La situazione a Bazzano (tutto bene, eh)

29 maggio 2012
Metto qui qualche notizia che ho raccolto su Bazzano dopo le scosse di terremoto di oggi. Provengono tutte da fonti ufficiali o comunque autorevoli. Le metto qui sperando di essere di qualche utilità,  nel diffondere informazioni corrette e nell’evitare il diffondersi di voci incerte o comunque non confermate.
In caso di novità, provvederò appena possibile agli aggiornamenti. Per eventuali segnalazioni,  correzioni o altro vi prego di NON fare commenti ma di inviare una mail a: luca.grasselli@gmail.com. Lo stesso anche se desiderate segnalare – com’è gradito – iniziative nel territorio di Bazzano e dintorni a favore dei terremotati.
Aggiornamento [4.6.2012, ore 17.00]: Oggi anche la scuola materna parrocchiale, sottoposta a un ulteriore sopralluogo, è rimasta aperta. Nella chiesa di Santo Stefano saranno celebrati i funerali ma, precauzionalmente, verranno evitati i maggiori assembramenti, quindi per ora non vi saranno celebrate le messe domenicali.
Per quanto riguarda le iniziative di solidarietà, si stanno moltiplicando. Ieri un cospicuo carico di beni di prima necessità e una fornitura d’acqua (frutto anche della raccolta in denaro tra i negozi) sono stati portati a S. Agostino. Prosegue la raccolta di acqua, viveri, attrezzature informatiche e anche di giocattoli: le variazioni nelle merci da raccogliere saranno comunicate in tempo reale. Si ricercano anche esperti informatici per ripristinare in sedi di emergenza le amministrazioni comunali coinvolte nel terremoto. Nel corso della festa della Giuditta di ieri è stata organizzata dagli esercenti una vendita di torte pro terremotati, mentre un’altra vendita di dolciumi è prevista domenica dopo la messa delle 10.30. La libreria Carta|Bianca promuove inoltre una raccolta di libri per le popolazioni.

Aggiornamento
[4.6.2012, ore 10.00]: In seguito alla nuova scossa di ieri sera, fin dal mattino presto sono in corso sopralluoghi da parte delle autorità preposte. Gli accertamenti presso le scuole pubbliche hanno permesso di constatare il persistere delle condizioni di sicurezza e di aprire regolarmente gli istituti. Nel corso nella mattinata verranno controllati anche altri edifici pubblici come la Rocca e il cimitero.
Aggiornamento [3.6.2012, ore 13.55]: Stamattina la messa domenicale è stata celebrata nel campetto della parrocchia. I sopralluoghi effettuati nella chiesa di Santo Stefano – come avevamo scritto in precedenza – non hanno riscontrato alcun problema, tuttavia il parroco, don Franco Govoni, in attesa di una certificazione ufficiale, ha preferito precauzionalmente svolgere la celebrazione all’esterno.
Aggiornamento [1.6.2012, ore 11.00]: Nell’ambito del coordinamento per gli aiuti, l’associazione “BimbaMenteVerde” promuove una raccolta di giocattoli per i bambini delle zone terremotate, che possono essere portati nell’atrio del Municipio sabato mattina. Nel caso non fosse possibile consegnare i giocattoli nelle zone del terremoto, l’8 luglio saranno utilizzati per una pesca di beneficenza i cui proventi saranno interamente devoluti a quelle popolazioni.
Aggiornamento [1.6.2012, ore 10.00]: L’amministrazione comunale, mediante l’assessore Finelli, annuncia la nascita di un “coordinamento per gli aiuti”, allo scopo di «rendere più efficaci le varie iniziative che saranno promosse nelle prossime settimane», in modo da «rispondere in modo puntale alle richieste che saranno avanzate dalle zone colpite».
Le informazioni «saranno divulgate attraverso i social network (facebook e twitter), pagina internet del comune di Bazzano, sms e volantini (affissi settimanalmente nelle bacheche comunali a partire da lunedì 4 giugno).
«Al momento le iniziative che sono state attivate sono le seguenti:
– Raccolta fondi attraverso la collaborazione dei commercianti con “la cassetta della solidarietà” presenti negli esercizi commerciali. I fondi raccolti saranno utilizzati immediatamente per l’acquisto di materiale urgente.
– Raccolta di generi di prima necessità sulla base delle richieste della Protezione Civile (ad esempio entro sabato 2 giugno raccolta di acqua da portare al campo di accoglienza di Sant’Agostino).
– Organizzazione di iniziative benefiche. Seguirà programma.
Per tutti coloro che volessero rendersi disponibili come volontari (al momento non sono previsti invio nelle zone colpite dal sisma, ma che comunque possono aiutare per le iniziative sopra descritte) possono:
– lasciare i loro recapiti presso il Centralino del Comune di Bazzano.
– inviare mail a: afinelli@comune.bazzano.bo.it
– inviare la loro disponibilità tramite facebook al gruppo: Comune di Bazzano».

