Due notarelle sulla fusione dei Comuni


L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha appena dato il via libera alla fusione dei cinque Comuni della Valsamoggia, con 28 voti favorevoli e 13 contrari. Scrivo queste due notarelle senza conoscere ancora i testi della discussione e – naturalmente – della decisione odierna.

Pochissimi giorni fa il Comitato Ambiente Salute Bazzano ha indetto per sabato prossimo una manifestazione contro la fusione, chiedendo le dimissioni del sindaco di Bazzano. Tutto legittimo, per carità, ognuno si può esprimere su ciò che meglio crede. Ma allo stesso modo ci si può interrogare sulla congruità di una presa di posizione – così forte, per giunta – con gli scopi dichiarati del comitato stesso, che non mi risulta abbia chiesto le dimissioni del sindaco neppure in occasione delle polemiche più accese (e ce ne sono state!) su vari temi ambientali.
Mi chiedo semplicemente se in quest’occasione il comitato non sia stato utilizzato come un paravento da parte delle forze politiche d’opposizione, in particolare dalle liste civiche o da qualche loro componente. O se sia il Comitato Ambiente Salute che sta agendo come una forza politica – peraltro mentre siamo in piena campagna elettorale nazionale (non è colpa di nessuno, solo della tempistica, ma è un dato di fatto). Lo dico perché Simone Rimondi – che è un amico, oltre a essere il leader di Civicamente Bazzano – solo pochissime settimane fa, di fronte alla richiesta di dimissioni del sindaco presentata dal consigliere PdL Girotti, ne aveva preso nettamente le distanze. Cosa pensa ora Civicamente Bazzano di questa nuova richiesta di dimissioni? Aderirà ufficialmente alla manifestazione di sabato, lascerà che i suoi esponenti partecipino “a titolo personale”, o che? Indovinala grillo, dicevano una volta. Con la g minuscola.

Frattanto, è un vero coro di illustri sostenitori della fusione (solo da ultimi: la vicepresidente della Regione, il segretario provinciale PD e quello della CGIL…) a insistere sulla necessità di dare il via a un ampio processo di partecipazione che coinvolga tutti i cittadini, anche quelli contrari alla fusione o perplessi, nel “processo costituente” che porterà alla creazione dello statuto del nuovo comune unico “e, in particolare, nella definizione e nell’organizzazione dei servizi condivisi” (così Simonetta Saliera secondo il Carlino di oggi).
Uno specchietto per le allodole? Un contentino? Non credo: penso che invece queste insistite raccomandazioni – che sono una presa di posizione molto precisa, anche se non so se e come ne rimarrà traccia nella deliberazione finale di oggi – siano da interpretare come una vera e propria “prescrizione” allegata all’approvazione del progetto. Un’ammissione implicita che fino a oggi questo percorso è stato largamente insufficiente – come anche la striminzita vittoria del referendum non può non evidenziare – e che la “definizione e l’organizzazione dei servizi condivisi” rappresenta a tutt’oggi una delle lacune maggiori del progetto. Nel momento in cui, con un indubbio successo, il processo di fusione riceve la sua consacrazione definitiva, si tratta di un ammonimento alle amministrazioni e alle forze politiche locali di maggioranza a cambiare di passo su questo punto.  L’augurio è che ne si tenga conto.

11 risposte a Due notarelle sulla fusione dei Comuni

  1. alessandro scrive:

    Presa di posizione molto, molto debole. Mi dispiace.
    Alessandro Lolli

  2. antonio scrive:

    matrimonio di interesse o matrimonio combinato?

  3. Roberto Labanti scrive:

    Ah, certo, un indubbio successo.

  4. lucagrasselli scrive:

    Non è una presa di posizione, sono solo due note relativamente marginali.
    La sintesi della mia posizione, se vuoi, è l’auspicio che ora inizi veramente quel dialogo e quel processo partecipato che finora – per responsabilità varie di più soggetti – non c’è mai stato. Chi non è contrario “a priori” alla fusione dovrebbe almeno provare a sedersi al tavolo e vedere se la volontà di apertura e di dialogo è reale. Anzi – consiglio non richiesto – dovrebbe chiedere garanzie precise sul metodo del confronto, dal momento che oggi esistono metodologie scientifiche sufficientemente “neutrali” e ben rodate per raccogliere i pareri e trarre le conclusioni di un processo di questo tipo. Si obietterà che il dialogo sarebbe sul “come” della fusione, non sul “se”: ma proprio questo potrebbe significare, a questo punto, reale apertura sulle modalità concrete di realizzazione, che dovrebbero essere quelle che suscitano i maggiori dubbi, proprietà e complessità.
    L’alternativa qual è? Una campagna elettorale continua e ininterrotta fino alla primavera del 2014. Arduo stabilire quale delle due parti potrebbe favorire. Sicuramente non favorirebbe il territorio.

