarlo meglio nella realtà del paese?

E’ una domanda molto forte che quassù al Borgo ci poniamo quotidianamente. Stiamo tentando di dare risposte pratiche e non ideologiche. La questione è capire in che modo il Borgo possa essere “utilizzabile” dalle famiglie del territorio, come invogliare le persone a venire al Borgo, che tipo di strategie applicare per stimolare la sospirata integrazione… Finora abbiamo pensato che una strada sia fare del Borgo un luogo d’incontro, organizzando feste (come il I maggio o il Capodanno) e dando alle associazioni che lo desiderano la possibilità di utilizzare gli spazi interni ed esterni per riunioni e attività. Approfitto anche di questa occasione per lanciare l’invito a chi potrebbe essere interessato!
Quest’estate, inoltre, organizzeremo i campi solari per i bambini dai 2 ai 5 anni nella ludoteca che abbiamo creato al Borgo, e che da settembre apriremo alcuni pomeriggi alla settimana, in modo che tutte le famiglie di Bazzano e Monteveglio possano venire a passare del tempo in un luogo sicuro per i bambini e rilassante per genitori e familiari. Vogliamo creare un servizio flessibile, di qualità e altamente professionale, che si possa modulare davvero sulle esigenze dei bimbi e delle loro famiglie. Anche questo servirebbe ad aprire di più il borgo al territorio ed allontanare il pericolo dell’emarginazione e della ghettizzazione di una realtà che ha invece buone potenzialità di essere vissuta anche dal resto del paese.

Come cittadina attiva e come operatrice del sociale, che cosa pensi della fusione dei Comuni?

Un’opinione definitiva ancora non ce l’ho. Ammetto di avere dei dubbi: a volte propendo per l’idea che si potrebbe prima rafforzare il potere amministrativo dell’attuale Unione dei Comuni; a volte, invece, penso che a questo punto si debba partire con un progetto nuovo e “radicale” come la fusione, per ottimizzare davvero le risorse, avere accesso a più finanziamenti, accrescere la formazione del personale e uniformare i servizi per il cittadino. Unificarsi dovrebbe significare ottimizzare, ma ho il presentimento che ciò non sia proprio scontato: non tutto migliora di punto in bianco solo perché si sono abbattuti dei costi e uniformati dei protocolli; il processo e il metodo devono essere gestiti, progettati e controllati meticolosamente.
Per ciò che riguarda i servizi alla persona è sicuramente giusto porsi l’obiettivo di uniformare il più possibile l’accesso ai servizi e i loro parametri di attivazione. Un contesto come il Borgo, per esempio, fa emergere con forza questa necessità: dal momento che gli ospiti provengono dai 9 Comuni del Distretto di Casalecchio di Reno, una disomogeneità tra i Comuni nelle risorse a disposizione degli utenti può creare non poche complicazion quando elaboriamo in rete progetti di reinserimento lavorativo, abitativo e sociale.
Un’altra grande sfida per la fusione è quella di entrare in una logica di comunità e di senso di appartenenza tra Comuni con storie ben diverse tra loro: capire come gestire queste diverse identità storiche e costruire una nuova coscienza collettiva è sicuramente un compito non irrilevante. Insomma ammetto di aver ancora molti dubbi, ma non mi ritengo sfavorevole; anzi, sono fiduciosa che la costruzione di questo Comune unico sia attuata con gradualità e veramente accompagnata dall’incessante coinvolgimento della popolazione, non solo prima del referendum, ma soprattutto dopo.