Aggiornamento
[31.5.2012, ore 23.10]: L’incontro delle ore 15 con i commercianti sulla raccolta puntuale dei rifiuti si è svolto nel Municipio anziché in Rocca; i due rimanenti incontri coi cittadini, sullo stesso tema, previsti in Rocca, si svolgeranno – informa il Comune – nell’Aula Magna delle Scuole medie.
Aggiornamento [31.5.2012, ore 17.45]: Nicola Bruno, giornalista, blogger ed esperto d’informazione, scrive, a proposito di questo post: «Un cittadino di Bazzano ha seguito e verificato tutte le notizie (e le bufale) che circolavano  quel giorno sul posto. E’ un bell’esempio di come, grazie ai network di contatti online/offline locali, si possa offrire un servizio alla comunità in situazioni di emergenza». Grazie!

Aggiornamento
 
[31.5.2012, ore 17.15]: Procedono le iniziative a favore delle popolazioni colpite dal terremoto.
«Civicamente Bazzano», che già sabato 26 aveva organizzato una raccolta di alimentari destinati alla popolazione di Vigarano Mainarda (FE), continua a raccogliere  generi alimentari a lunga conservazione: i prodotti possono essere consegnati venerdì 1° giugno dalle 17.30 alle 19.00 presso la sede di Civicamente Bazzano in via Termanini oppure sabato 2 giugno dalle 9 alle 12 al banchetto in piazza Garibaldi.

Le associazioni e cittadini riunitisi ieri hanno attivato la raccolta di acqua a favore delle popolazioni di S. Agostino (MO), come da «richiesta diretta dei referenti per l’emergenza del Comune in oggetto», riferisce Silvia Stronati della Pro Loco di Bazzano. Da oggi a sabato mattina si potrà anche lasciare nei negozi,  in appositi «salvadanai», un’offerta che sarà destinata all’acquisto dell’acqua. Si cercano volontari per lo stoccaggio e il trasporto dell’acqua nel pomeriggio di sabato. Esigenze successive verranno comunicate appena possibile; proseguirà comunque la raccolta di fondi nei negozi.

Aggiornamento [31.5.2012, ore 15.50]: 
La Fondazione Rocca dei Bentivoglio avvisa che «
per tutte le attività ospitate nella Rocca dei Bentivoglio, in via precauzionale, l’accesso viene limitato ad un numero minimo di pubblico». Tali limitazioni obbediscono alla preoccupazione di «garantire una più efficace gestione di una eventuale emergenza». Le variazioni delle attività in programma saranno comunicate. Si può comunque fare riferimento ai seguenti contatti: tel. 051 836405/836442/836445, fondazione@roccadeibentivoglio.it .

