Se il sogno europeo si offusca


(Discorso pronunciato il 4 novembre 2016 a Bazzano in occasione della celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate)

Conosciamo bene l’origine della ricorrenza che oggi celebriamo: la fine in Italia della Prima Guerra Mondiale. Una ricorrenza da ricordare sempre, in particolare in questi anni in cui si svolge il centenario di questa guerra che, se fu meno terribile di altre – e della successiva – per le conseguenze sulla popolazione civile, fu assolutamente spietata nei confronti dei soldati che vi furono coinvolti: da parte italiana, centinaia di migliaia, milioni, provenienti da ogni città, da ogni quartiere, da ogni borgo del nostro Paese: non vi è villaggio, per quanto piccolo, sperduto e lontano, che oggi non pianga il proprio tributo di sangue.

Questa ricorrenza va ricordata tantopiù a una generazione che oggi ritiene nel novero dell’impossibile, dell’assurdo, del fantastico che il nostro confine sulle Alpi fosse teatro delle manovre di eserciti nemici, l’uno contro l’altro. La costruzione dell’Europa, infatti, dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, ha consegnato a tutti noi settant’anni di pace. Ciò è particolarmente importante oggi che il sogno europeo appare sempre più offuscato, l’edificio dell’Europa sembra a tratti vacillare per il risorgere degli antichi egoismi nazionali, sia pure sotto vesti differenti. E bisogna lucidamente affermare che non c’è una diversa alternativa tra la collaborazione, la costruzione condivisa, la solidarietà da una parte e, dall’altra, il regno dell’odio, della paura, della sfiducia. Che può avere conseguenze perniciose e nefaste per tutti.

Oggi ricordiamo con gratitudine il servizio delle nostre Forze Armate. In particolare il pensiero va a coloro che sono lontano dal territorio nazionale, impegnati in missione per conto dello Stato. Auguriamo loro di essere sempre al servizio della pace, della libertà dei popoli, di ogni persona senza distinzione di nazionalità, di religione e di ceto. Ma ricordiamo anche tutti coloro che sono impegnati entro i confini dell’Italia: in particolare vogliamo ricordare chi sta prestando assistenza e soccorso ai tanti concittadini ripetutamente colpiti dal terremoto, in questi stessi giorni. E, al tempo stesso, chi quotidianamente, da anni, salva dalla furia del mare tanti che cercano di fuggire da guerre combattute altrove o di sottrarsi a un’esistenza di stenti: uno sforzo di salvataggio di vite umane che onora profondamente le nostre Forze Armate e tutti coloro che vi sono impegnati, e che onora il nostro Paese.

Nel ricordare i morti, il sacrificio dei caduti, oggi onoriamo l’impegno dei vivi. Con l’augurio per la nostra nazione e per tutti i popoli della terra di quel futuro di pace che può essere garantito solo da un presente di fraternità e di solidarietà Grazie.

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