La situazione a Bazzano (tutto bene, eh)

29 maggio 2012
Metto qui qualche notizia che ho raccolto su Bazzano dopo le scosse di terremoto di oggi. Provengono tutte da fonti ufficiali o comunque autorevoli. Le metto qui sperando di essere di qualche utilità,  nel diffondere informazioni corrette e nell’evitare il diffondersi di voci incerte o comunque non confermate.
In caso di novità, provvederò appena possibile agli aggiornamenti. Per eventuali segnalazioni,  correzioni o altro vi prego di NON fare commenti ma di inviare una mail a: luca.grasselli@gmail.com. Lo stesso anche se desiderate segnalare – com’è gradito – iniziative nel territorio di Bazzano e dintorni a favore dei terremotati.
Aggiornamento [4.6.2012, ore 17.00]: Oggi anche la scuola materna parrocchiale, sottoposta a un ulteriore sopralluogo, è rimasta aperta. Nella chiesa di Santo Stefano saranno celebrati i funerali ma, precauzionalmente, verranno evitati i maggiori assembramenti, quindi per ora non vi saranno celebrate le messe domenicali.
Per quanto riguarda le iniziative di solidarietà, si stanno moltiplicando. Ieri un cospicuo carico di beni di prima necessità e una fornitura d’acqua (frutto anche della raccolta in denaro tra i negozi) sono stati portati a S. Agostino. Prosegue la raccolta di acqua, viveri, attrezzature informatiche e anche di giocattoli: le variazioni nelle merci da raccogliere saranno comunicate in tempo reale. Si ricercano anche esperti informatici per ripristinare in sedi di emergenza le amministrazioni comunali coinvolte nel terremoto. Nel corso della festa della Giuditta di ieri è stata organizzata dagli esercenti una vendita di torte pro terremotati, mentre un’altra vendita di dolciumi è prevista domenica dopo la messa delle 10.30. La libreria Carta|Bianca promuove inoltre una raccolta di libri per le popolazioni.

Aggiornamento
[4.6.2012, ore 10.00]: In seguito alla nuova scossa di ieri sera, fin dal mattino presto sono in corso sopralluoghi da parte delle autorità preposte. Gli accertamenti presso le scuole pubbliche hanno permesso di constatare il persistere delle condizioni di sicurezza e di aprire regolarmente gli istituti. Nel corso nella mattinata verranno controllati anche altri edifici pubblici come la Rocca e il cimitero.
Aggiornamento [3.6.2012, ore 13.55]: Stamattina la messa domenicale è stata celebrata nel campetto della parrocchia. I sopralluoghi effettuati nella chiesa di Santo Stefano – come avevamo scritto in precedenza – non hanno riscontrato alcun problema, tuttavia il parroco, don Franco Govoni, in attesa di una certificazione ufficiale, ha preferito precauzionalmente svolgere la celebrazione all’esterno.
Aggiornamento [1.6.2012, ore 11.00]: Nell’ambito del coordinamento per gli aiuti, l’associazione “BimbaMenteVerde” promuove una raccolta di giocattoli per i bambini delle zone terremotate, che possono essere portati nell’atrio del Municipio sabato mattina. Nel caso non fosse possibile consegnare i giocattoli nelle zone del terremoto, l’8 luglio saranno utilizzati per una pesca di beneficenza i cui proventi saranno interamente devoluti a quelle popolazioni.
Aggiornamento [1.6.2012, ore 10.00]: L’amministrazione comunale, mediante l’assessore Finelli, annuncia la nascita di un “coordinamento per gli aiuti”, allo scopo di «rendere più efficaci le varie iniziative che saranno promosse nelle prossime settimane», in modo da «rispondere in modo puntale alle richieste che saranno avanzate dalle zone colpite».
Le informazioni «saranno divulgate attraverso i social network (facebook e twitter), pagina internet del comune di Bazzano, sms e volantini (affissi settimanalmente nelle bacheche comunali a partire da lunedì 4 giugno).
«Al momento le iniziative che sono state attivate sono le seguenti:
– Raccolta fondi attraverso la collaborazione dei commercianti con “la cassetta della solidarietà” presenti negli esercizi commerciali. I fondi raccolti saranno utilizzati immediatamente per l’acquisto di materiale urgente.
– Raccolta di generi di prima necessità sulla base delle richieste della Protezione Civile (ad esempio entro sabato 2 giugno raccolta di acqua da portare al campo di accoglienza di Sant’Agostino).
– Organizzazione di iniziative benefiche. Seguirà programma.
Per tutti coloro che volessero rendersi disponibili come volontari (al momento non sono previsti invio nelle zone colpite dal sisma, ma che comunque possono aiutare per le iniziative sopra descritte) possono:
– lasciare i loro recapiti presso il Centralino del Comune di Bazzano.
– inviare mail a: afinelli@comune.bazzano.bo.it
– inviare la loro disponibilità tramite facebook al gruppo: Comune di Bazzano».