Aggiornamento
 [31.5.2012, ore 15.40]: 
Anche la 26a Festa della Salute, organizzata dall’associazione Ting Spazzavento, in programma nella Rocca dei Bentivoglio per domenica 3 giugno, è stata rimandata a data da destinarsi.
 Aggiornamento [31.5.2012, ore 10.00]: Come ci riferisce il Comune di Bazzano, in tutte le scuole tutti gli accertamenti di dovere erano stati portati a termine prima dell’inizio delle lezioni di ieri (mercoledì 30) e la sicurezza degli edifici scolastici era (ed è) pienamente garantita; la decisione di tenere aperte le scuole è stata presa con l’accordo delle autorità scolastiche preposte. Alcune classi delle elementari sono semplicemente rimaste all’esterno  per autonoma decisione degli insegnanti di fare lezione in giardino, vista la positiva esperienza della giornata precedente.
Aggiornamento [30.5.2012, ore 23.50]: Alla riunione, presieduta dall’assessore Finelli, erano presenti circa 35 persone, in parte rappresentanti di varie associazioni bazzanesi, in parte cittadini (molti giovani) semplicemente desiderosi di dare una mano.  La riunione ha stabilito: a) nessun intervento immediato di volontariato nei luoghi del disastro: al momento il personale volontario non viene accettato per ragioni di sicurezza; b) si terrà una raccolta di generi di prima necessità (che verranno comunicati secondo le esigenze del momento), che dovrebbe essere collocata nell’atrio del Comune: serviranno volontari per l’apertura al di fuori dell’orario d’ufficio nonché per lo stoccaggio e il trasporto; c)  è in programma un evento di raccolta fondi a cui collaboreranno le varie realtà del paese, che dovrà essere organizzato nei giorni 22-24 giugno. Importante attenersi alle indicazioni che verranno divulgate ufficialmente (e che qui si tenterà di riportare).
Aggiornamento [30.5.2012, ore 19.22, con correzione successiva]Secondo quanto mi è stato riferito, stamattina alunni delle scuole elementari non sono entrati immediatamente nell’edificio: il personale scolastico li avrebbe fatti rimanere all’esterno. Almeno alcuni alunni sono successivamente stati fatti entrare e hanno proseguito in modo regolare la giornata scolastica. Nelle altre scuole la giornata è trascorsa regolarmente.
Aggiornamento [30.5.2012, ore 12.50]: Stasera alle 21 si terrà una riunione per coordinare gli aiuti alle popolazioni terremotate. Tutti gli interessati sono invitati.

Aggiornamento [30.5.2012, ore 11.00]: La Fondazione Rocca dei Bentivoglio ha comunicato che tutte le iniziative della manifestazione «Bazzano città d’arte» previste per venerdì 1° giugno sono state rinviate a sabato 16 giugno  “in seguito al sisma che ha colpito la regione”.  Qui la nuova locandina.

Aggiornamento [29.5.2012, ore 23.00]: Apprendo che durante la giornata anche la Scuola materna parrocchiale ha provveduto a fare effettuare verifiche di staticità da parte di un professionista.