  5. lucagrasselli scrive:

    Per chi l’ha voluta a tutti i costi è un indubbio successo. Sul prezzo di questo successo, naturalmente, si può discutere.

  6. lucagrasselli scrive:

    Bella domanda. Qual è la differenza?

  7. Simone Rimondi scrive:

    Luca fai domande buffe. Ti preoccupi dei TONI del comitato (che fa politica, fatevene una ragione)e non ti preoccupi delle scelte poco democratiche e giravoltose del PD. Dichiaravate (pd) che la fusione si sarebbe fatta solo “A LARGA MAGGIORANZA” oppure “è chiearo che se IN UNO O PIU’ COMUNI vi cosse determinante volontà contraria alla fusione è chiaro che la regione dovrebbe FERMARSI”. Ora, va bene tutto. Ma ti stai a preoccupare se io vado in piazza sabato? Se io voglio le dimissioni di Elio? Qui c’e’ un problema di DEMOCRAZIA! Si votava una proposta di fusione è arrivata una ANNESSIONE. Ma chissenefrega di cosa fa civicamente, badate a ciò che state facendo voi😉

  8. Leda scrive:

    Questa iniziativa è solo esclusivamente del Comitato. Le Liste Civiche non hanno chiesto e non chiedono le dimissioni del Sindaco.

  9. Leda scrive:

    ” ……. il segretario provinciale PD e quello della CGIL…) a insistere sulla necessità di dare il via a un ampio processo di partecipazione che coinvolga tutti i cittadini”.
    Spiace leggere tutta questa disponibilità DOPO il voto in Regione. Questo percorso doveva essere fatto prima come proposto con un bel convegno a Bazzano da SEL ben 10 mesi fa con il plauso delle Liste Civiche. Donini in un primo momento si era dichiarato favorevole poi all’ultimo si è tirato indietro, Si è persa una opportunità di dialogo, di democrazia.
    Qui non c’entra tanto e solo la Fusione, questo è stato un atto arrogante di un partito che si ritiene autosufficiente. A me sembra che il risultato deludente di questo referendum per il PD sia un autogol clamoroso. Mi sbaglierò…. peccato sia andata così.

  10. alessandro scrive:

    Caro Luca, capisco il tuo sforzo per spingere a un dialogo, che prima o poi è necessario ci sia. Permettimi di segnalarti che ogni fatica, poichè postuma, adesso faccia girare solo i coglioni In particolare se è a sostegno dell’intellighenzia partitica, la vera protagonista di questa brutta storia. Alessandro Lolli

  11. Francesco Grasselli scrive:

    Intervengo in ritardo per fare due domande. La prima: come mai il Comitato Ambiente e Salute si schiera in maniera così drastica contro il Comune unico? Dal punto di vista dell’ambiente e della salute dei cittadini, si può discutere se sia meglio o peggio unificare l’amministrazione del territorio, ma non mi sembra logico prendere una posizione politica o ideologica così assoluta. Sotto le vesti del Comitato c’è già un partito? Sarei d’accordo nel dire che il PD in campo ecologico… predica bene e razzola male. Io, che sono un sincero ambientalista, mi arrabbio molto dentro il PD; però non vedo la stretta connessione tra ambiente e Comune unico o Comuni “tradizionali”. Qualcuno mi può spiegare? Qualche spiegazione l’ho letta in passato, ma mi sembrava piuttosto forzata.
    La seconda: mi pare assodato che nel percorso verso il Comune unico qualche cosa non ha funzionato. A denti stretti lo ammettono anche gli iscritti e i simpatizzanti del PD. Perché non si cercano le cause “vere” del dissidio che si è creato nella popolazione? Una contrapposizione così forte tra il PD e le altre parti politiche non si spiega con ragioni che entrino nel merito. C’è qualche cosa d’altro che bisogna mettere in luce e finché non si mette in luce questo “qualche cosa d’altro” le posizioni non si riavvicineranno, nonostante gli sforzi di Luca di cercare un riavvicinamento. Direi che bisogna intraprendere la strada della “riconciliazione”, che, come ci insegnano le grandi vicende del Sudafrica, della Sierra Leone e di altri Paesi africani (perdonate se avvicino ad esse la piccola vicenda della Valsamoggia) ha bisogno prima di tutto di portare a galla e ristabilire la verità.

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