Riscoprire Dossetti. Un po’ per caso


Aggiornamento: Questa sera alle ore 21 alla libreria CARTA|BIANCA (v. Borgo Romano 12 – Bazzano) verrà presentato SULLE TRACCE DI DOSSETTI – piccola storia di una comunità” – progetto per un film documentario, a cura di Giorgia Boldrini, Giulio Filippo Giunti e Stefano Massari, con la collaborazione di Costanza Baldini. “Un ritratto in movimento di persone e paesaggi, di ricordi e valori da conservare e tramandare”.

(Per informazioni: libreria@cartabianca.name; info@cartabianca.name; sulletraccedidossetti@gmail.com)

Fabrizio Mandreoli, Giuseppe Dossetti, Il Margine, Trento 2012.

Questa biografia di Dossetti mi è praticamente piovuta in mano per caso: ero entrato alla libreria Ambasciatori per comprare altro e mi sono trovato nel bel mezzo della presentazione. C’era un po’ di gente, qualche faccia conosciuta, parecchi capelli bianchi. Fatto sta che le notizie che girano nell’ambiente dossettiano – di solito mediante qualche artigianale mailing list – un po’ le vengo a sapere, di solito. Stavolta no (ho visto poi che la presentazione era stata annunciata nel sito delle Famiglie della Visitazione). E dico subito che invece questa biografia, agile e snella, sarebbe da leggere.
Ci sarebbe da riflettere, peraltro, su questa natura estremamente schiva di chi è più vicino alla comunità monastica fondata da Dossetti: tantopiù quando si parla del fondatore, oltre che della comunità stessa. Un atteggiamento così diverso da molte altre realtà religiose, grandi e piccole, sempre pronte – s’intende ad maiorem Dei gloriam – a celebrare il detentore dell’intuizione o del carisma originario. Per quel che ne so, la Piccola Famiglia dell’Annunziata non si oppone al ricordo di Dossetti o agli studi, alle rievocazioni, alle pubblicazioni (come dimenticare il convegno dell’anno scorso a Monteveglio, da cui anche questa biografia trae, se non origine, beneficio) e anzi, di solito, partecipa e collabora cordialmente: ma non prende mai l’iniziativa e nulla fa per stimolare l’iniziativa altrui. Un atteggiamento teologicamente ben meditato e fondato, che non va certo scambiato per superficiale ritrosia. Ma ci sarebbe da chiedersi quali siano le sue conseguenze sull’immagine pubblica che di Dossetti finisce, in ogni caso, per circolare.
Senz’altro una prevalenza del Dossetti politico: sia nel periodo della Resistenza degli albori della repubblica, sia nella parentesi della candidatura a sindaco di Bologna, sia nell’impegno degli ultimi anni per la difesa della Costituzione. E una conseguente carenza di attenzione sulla realtà ininterrottamente vissuta da Dossetti per oltre quarant’anni – e ininterrottamente negli ultimi ventotto: la vita monastica, nella fattispecie la Piccola Famiglia dell’Annunziata.
Ci sono altre fasi della vita di Dossetti che in generale vengono trattate con grande rapidità: l’infanzia e la gioventù, per esempio, o la partecipazione alla Resistenza. Può essere dovuto a carenza di informazioni o a un eccesso di riserbo, ma anche alla convinzione che si tratti di aspetti e momenti tutto sommato secondari: convinzione, quest’ultima, soggetta al rischio di essere improduttivamente pregiudiziale.

Uno dei tratti più innovativi della biografia di Mandreoli è proprio la capacità di delineare bene – pur nella sintesi – il percorso esistenziale di Dossetti negli “anni della formazione” – che sostanzialmente coincidono col periodo del fascismo, in particolare con gli anni ’30 e i primi anni della guerra: riuscendo a dar conto, in maniera piuttosto inedita, della sua “progressiva determinazione interiore nella … scelta di consacrazione a Dio”, ma anche della presa di coscienza del fatto che la Chiesa “ha mancato gravemente nel suo compito di discernimento storico e profetico” di fronte al fascismo. In tal modo anche l’analisi del suo successivo ritiro dalla politica e della sua decisione di dedicarsi alla vita monastica di studio e contemplazione della parola di Dio acquista senz’altro miglior luce e maggiore spessore.
Particolarmente prezioso il modo con cui Mandreoli individua la cifra del tutto singolare – a dir poco – mediante cui Dossetti rilegge l’“obbedienza” consistente nella sua candidatura a sindaco di Bologna, richiestagli da Lercaro nel ’56: “a quell’atto di obbedienza si deve la nascita della Famiglia e tutte le grazie che sono venute dopo. Fu tremendo. Veramente lo sentii come un disonore. Mi tagliava la faccia … Una cosa è certa: che essa ha fatto piazza pulita di ogni mio possesso, mi ha strappato all’università, al Centro [di documentazione], alle mie velleità di ricerca, a qualunque altra ambizione umana, per ridurmi al lastrico e darmi così alla Famiglia. Ho sentito che quella è stata una grazia immensa, una grazia di fuoco … una morte civile, che poi ho portato con me ovunque e in tutto come un marchio indelebile”. E ancora una volta l’approdo che Dossetti sente come esito provvidenziale è proprio la Piccola Famiglia.