Questa la situazione degli edifici pubblici di Bazzano, secondo la nota del sindaco Rigillo diffusa nel pomeriggio dopo i sopralluoghi effettuati nel corso della giornata con le autorità preposte (sindaco, maresciallo dei Carabinieri, assessori competenti, ecc.).
Per quanto riguarda l’ospedale, non si regista “niente di preoccupante”. Le sale operatorie sono funzionanti.
Anche nel cimitero, “nessuna situazione preoccupante”, ma “le crepe presenti già nella struttura necessitano tuttavia di monitoraggio”.
La stessa cosa è valida per la Rocca dei Bentivoglio: la situazione “non presenta anomalie rispetto al passato, ma domattina un altro tecnico sarà presente” per monitorare le crepe già esistenti da tempo. Nei prossimi giorni “si deciderà, ma solo per ragioni di opportunità e NON per inagibilità dell’immobile“, se confermare o disdire le iniziative previste per il fine settimana proprio in Rocca.
Nella Torre dell’orologio non è stata riscontrata alcuna lesione.
Il Palazzo municipale ha mostrato la sua solidità; è previsto comunque nella giornata di domani il sopralluogo di un tecnico per il monitoraggio.
La vecchia Pesa pubblica in via Circonvallazione Nord, già pericolante, è stata transennata per evitare la caduta di cocci e di tegole nelle vicinanze, ma l’edificio ha comunque retto.
Per quanto riguarda le scuole, il sindaco Rigillo afferma che “le scuole hanno tenuto benissimo” e non hanno registrato “nessun danno strutturale”. Alle scuole medie è caduto lo spigolo di un davanzale: la voce di danni maggiori, che aveva avuto qualche diffusione, è stata prontamente smentita. Domattina tutte le scuole di Bazzano saranno aperte; “alle 8.30 – afferma il sindaco – un tecnico incaricato dal Comune farà ulteriori sopralluoghi in scuole e luoghi pubblici per monitorare la situazione”.  In giornata molti genitori sono venuti a prendere i ragazzi, altri hanno preferito – o non hanno potuto fare a meno di – lasciarli a scuola; gli alunni del nido, della materna e delle elementari hanno abbandonato gli edifici e hanno passato la giornata scolastica nei giardini, consumando regolarmente il pranzo all’aperto. Scuole aperte anche a Crespellano e Monteveglio, non essendo stato concordato alcun genere di danno. Domani le scuole rimarranno invece chiuse a Castello di Serravalle e Savigno: infatti, anche se “da una prima verifica compiuta … non risultano rilevabili danni o lesioni strutturali”, la dirigente scolastica “ha richiesto un ulteriore sopralluogo” da effettuarsi domani, “disponendo contestualmente la sospensione delle attività didattiche per consentire ai tecnici di svolgere il loro lavoro più agevolmente”; pertanto, “in via del tutto precauzionale”, le scuole rimarranno chiuse fino a tutta la giornata di domani.

E’ stato effettuato anche un sopralluogo nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano, dove è stata riscontrata qualche minima caduta di calcinacci, ma nessun movimento delle crepe esistenti. Non si esclude tuttavia una perizia più approfondita nei prossimi giorni.
A Bazzano non vi è alcuna notizia di danni negli edifici privati.
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Un Occhio( per nulla )cupo su Bazzano! Intervista al nuovo presidente di Solidarietà Impegno

25 maggio 2012

Inizia ¡EquoLibre! Domenica 27 alle ore 18, all’Osteria Porta Castello, inizia una serie di aperitivi a base di prodotti equi e solidali, promossa in collaborazione con Solidarietà Impegno, l’associazione bazzanese che dal 1993 si occupa di promuovere stili di vita sostenibili. Qui c’è la pagina Facebook dell’associazione, qui quella di ¡EquoLibre!

Recentemente Solidarietà Impegno ha rinnovato le proprie cariche direttive e ha nominato il suo nuovo presidente: Sem Occhiocupo. Abbiamo colto l’occasione per intervistarlo.

Caro Sem (sì, con la “e”), congratulazioni e in bocca al lupo per questa nomina a presidente… ma soprattutto per il tuo matrimonio ormai imminente con Alessia! E’ tutto pronto?

Crepi! In effetti, è un periodo denso di novità e di impegni. Abbiamo cercato un matrimonio che fosse prima un impegno con Dio e poi una grande e semplice festa con i nostri amici: questo ci ha permesso di vivere i preparativi con un pò di serenità, anche se le difficoltà per una cerimonia che cerca di allontanarsi dall’industria dei matrimonifici sono impensabili! Ovviamente parlo così perchè la maggior parte dell’organizzazione ricade su Alessia… ecco perchè io sono sereno!

 Sappiamo che tu e Alessia non siete originari di qui. Qual buon vento vi ha portato a Bazzano? Bazzanesi per caso o per scelta?