Aggiornamento
[31.5.2012, ore 23.10]: L’incontro delle ore 15 con i commercianti sulla raccolta puntuale dei rifiuti si è svolto nel Municipio anziché in Rocca; i due rimanenti incontri coi cittadini, sullo stesso tema, previsti in Rocca, si svolgeranno – informa il Comune – nell’Aula Magna delle Scuole medie.
Aggiornamento [31.5.2012, ore 17.45]: Nicola Bruno, giornalista, blogger ed esperto d’informazione, scrive, a proposito di questo post: «Un cittadino di Bazzano ha seguito e verificato tutte le notizie (e le bufale) che circolavano  quel giorno sul posto. E’ un bell’esempio di come, grazie ai network di contatti online/offline locali, si possa offrire un servizio alla comunità in situazioni di emergenza». Grazie!

Aggiornamento
 
[31.5.2012, ore 17.15]: Procedono le iniziative a favore delle popolazioni colpite dal terremoto.
«Civicamente Bazzano», che già sabato 26 aveva organizzato una raccolta di alimentari destinati alla popolazione di Vigarano Mainarda (FE), continua a raccogliere  generi alimentari a lunga conservazione: i prodotti possono essere consegnati venerdì 1° giugno dalle 17.30 alle 19.00 presso la sede di Civicamente Bazzano in via Termanini oppure sabato 2 giugno dalle 9 alle 12 al banchetto in piazza Garibaldi.

Le associazioni e cittadini riunitisi ieri hanno attivato la raccolta di acqua a favore delle popolazioni di S. Agostino (MO), come da «richiesta diretta dei referenti per l’emergenza del Comune in oggetto», riferisce Silvia Stronati della Pro Loco di Bazzano. Da oggi a sabato mattina si potrà anche lasciare nei negozi,  in appositi «salvadanai», un’offerta che sarà destinata all’acquisto dell’acqua. Si cercano volontari per lo stoccaggio e il trasporto dell’acqua nel pomeriggio di sabato. Esigenze successive verranno comunicate appena possibile; proseguirà comunque la raccolta di fondi nei negozi.

Aggiornamento [31.5.2012, ore 15.50]: 
La Fondazione Rocca dei Bentivoglio avvisa che «
per tutte le attività ospitate nella Rocca dei Bentivoglio, in via precauzionale, l’accesso viene limitato ad un numero minimo di pubblico». Tali limitazioni obbediscono alla preoccupazione di «garantire una più efficace gestione di una eventuale emergenza». Le variazioni delle attività in programma saranno comunicate. Si può comunque fare riferimento ai seguenti contatti: tel. 051 836405/836442/836445, fondazione@roccadeibentivoglio.it .

