Qualche spunto sul 25 aprile a Bazzano e in Valsamoggia


Questo articolo l’avevo scritto il 26 aprile. Mi sono reso conto solo ora che mi ero dimenticato di pubblicarlo :O

 

Ieri mattina ho partecipato, come praticamente tutti gli anni, alla commemorazione del 25 aprile a Bazzano (invece non sono potuto essere alla festa popolare del pomeriggio, con la banda e le crescentine al Centro Cassanelli: sara’ per la prossima volta!). La messa per i caduti, il corteo con le bandiere fino al cippo partigiano, i fiori, i discorsi, i ricordi. Piccoli gesti semplici, attraverso i quali si concretizza la memoria di una comunità.

Il valore di queste celebrazioni locali è ineguagliabile. La loro pluralità e la loro pervasività è parte intrinseca del loro valore: ogni paese ha il suo corteo – tutti simili, nessuno uguale all’altro – ogni evento viene ricordato nella sua unicità, ogni caduto ha il suo ricordo, ogni cippo la sua corona. Anche in una città grande come Bologna, del resto, le celebrazioni avvengono in una vasta costellazione di luoghi significativi, con modi e toni differenti senza che nessuna memoria locale – di quartiere, di vicinato… – venga oscurata.

Il nuovo Comune, che a mio parere deve ben guardarsi dal fare accorpamenti improvvidi, dev’essere anzi lo strumento per valorizzare queste occasioni ciascuna nella sua specificità. I Municipi potranno naturalmente dare il loro contributo trovandovi l’occasione per valorizzare il loro carattere fortemente simbolico.
Casomai, sarebbe bello sfruttare le nuove potenzialità amministrative per creare nella vallata “percorsi della memoria” nei luoghi più significativi, che possano essere proposti alle scuole come occasione formativa e magari avere anche un utilizzo turistico. La nostra valle comprende luoghi di guerra partigiana attiva “di montagna” e altri – come Bazzano – che erano piuttosto aree di retrovia e acquartieramento delle truppe tedesche (e per questo furono falcidiati dai bombardamenti alleati), e in cui la lotta partigiana veniva condotta con modalità differenti.
Queste semplici riflessioni potrebbero essere d’esempio per un rapporto più attivo tra amministrazione e scuole per la valorizzazione della storia locale, spesso tristemente dimenticata nonostante le sue grandissime potenzialità formative: grazie alla storia locale gli studenti possono comprendere che la storia non è solo qualcosa di astratto che si studia sui libri. Ma di questo si potrà parlare in un’altra occasione.

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