All’inizio, per caso. Siamo arrivati per lavoro a gennaio del 2011 e abbiamo deciso di cercare una casa nella vallata. A Bazzano c’era un’opportunità, e – a una prima occhiata – il paese ci sembrava carino. Solo in seguito è scoppiato un amore profondo per Bazzano: la bellezza del paese e dei luoghi, la straordinaria posizione sui colli che si affacciano sulla pianura, ma soprattutto l’accoglienza delle persone, disponibili, gioviali, aperte e curiose. A Bazzano ci sono tutti i vantaggi della vita in una piccola comunità, uniti ad un modo di pensare tutt’altro che provinciale e ristretto. La verità è che a Bazzano ci sentiamo perfettamente a nostro agio, e gran parte del merito è dei nostri amici bazzanesi.

Come avete conosciuto Solidarietà Impegno? E con quali altre realtà del paese siete venuti in contatto? E in che modo? Avete trovato facile o difficile “integrarvi” nella realtà del paese e del territorio? Che cosa vi ha aiutato e cosa invece vi ha ostacolato?

Abbiamo incontrato SI in due occasioni: al Palazzetto Peppino Impastato, in occasione dell’incontro con procuratore Gratteri; in Rocca, d’estate, ad un incontro di presentazione del commercio equo e solidale. Entrambe le volte ci ha accolto Ilaria. Da lì, il Gruppo di acquisto solidale per acquistare prodotti equi; poi un paio di riunioni, quasi per caso, per organizzare la notte bianca 2011; …una cena, e il gioco era fatto.
Inoltre siamo iscritti al Gasbaz, per acquistare i prodotti locali e biologici. Io anche a Slow Food. In più, abbiamo contatti con gli Streccapògn, con il gruppo Libera Niscemi di Savignano e con Genuino Clandestino e Campi Aperti: passaparola, lavori insieme. La verità è che il territorio è in fermento e, se se ne ha voglia e tempo, c’è molto da fare. Nota da “immigrato”: in Emilia la parola integrazione non esiste; avete l’accoglienza insita nel DNA! E’ bello quando perfino gli anziani ti parlano in dialetto e danno per scontato che tu li capisca.
Ovviamente c’è qualche difficoltà, dovuta alle diverse abitudini di vita del Sud. Due esempi, che ci hanno stupito fin da subito: la casa e la piazza. Una casa del Sud ha la porta aperta: qui, ci si accoglie sul portone e, se invece ti vengono a trovare, ci si siede magari accanto alla porta, per non disturbare. Differenti concezioni della privacy! La piazza di Bazzano è bella (mi dicono che prima fosse ancora più bella); ma spesso è vuota: che strano vedere non utilizzato un immenso spazio di aggregazione!

 Dicci una cosa che ti piace molto di Bazzano e una che non ti piace per niente.

Più di tutto, mi piacciono il confine sfumato fra tessuto urbano e campagna: due spazi che si compenetrano; e la disponibilità, l’energia e la passione delle persone. Apprezzo meno la difficoltà a sostenere l’impegno e gli sforzi delle realtà espresse dal territorio: spesso ognuno rimane confinato nella propria idea, le associazioni guardano solo alle proprie attività e non si riesce a raggiungere una “massa critica”, anche solo per una dimensione operativa ottimale.

Parecchio tempo fa Pentagras ha già parlato di Solidarietà Impegno, ma in questi anni l’attività dell’associazione si è profondamente rinnovata. Come la descriveresti?

Io penso che SI abbia un obiettivo associativo molto ambizioso: lavoriamo per l’awareness raising (scusate l’anglismo, ho la mia dolce metà impegnata nella cooperazione internazionale). Cosa significa? Che attraverso le nostre attività, con cui creiamo contatti con i diversi stakeholders [e ridàgli, ndr] del territorio, cerchiamo di raggiungere un obiettivo più ampio e difficile: creare un dialogo sulle tematiche del Sud del mondo. E’, per così dire, un obiettivo di secondo livello, ben diverso da quello di ogni specifica attività.
SI sarà sempre alla ricerca delle attività giuste, in base ai singoli momenti, per raggiungere il proprio obiettivo: dinamismo e diversificazione. Sicuramente non è un’associazione noiosa o ripetitiva!