Aggiornamento
 [31.5.2012, ore 15.40]: 
Anche la 26a Festa della Salute, organizzata dall’associazione Ting Spazzavento, in programma nella Rocca dei Bentivoglio per domenica 3 giugno, è stata rimandata a data da destinarsi.
 Aggiornamento [31.5.2012, ore 10.00]: Come ci riferisce il Comune di Bazzano, in tutte le scuole tutti gli accertamenti di dovere erano stati portati a termine prima dell’inizio delle lezioni di ieri (mercoledì 30) e la sicurezza degli edifici scolastici era (ed è) pienamente garantita; la decisione di tenere aperte le scuole è stata presa con l’accordo delle autorità scolastiche preposte. Alcune classi delle elementari sono semplicemente rimaste all’esterno  per autonoma decisione degli insegnanti di fare lezione in giardino, vista la positiva esperienza della giornata precedente.
Aggiornamento [30.5.2012, ore 23.50]: Alla riunione, presieduta dall’assessore Finelli, erano presenti circa 35 persone, in parte rappresentanti di varie associazioni bazzanesi, in parte cittadini (molti giovani) semplicemente desiderosi di dare una mano.  La riunione ha stabilito: a) nessun intervento immediato di volontariato nei luoghi del disastro: al momento il personale volontario non viene accettato per ragioni di sicurezza; b) si terrà una raccolta di generi di prima necessità (che verranno comunicati secondo le esigenze del momento), che dovrebbe essere collocata nell’atrio del Comune: serviranno volontari per l’apertura al di fuori dell’orario d’ufficio nonché per lo stoccaggio e il trasporto; c)  è in programma un evento di raccolta fondi a cui collaboreranno le varie realtà del paese, che dovrà essere organizzato nei giorni 22-24 giugno. Importante attenersi alle indicazioni che verranno divulgate ufficialmente (e che qui si tenterà di riportare).
Aggiornamento [30.5.2012, ore 19.22, con correzione successiva]Secondo quanto mi è stato riferito, stamattina alunni delle scuole elementari non sono entrati immediatamente nell’edificio: il personale scolastico li avrebbe fatti rimanere all’esterno. Almeno alcuni alunni sono successivamente stati fatti entrare e hanno proseguito in modo regolare la giornata scolastica. Nelle altre scuole la giornata è trascorsa regolarmente.
Aggiornamento [30.5.2012, ore 12.50]: Stasera alle 21 si terrà una riunione per coordinare gli aiuti alle popolazioni terremotate. Tutti gli interessati sono invitati.

Aggiornamento [30.5.2012, ore 11.00]: La Fondazione Rocca dei Bentivoglio ha comunicato che tutte le iniziative della manifestazione «Bazzano città d’arte» previste per venerdì 1° giugno sono state rinviate a sabato 16 giugno  “in seguito al sisma che ha colpito la regione”.  Qui la nuova locandina.

Aggiornamento [29.5.2012, ore 23.00]: Apprendo che durante la giornata anche la Scuola materna parrocchiale ha provveduto a fare effettuare verifiche di staticità da parte di un professionista.

Questa la situazione degli edifici pubblici di Bazzano, secondo la nota del sindaco Rigillo diffusa nel pomeriggio dopo i sopralluoghi effettuati nel corso della giornata con le autorità preposte (sindaco, maresciallo dei Carabinieri, assessori competenti, ecc.).
Per quanto riguarda l’ospedale, non si regista “niente di preoccupante”. Le sale operatorie sono funzionanti.
Anche nel cimitero, “nessuna situazione preoccupante”, ma “le crepe presenti già nella struttura necessitano tuttavia di monitoraggio”.
La stessa cosa è valida per la Rocca dei Bentivoglio: la situazione “non presenta anomalie rispetto al passato, ma domattina un altro tecnico sarà presente” per monitorare le crepe già esistenti da tempo. Nei prossimi giorni “si deciderà, ma solo per ragioni di opportunità e NON per inagibilità dell’immobile“, se confermare o disdire le iniziative previste per il fine settimana proprio in Rocca.
Nella Torre dell’orologio non è stata riscontrata alcuna lesione.
Il Palazzo municipale ha mostrato la sua solidità; è previsto comunque nella giornata di domani il sopralluogo di un tecnico per il monitoraggio.
La vecchia Pesa pubblica in via Circonvallazione Nord, già pericolante, è stata transennata per evitare la caduta di cocci e di tegole nelle vicinanze, ma l’edificio ha comunque retto.
Per quanto riguarda le scuole, il sindaco Rigillo afferma che “le scuole hanno tenuto benissimo” e non hanno registrato “nessun danno strutturale”. Alle scuole medie è caduto lo spigolo di un davanzale: la voce di danni maggiori, che aveva avuto qualche diffusione, è stata prontamente smentita. Domattina tutte le scuole di Bazzano saranno aperte; “alle 8.30 – afferma il sindaco – un tecnico incaricato dal Comune farà ulteriori sopralluoghi in scuole e luoghi pubblici per monitorare la situazione”.  In giornata molti genitori sono venuti a prendere i ragazzi, altri hanno preferito – o non hanno potuto fare a meno di – lasciarli a scuola; gli alunni del nido, della materna e delle elementari hanno abbandonato gli edifici e hanno passato la giornata scolastica nei giardini, consumando regolarmente il pranzo all’aperto. Scuole aperte anche a Crespellano e Monteveglio, non essendo stato concordato alcun genere di danno. Domani le scuole rimarranno invece chiuse a Castello di Serravalle e Savigno: infatti, anche se “da una prima verifica compiuta … non risultano rilevabili danni o lesioni strutturali”, la dirigente scolastica “ha richiesto un ulteriore sopralluogo” da effettuarsi domani, “disponendo contestualmente la sospensione delle attività didattiche per consentire ai tecnici di svolgere il loro lavoro più agevolmente”; pertanto, “in via del tutto precauzionale”, le scuole rimarranno chiuse fino a tutta la giornata di domani.