Mandreoli ha il merito di riportare, nella sua rilevanza, l’affermazione di Giuseppe Trotta su Dossetti monaco: “In questa sua vicenda, forse la meno conosciuta e la più nascosta, c’è la sua eredità più grande. La convinzione che quel che ci ‘sarà’ di Dossetti è affidato a questo scavo, all’approfondimento della sua vicenda ‘monastica’ che propone problemi sconvolgenti, itinerari imprevisti, un coraggio cristiano che ci resta ancora tutto da scoprire”. Non riesce tuttavia – beninteso consapevolmente – a svolgere il tema. Le pagine di Mandreoli progressivamente sembrano sobbarcarsi il compito –  utile e ben svolto – di rappresentare una “storia delle idee” di Dossetti, dalla fase del Concilio in poi, assumendo maggiormente una scansione “per temi”: ma troppo sinteticamente rendono conto delle vicende di Dossetti e della comunità negli anni dal 1968 al 1986, con i viaggi e le fondazioni in Medio Oriente (corre quindi l’obbligo di rinviare immediatamente al bellissimo volume delle Lettere alla comunità, oltre a quello che raggruppa La Regola e i testi fondativi, nella meritoria collana delle Paoline). Ciò è ancor più vero per il decennio che inizia con l’insediamento a Monte Sole: evento che segna – insieme all’inquadramento canonico della comunità – una vera “fase 2” (o forse 3) della vita della Piccola Famiglia. E il rischio è che la comunità appaia solo la sede e il contesto di ciò che Dossetti fa – “in parole e opere”– in quel periodo, anziché il centro, sotto Cristo e per Cristo, di quei suoi ultimi dieci anni di vita: il centro in senso pratico ed esistenziale oltre che teologico. Nuove pagine che diano ancora maggior luce a quest’ultimo potrebbero far godere a una più vasta assemblea il frutto di quel tempo di nascondimento, approfondimento e maturazione, di inesausta concentrazione sul Verbo; e al tempo stesso di vita concreta – complessa e sofferta pur nell’aspirazione alla massima semplicità – della famiglia monastica nella sua configurazione assolutamente originale e peraltro fortunata. Il convegno tenutosi pochi giorni fa a San Domenico è sicuramente un passo promettente in questa direzione.
Mi sono soffermato su questa che appare una lacuna, proprio perché merito particolare di Mandreoli è aver saputo cogliere – non solo al livello delle idee, ma a quello dell’esistenza concreta – illuminanti collegamenti e snodi in una vita tutt’altro facile da descrivere come quella di Dossetti.
L’opera è assolutamente pregevole e degna di diffusione e di conoscenza: ottima per chi non conosce Giuseppe Dossetti, eccellente per chi crede di conoscerlo. “Amici” o “nemici” che siano – o che pensino di essere. Nella speranza che colui che finora è stato segno potente di contraddizione nella Chiesa divenga un giorno, al di là dei clichés opposti e magari convergenti, segno di comunione per una Chiesa finalmente pacificata.
Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte?” La sentinella risponde: “Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!” (Is 21,11s).

4 risposte a Riscoprire Dossetti. Un po’ per caso

  1. Giovanna Busi scrive:

    non ho letto il libro di Fabrizio Mandrioli, anche se tutti i giorni lo vedo sulla panca della chiesa. Ma lo compererò e leggerò.
    Attualmente sto leggendo “la coscienza del fine” l’ultimo libro pubblicato dalla Famiglia. Sono suoi appunti spirituali fra il 39-55. Molto interessanti, sue riflessioni, esami di coscienza, propositi.
    La Famiglia ha pubblicato tante cose su Dossetti.
    Sinceramente a me il Dossetti politico interessa assai meno (anche se mi sono riempita gli scaffali, ma che rimangono lì intoccati)
    Per me era sopratutto un padre, spirituale ma non solo..

  2. lucagrasselli scrive:

    Naturalmente non ho avuto la fortuna di conoscere Dossetti di persona, se non molto superficialmente. A me interessa come nella sua esperienza tutti quegli aspetti si tengono insieme. E’ un percorso di una ricchezza e di una profondità uniche. Poi sicuramente l’esito è il suo “ministero” di monaco, è la Piccola Famiglia con tutto ciò che essa è e significa: sarebbe pazzesco dimenticarlo, mettere tra parentesi i decenni della sua vita monastica – anche se a volte pare che succeda.

  3. lucagrasselli scrive:

    Prestami, prestami!

  4. lorenzo scrive:

    il 27 luglio in Piazza Maggiore fanno un documentario su Dossetti!

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