Quali sono i programmi per il futuro dell’associazione? E i maggiori problemi che essa si trova davanti?

Negli ultimi mesi abbiamo fatto un bel lavoro di sistematizzazione e di costruzione del futuro dell’associazione. è un grande regalo di Filippo. Ora il lavoro fatto va concretizzato, specificato, analizzato. SI ha bisogno di raccogliere tutte le sfide strategiche che si è posta e di lavorarci sopra. E’ vitale non lasciare a metà nessuno dei lavori iniziati, non rimanere inerti negli ambiti individuati.
Parallelamente, a livello personale, sento l’esigenza di mettere in funzione tutti gli organi dell’associazione e di creare fra i soci un flusso di informazioni e uno di responsabilità. Alcuni meccanismi, fino ad ora validissimi ma che funzionavano magari un pò casualmente sia per il numero ristretto degli associati sia perchè si sopperiva con un rapporto di amicizia, ora vanno istituzionalizzati: sarà questa una delle proposte da sottoporre al Direttivo.
Il problema maggiore di SI è la crescita, sia dei collaboratori che dei contatti sul territorio. Mi piacerebbe però che l’aumento del numero dei soci avvenisse mantenendo una caratteristica peculiare di SI: la grande varietà di competenze e di professionalità presenti. SI è sempre riuscita molto bene in quello che ha organizzato anche perchè al suo interno ha tutto: l’ideatore, il progettista, il tecnico. Questa diversificazione di competenze è un valore assoluto, sia per l’associazione, sia perchè permette di valorizzare tutti.

Chi è potenzialmente interessato alle attività dell’associazione? Come potrebbe partecipare? E quali altre realtà di Bazzano e del territorio circostante potrebbero collaborare?

Questa è una domanda molto complessa, la cui risposta può essere trovata solo dopo un gran bel lavoro di analisi. Ragionando per assurdo, lo scopo ultimo della nostra associazione è di non esistere più: se il commercio equo diventasse una parte importante degli scambi commerciali, se i consumatori diventassero, come si suol dire, “consum-attori”, non ci sarebbe bisogno di SI. Bisogna coinvolgere non solo chi ritiene necessario un mondo più giusto nei rapporti nord-sud, ma anche chi si sforza di capire la realtà che lo circonda. Una task force composta da giovani, famiglie, mamme, nonne! Tutti a dare il loro contributo ad organizzare le diverse attività di proprio interesse che, come già detto, sono soprattutto un mezzo per creare consapevolezza. Non dobbiamo porre nessun limite alla nostra immaginazione di coinvolgere le persone.
Per quanto riguarda le collaborazioni, io ho una visione molto personale e devo ancora capire se può essere valida per SI, parlandone all’interno dell’associazione. Rilevo che nei prossimi anni il WFTO ha centrato il proprio lavoro sull’agricoltura (il giorno di apertura è stato il 12 maggio e una delle prime manifestazioni è Terra Equa a Bologna [ndr: la manifestazione inizia domani, sabato 26! il programma è qui]), che l’agricoltura è al centro di un aspro dibattito a livello planetario ed è uno dei principali strumenti per raggiungere alcuni degli “Obiettivi del millennio”, di cui si parlerà a Rio+20; più vicino a noi, le nostre terre sono a prevalente vocazione agricola e alcune delle più importanti associazioni del territorio operano in questo ambito. Direi che ce n’è, da lavorare!

 Lavori presso l’Unione dei Comuni. Cosa pensi, come cittadino, del recente progetto di fusione dei Comuni lla Valsamoggia?