E’ stato effettuato anche un sopralluogo nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano, dove è stata riscontrata qualche minima caduta di calcinacci, ma nessun movimento delle crepe esistenti. Non si esclude tuttavia una perizia più approfondita nei prossimi giorni.
A Bazzano non vi è alcuna notizia di danni negli edifici privati.

Un Occhio( per nulla )cupo su Bazzano! Intervista al nuovo presidente di Solidarietà Impegno

25 maggio 2012

Inizia ¡EquoLibre! Domenica 27 alle ore 18, all’Osteria Porta Castello, inizia una serie di aperitivi a base di prodotti equi e solidali, promossa in collaborazione con Solidarietà Impegno, l’associazione bazzanese che dal 1993 si occupa di promuovere stili di vita sostenibili. Qui c’è la pagina Facebook dell’associazione, qui quella di ¡EquoLibre!

Recentemente Solidarietà Impegno ha rinnovato le proprie cariche direttive e ha nominato il suo nuovo presidente: Sem Occhiocupo. Abbiamo colto l’occasione per intervistarlo.

Caro Sem (sì, con la “e”), congratulazioni e in bocca al lupo per questa nomina a presidente… ma soprattutto per il tuo matrimonio ormai imminente con Alessia! E’ tutto pronto?

Crepi! In effetti, è un periodo denso di novità e di impegni. Abbiamo cercato un matrimonio che fosse prima un impegno con Dio e poi una grande e semplice festa con i nostri amici: questo ci ha permesso di vivere i preparativi con un pò di serenità, anche se le difficoltà per una cerimonia che cerca di allontanarsi dall’industria dei matrimonifici sono impensabili! Ovviamente parlo così perchè la maggior parte dell’organizzazione ricade su Alessia… ecco perchè io sono sereno!

 Sappiamo che tu e Alessia non siete originari di qui. Qual buon vento vi ha portato a Bazzano? Bazzanesi per caso o per scelta?

All’inizio, per caso. Siamo arrivati per lavoro a gennaio del 2011 e abbiamo deciso di cercare una casa nella vallata. A Bazzano c’era un’opportunità, e – a una prima occhiata – il paese ci sembrava carino. Solo in seguito è scoppiato un amore profondo per Bazzano: la bellezza del paese e dei luoghi, la straordinaria posizione sui colli che si affacciano sulla pianura, ma soprattutto l’accoglienza delle persone, disponibili, gioviali, aperte e curiose. A Bazzano ci sono tutti i vantaggi della vita in una piccola comunità, uniti ad un modo di pensare tutt’altro che provinciale e ristretto. La verità è che a Bazzano ci sentiamo perfettamente a nostro agio, e gran parte del merito è dei nostri amici bazzanesi.

Come avete conosciuto Solidarietà Impegno? E con quali altre realtà del paese siete venuti in contatto? E in che modo? Avete trovato facile o difficile “integrarvi” nella realtà del paese e del territorio? Che cosa vi ha aiutato e cosa invece vi ha ostacolato?

