Da Parigi alla Carinzia


HOTEL CLARET – Bercy (Parigi), 3 stelle

Siamo stati a Parigi per un fine settimana nell’ultima parte di luglio. L’obiettivo principale era la mostra di Tim Burton (molto bella anche per il non particolarmente aficionado), ma anche una rapida visita alla città.
La camera era piccola ma impeccabile, pulita, curata e con questo bel mix tra antico e moderno che è proprio di tutto l’albergo, che fa parte di un’insieme di dimore storiche: si tratta, se ho ben capito, di una vecchia stazione di posta, anche se ora è inserito in un edificio molto recente; nel seminterrato rimangono comunque resti evidenti dell’antica costruzione. Dalla camera la vista non era significativa ma comunque gradevole – un angolo ben alberato in mezzo a tre edifici.
La colazione a buffet, che ci siamo trovati compresa nel prezzo, è all’altezza; lo staff assai cortese e professionale (e parlano inglese). Non so se sia comune in Francia, ma la stanza per riporre i bagagli una volta liberata la stanza (ce li hanno tenuti, sorvegliati visto che la stanza è chiusa a chiave, fino all’ora della nostra partenza nel pomeriggio) ci è stata molto utile.
Inoltre, l’albergo è a due passi dalla stazione della metropolitana di Bercy, che a sua volta è molto ben servita, essendo vicina a due snodi del metro come Gare de Lyon e la stessa Chatelet. Ne è la prova che pur venendo (con la navetta proveniente dall’aeroporto di Beauvais) da Porte Maillot, che è proprio all’altro estremo di Parigi, in una buona mezz’ora siamo arrivati tranquillamente. Arrivare in centro e ritornare in albergo è stato sempre comodissimo. Oltre a essere comodissimo per la mostra di Burton alla Cinémathèque Française, che si trova a cinque minuti a piedi e che comunque può essere meta di vista anche in assenza di esposizioni temporanee, l’albergo ci ha anche consentito di scoprire Bercy: antico villaggio agricolo recentemente urbanizzato, è una vera perla, in particolare per il delizioso parco di 15 ettari, che conserva al suo interno gli edifici agricoli e vinicoli del vecchio villaggio, una vera oasi di pace; interessante anche il palasport con le pareti erbose, grandiosa la passerella pedonale sulla Senna (da cui si ammirano svariati locali su battello) che permette l’accesso al magnifico complesso della Bibliothèque Nationale con i suoi quattro grattacieli aperti “a libro” e il cortile interno seminterrato con decine di maestosi pini. Ma in generale tutta la zona è apparsa molto gradevole, tranquilla e vivace al tempo stesso. Nel complesso, è stata una vera scoperta: non ci è proprio sembrato di essere in un hotel “di seconda scelta” per limitata disponibilità economica, ma in un posto da tenere assolutamente in considerazione, per questo insieme di fattori positivi, per un soggiorno anche più lungo a Parigi.

HOTEL RADNIGHOF – Radnig (Hermagor, Carinzia), 3 stelle sup.

Radnig è un villaggetto rurale su un colle a un paio di chilometri da Hermagor, paesotto assai carino (il nome viene da sant’Ermagora) della valle del Gail, che confina sul versante meridionale con l’Italia – il valico principale è quello di Pontebba.
Tutta la zona è decisamente ospitale e attrezzata per il turismo: il nostro albergo era tra le 150 strutture che offrivano l’ingresso completamente gratuito sia allo stabilimento balneare e parco giochi del lago Pressegger, a 5-6 km, sia agli impianti di risalita di Nassfeld più o meno alla stessa distanza: che significa la possibilità di trascorrere intere giornate con la sola spesa del pranzo.
L’hotel è in zona tranquilla e bucolica, memorabili le notti stellate e ancor più lo spettacolo del tramonto, Radnig può essere la partenza per tranquille passeggiate (un giretto nel piacevole villaggio, la vicina foresta, il vecchio mulino) ma anche escursioni più impegnative. Manca la piscina ed è un peccato (ma abbiamo detto del lago), ci sono la sauna e una piccola palestra, i campi da tennis, un pratone attrezzato e per i bambini un’area giochi all’aperto e una stanza giochi al coperto.
La camera era ampia, la pulizia buona (non di assoluta impeccabilità). Gli spazi comuni sono curati e gradevoli, con qualche piccolo particolare incongruo. Particolarmente piacevole la veranda e in generale lo spazio esterno; si sente un po’ la mancanza di una stube o comunque di uno spazio serale distinto dalla sala da pranzo; il bar essenziale ma sufficiente. L’ospitalità è accurata e cordiale e supplisce anche alla pur rimarcabile scarsa conoscenza dell’italiano (i menù erano solo in tedesco; da notare che gli italiani erano di gran lunga i non-tedescofoni più numerosi). Colazione a buffet ottima e variata (l’unica cosa che non ci saremmo aspettati era il caffè/cappuccino con la macchinetta automatica self-service), merenda pomeridiana gradevole, cene di qualità, curate e abbondanti, con il debito spazio alla tradizione locale.
Posto da raccomandare e consigliare (e che in effetti non avremmo scoperto se non fossimo stati ben consigliati!) per un soggiorno comodo e tranquillo, ma anche come base accogliente per una vacanza più “mossa” e in generale per poter godere delle ricchezze turistiche della zona e in generale della Carinzia.

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