Inizio con una banalità: se qualcosa viene fatta per bene, funziona; altrimenti, no. Quindi, al di là del “marketing” dei partiti, delle discussioni “bloccate” e delle strategie dei rispettivi schieramenti, io penso che un buon progetto di fusione possa funzionare. Quello che abbiamo a disposizione adesso, è oltremodo lacunoso. Rilevo che mentre, ai prossimi referendum, i cittadini vorrebbero andare a votare pienamente informati e su un progetto compiuto, in realtà è vero esattamente il contrario: la politica appronterà un progetto concreto solo dopo aver avuto l’avallo dei referendum. In effetti, conviene iniziare a parlare di come realizzare la fusione, e di discutere nel merito dei singoli aspetti. Personalmente, molte soluzioni prospettate (e non) meritano ben più di un approfondimento: è probabile che i cittadini, alla fine, voteranno chi fornirà le soluzioni più chiare, semplici ed efficaci, e volteranno le spalle a chi si ostina a creare soluzioni bizantine per incapacità, per volontà di non decidere o semplicemente per forma mentis.


Il PD, qui, adesso. Voci dalla rete

23 maggio 2012

Stavolta nessuna “parola mia”. Sulle ultime elezioni amministrative, e su quel che c’è da fare, riporto solo un po’ di impressioni – più o meno “autorevoli”, per quel che conta -, naturalmente con un occhio particolare all’Emilia-Romagna, ma non solo.

Partirei dall’ottimo riassunto di Luca Sofri, secondo cui «Tra il PD “istituzionale” e quello sovversivo, vince il secondo» (poi Sofri dice anche qualcos’altro, qui. Un monito per tutti, specie per noi in Emilia-Romagna. Dice cose simili anche Giuseppe Civati: “Il Pd dove si apre alla partecipazione ed esprime un profilo di governo, serio e competente sotto il profilo amministrativo, in queste condizioni non ha rivali. Quando sa interloquire con il civismo e con la spinta che proviene dal basso, in questo momento, è letteralmente imbattibile.
Speriamo sappia far tesoro, però, di quella che è prima di tutto un’opportunità che si apre, non una partita che si chiude”.
Civati offre poi (qui) un’ottima analisi di com’è andata la vittoria in Lombardia – in cui ha avuto qualche parte. E dice anche alcune cose piuttosto energiche, qui. Un’analisi notevole, in particolare del successo del Movimento Cinque Stelle al Nord, è anche quella del bravo Stefano Catone, qui. Mentre un commentatore ricorda che «Alle politiche del 2008, nel solo Comune di Parma, il PD ha preso 47.153 voti, contro i 28.498 (di lista) delle regionali 2010 e i 17.472 (di lista) di queste comunali».

Anche Debora Serracchiani dice chiaro e tondo che «il risultato di Parma… offusca ogni altra vittoria del Pd. … Se la credibilità di una leadership politica si rivela nel percepire e nell’accompagnare i mutamenti e i bisogni della società, per Bersani questo è il momento di dimostrare che il Pd è all’altezza delle vittorie e impara sul serio dalle sconfitte. Dopo Parma, il motto “rinnovarsi o morire” non è una critica alla segreteria ma una proposta concreta» (qui l’intero – breve – post).

Un tema che svolge con nettezza anche il nostro vicino di casa, Loris Marchesini, da Anzola: abbiamo vinto, sì, ma «con molti “se” e molti “ma”»: «abbiamo vinto perché si sta chiudendo nel modo peggiore per loro la stagione del centro-destra… abbiamo vinto dove abbiamo saputo esprimere il meglio delle candidature attraverso le primarie, abbiamo perso dove non le abbiamo sapute gestire ed abbiamo presentato candidature usurate (Parma) o rampanti (Palermo)…  abbiamo ancora una estrema lentezza, fino all’arroganza, nel procedere nel cambiamento necessario, nel virare il timone nella direzione giusta». Il resto qui.

Anche il segretario del PD di Bologna Raffaele Donini dice che «O si cambia, o si muore», anche se nella sua intervista di oggi (qui) sembra proiettare questa necessità di cambiamento più su Roma che sul nostro territorio.