Abbiamo incontrato SI in due occasioni: al Palazzetto Peppino Impastato, in occasione dell’incontro con procuratore Gratteri; in Rocca, d’estate, ad un incontro di presentazione del commercio equo e solidale. Entrambe le volte ci ha accolto Ilaria. Da lì, il Gruppo di acquisto solidale per acquistare prodotti equi; poi un paio di riunioni, quasi per caso, per organizzare la notte bianca 2011; …una cena, e il gioco era fatto.
Inoltre siamo iscritti al Gasbaz, per acquistare i prodotti locali e biologici. Io anche a Slow Food. In più, abbiamo contatti con gli Streccapògn, con il gruppo Libera Niscemi di Savignano e con Genuino Clandestino e Campi Aperti: passaparola, lavori insieme. La verità è che il territorio è in fermento e, se se ne ha voglia e tempo, c’è molto da fare. Nota da “immigrato”: in Emilia la parola integrazione non esiste; avete l’accoglienza insita nel DNA! E’ bello quando perfino gli anziani ti parlano in dialetto e danno per scontato che tu li capisca.
Ovviamente c’è qualche difficoltà, dovuta alle diverse abitudini di vita del Sud. Due esempi, che ci hanno stupito fin da subito: la casa e la piazza. Una casa del Sud ha la porta aperta: qui, ci si accoglie sul portone e, se invece ti vengono a trovare, ci si siede magari accanto alla porta, per non disturbare. Differenti concezioni della privacy! La piazza di Bazzano è bella (mi dicono che prima fosse ancora più bella); ma spesso è vuota: che strano vedere non utilizzato un immenso spazio di aggregazione!

 Dicci una cosa che ti piace molto di Bazzano e una che non ti piace per niente.

Più di tutto, mi piacciono il confine sfumato fra tessuto urbano e campagna: due spazi che si compenetrano; e la disponibilità, l’energia e la passione delle persone. Apprezzo meno la difficoltà a sostenere l’impegno e gli sforzi delle realtà espresse dal territorio: spesso ognuno rimane confinato nella propria idea, le associazioni guardano solo alle proprie attività e non si riesce a raggiungere una “massa critica”, anche solo per una dimensione operativa ottimale.

Parecchio tempo fa Pentagras ha già parlato di Solidarietà Impegno, ma in questi anni l’attività dell’associazione si è profondamente rinnovata. Come la descriveresti?

Io penso che SI abbia un obiettivo associativo molto ambizioso: lavoriamo per l’awareness raising (scusate l’anglismo, ho la mia dolce metà impegnata nella cooperazione internazionale). Cosa significa? Che attraverso le nostre attività, con cui creiamo contatti con i diversi stakeholders [e ridàgli, ndr] del territorio, cerchiamo di raggiungere un obiettivo più ampio e difficile: creare un dialogo sulle tematiche del Sud del mondo. E’, per così dire, un obiettivo di secondo livello, ben diverso da quello di ogni specifica attività.
SI sarà sempre alla ricerca delle attività giuste, in base ai singoli momenti, per raggiungere il proprio obiettivo: dinamismo e diversificazione. Sicuramente non è un’associazione noiosa o ripetitiva!

Quali sono i programmi per il futuro dell’associazione? E i maggiori problemi che essa si trova davanti?

Negli ultimi mesi abbiamo fatto un bel lavoro di sistematizzazione e di costruzione del futuro dell’associazione. è un grande regalo di Filippo. Ora il lavoro fatto va concretizzato, specificato, analizzato. SI ha bisogno di raccogliere tutte le sfide strategiche che si è posta e di lavorarci sopra. E’ vitale non lasciare a metà nessuno dei lavori iniziati, non rimanere inerti negli ambiti individuati.
Parallelamente, a livello personale, sento l’esigenza di mettere in funzione tutti gli organi dell’associazione e di creare fra i soci un flusso di informazioni e uno di responsabilità. Alcuni meccanismi, fino ad ora validissimi ma che funzionavano magari un pò casualmente sia per il numero ristretto degli associati sia perchè si sopperiva con un rapporto di amicizia, ora vanno istituzionalizzati: sarà questa una delle proposte da sottoporre al Direttivo.
Il problema maggiore di SI è la crescita, sia dei collaboratori che dei contatti sul territorio. Mi piacerebbe però che l’aumento del numero dei soci avvenisse mantenendo una caratteristica peculiare di SI: la grande varietà di competenze e di professionalità presenti. SI è sempre riuscita molto bene in quello che ha organizzato anche perchè al suo interno ha tutto: l’ideatore, il progettista, il tecnico. Questa diversificazione di competenze è un valore assoluto, sia per l’associazione, sia perchè permette di valorizzare tutti.

Chi è potenzialmente interessato alle attività dell’associazione? Come potrebbe partecipare? E quali altre realtà di Bazzano e del territorio circostante potrebbero collaborare?

Questa è una domanda molto complessa, la cui risposta può essere trovata solo dopo un gran bel lavoro di analisi. Ragionando per assurdo, lo scopo ultimo della nostra associazione è di non esistere più: se il commercio equo diventasse una parte importante degli scambi commerciali, se i consumatori diventassero, come si suol dire, “consum-attori”, non ci sarebbe bisogno di SI. Bisogna coinvolgere non solo chi ritiene necessario un mondo più giusto nei rapporti nord-sud, ma anche chi si sforza di capire la realtà che lo circonda. Una task force composta da giovani, famiglie, mamme, nonne! Tutti a dare il loro contributo ad organizzare le diverse attività di proprio interesse che, come già detto, sono soprattutto un mezzo per creare consapevolezza. Non dobbiamo porre nessun limite alla nostra immaginazione di coinvolgere le persone.
Per quanto riguarda le collaborazioni, io ho una visione molto personale e devo ancora capire se può essere valida per SI, parlandone all’interno dell’associazione. Rilevo che nei prossimi anni il WFTO ha centrato il proprio lavoro sull’agricoltura (il giorno di apertura è stato il 12 maggio e una delle prime manifestazioni è Terra Equa a Bologna [ndr: la manifestazione inizia domani, sabato 26! il programma è qui]), che l’agricoltura è al centro di un aspro dibattito a livello planetario ed è uno dei principali strumenti per raggiungere alcuni degli “Obiettivi del millennio”, di cui si parlerà a Rio+20; più vicino a noi, le nostre terre sono a prevalente vocazione agricola e alcune delle più importanti associazioni del territorio operano in questo ambito. Direi che ce n’è, da lavorare!

 Lavori presso l’Unione dei Comuni. Cosa pensi, come cittadino, del recente progetto di fusione dei Comuni lla Valsamoggia?

Inizio con una banalità: se qualcosa viene fatta per bene, funziona; altrimenti, no. Quindi, al di là del “marketing” dei partiti, delle discussioni “bloccate” e delle strategie dei rispettivi schieramenti, io penso che un buon progetto di fusione possa funzionare. Quello che abbiamo a disposizione adesso, è oltremodo lacunoso. Rilevo che mentre, ai prossimi referendum, i cittadini vorrebbero andare a votare pienamente informati e su un progetto compiuto, in realtà è vero esattamente il contrario: la politica appronterà un progetto concreto solo dopo aver avuto l’avallo dei referendum. In effetti, conviene iniziare a parlare di come realizzare la fusione, e di discutere nel merito dei singoli aspetti. Personalmente, molte soluzioni prospettate (e non) meritano ben più di un approfondimento: è probabile che i cittadini, alla fine, voteranno chi fornirà le soluzioni più chiare, semplici ed efficaci, e volteranno le spalle a chi si ostina a creare soluzioni bizantine per incapacità, per volontà di non decidere o semplicemente per forma mentis.


Il rusco 2.0

13 ottobre 2010

Ormai ci siamo. La mattina del 25 ottobre Bazzano si risveglierà senza cassonetti del rusco. Questo sarà il primo risultato dell’introduzione della raccolta differenziata. Senza timore che una fila di sacchetti colorati deturpi le vie più belle di Bazzano: in tutto il centro storico non si potrà deporre l’immondizia la sera, ma solo la mattina dei giorni di raccolta, entro le 8.30. Ecco la soluzione adottata dall’amministrazione ha adottato questa soluzione, proprio nel momento in cui anche a Bologna si discute se eliminare i cassonetti in centro, per favorire il decoro e prevenire il degrado ambientale.

L’arrivo del “porta a porta” era atteso da tempo: preceduto da entusiasmo e da sollecitazioni, ma anche da timori e prudenze, come quelle che avevano alla fine trattenuto l’amministrazione Baioni. Una resistenza culturale, presente anche all’interno delle forze di maggioranza, che si esprimeva (forse si mascherava) nella richiesta di trovare sistemi alternativi di raccolta differenziata. Da questo punto di vista, il ringiovanimento – anche anagrafico – della nuova giunta è stato sicuramente decisivo. Del resto era acclarata l’impossibilità di raggiungere percentuali di materiale riciclato anche lontanamente simili con altri sistemi di raccolta, come le “isole ecologiche”, che peraltro si può dubitare si adattino bene a una realtà come quella di Bazzano.

Accanto alle ritrosie e ai legittimi dubbi di molti cittadini, del resto, ci sono anche opinioni – e forze sociali – fortemente favorevoli. Anzi (accanto alla campagna informativa che l’Amministrazione sta attuando assieme a Hera, molto capillare, e che sta riscuotendo una grande partecipazione dei cittadini agli incontri) sarebbe stato bello che il Comune avesse coinvolto direttamente, nei mesi scorsi, le associazioni più interessate, che avrebbero potuto contribuire in prima persona all’opera di informazione e sensibilizzazione.

Non è scontato, per tutti, infatti, che la raccolta differenziata è un’esigenza forte, e persino ovvia, per la salvaguardia dell’ambiente, e in particolare per la sostenibilità del sistema di smaltimento dei rifiuti (Napoli e Palermo, purtroppo, insegnano); e non tutti sanno che il “porta a porta” è diffuso da anni in buona parte d’Italia: non più una sperimentazione avveniristica, ma un sistema abbondantemente rodato, anche in Emilia-Romagna e nella nostra provincia, dove pure Hera non è stata particolarmente rapida nell’introdurlo.

C’è infatti anche chi rimprovera all’amministrazione di arrivare “buoni ultimi”. Un richiamo non infondato: ma la maggiore esperienza accumulata in questi anni dal gestore dovrebbe garantire ai bazzanesi di essere più al riparo da possibili inghippi rispetto a chi – come la vicina Monteveglio – ha avuto l’onere e l’onore di sperimentare tra i primi il nuovo sistema. Chiaramente, ora vedremo come andranno le cose. Quel che è certo, finalmente Bazzano non subirà più l’“immigrazione clandestina” di rusco dovuta alla pessima usanza di alcuni di sfuggire alla raccolta differenziata portando il proprio pattume nei bidoni dei comuni vicini.

Un aspetto molto apprezzabile del libretto informativo di Hera è la “tracciabilità” del percorso del rusco bazzanese, con l’indicazione dei singoli impianti in cui questo viene riciclato. Una forma di trasparenza che – seppure non eliminerà tutti i dubbi di chi è contrario alla gestione del servizio da parte di Hera – consentirà di controllare più facilmente che il processo vada effettivamente a buon fine.

Quello che ancora ha da essere “tracciato”, invece, è il risparmio. Il libretto di Hera promette un risparmio sensibile “a medio termine”. Una promessa su cui l’amministrazione dovrà vigilare e pungolare Hera, di cui siamo pur sempre “soci”. Sperando almeno di evitare paradossi: in attesa paziente che il “medio termine” arrivi, risulterebbe quantomeno sgradevole trovarci in un “breve termine” di aumenti difficili da giustificare.


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