Ma l’intervento più inquietante sulle possibilità di cambiamento nel PD è quello di Paolo Cosseddu: “E’ la regola dell’hully gully: se prima eravamo in dieci a ballare l’hully gully, adesso siamo in nove a ballare l’hully gully. Di cui otto dalemiani, però“.  Premunitevi contro la depressione, ma leggetelo assolutamente fino in fondo: qui.

Spostandoci di poco, dice parole brusche – beneficamente scomode – anche Francesco Costanzini da Sasso Marconi: «Caro PD, impara a gestire il dissenso, impara a non pilotare le scelte della gente e a fare primarie vere in ogni luogo. Non ha senso giocare a screditare l’avversario, piuttosto non permettere ad altri di cavalcare quelle che dovrebbero essere le tue battaglie ma che forse sono sopite chissà dove. Il consenso storico finirà, è destinato anagraficamente ad esaurirsi, pertanto è bene tornare a far politica con le passioni dei tempi che furono, tra la gente, con la gente, dal basso. Con trasparenza.
La credibilità la si ottiene agendo in modo democratico in ogni sede, senza collusioni col Potere. La coerenza in tutto ciò che si fa è una carta al tornasole, non si può pensare di proporsi come novità se la gente è la stessa, se le voci fuori dal coro vengono isolate, se non si pratica la democrazia dal basso, se non si rinuncia ai privilegi, se si lotta per le stesse poltrone da decenni.
La gente ha bisogno di tornare alla vera politica, a quel sistema che faceva sognare e che permetteva di amministrare la cosa pubblica in modo onesto, trasparente e per il bene comune. Berlusconi ce lo siamo “meritati”, ora il Paese ha bisogno di rigore da parte di tutti, chi è in Parlamento per primo deve dimostrare equità e di lavorare per la gente, per i lavoratori difendendo i diritti e aiutando i deboli anche rinunciando ai propri iniqui privilegi.
Bisogna imparare a considerare l’avversario in modo più sereno, bisogna imparare a leggere le sconfitte ed imparare dagli errori. Ci vuole un’assunzione di responsabilità, non processi pubblici ma essere capaci di avere coraggio e mettersi da parte quando si capisce di aver sbagliato! Solo così si conquistano le persone e si vincono le elezioni e si ben governa. Altrimenti si resta al palo sino a quando ci si riuscirà, prima di essere spazzati via e col tempo… sparire!»

Una riflessione molto originale e personale è quella di Roberto Balzani, sindaco di Forlì: «La lezione di Parma, pur al netto di tutte le complesse variabili locali, che non e’ sempre facile decifrare per esterni al contesto, e’ chiara: per una quota importante di elettorato, il ceto politico e’ un’oligarchia impermeabile e senza colore, assolutamente intercambiabile. E per questo solo fatto – che si tratti di governo o di opposizione “tradizionali” – da rifiutare in blocco. Ma sarebbe un errore pensare a un po’ di maquillage della comunicazione per ristabilire il contatto: il problema e’ più radicale e profondo e, a mio modesto avviso, riguarda in primo luogo le motivazioni per cui ciascun amministratore sceglie di fare politica. Cosa mette sul piatto? Cosa sacrifica, di se’ e della sua vita, per essere credibile (questione prioritaria rispetto ai risultati, che sono ovviamente interpolati da infinite casualità)? La selezione – anche nei partiti “tradizionali” – non può eludere questo nodo esistenziale: altrimenti cadiamo nella solita retorica dei valori e dei buoni proposti. Dei quali la gente e’ giustamente stufa. Cosa perdi per esporti tutti i giorni al giudizio dei tuoi concittadini? Su questo terreno si misura il tuo coraggio, la tua volontà di connettere pensiero e azione, infine la tua libertà

Da Lugo, Serena Fagnocchi ammonisce: «I voti non sono di proprietà dei partiti.  I cittadini votano le persone non i partiti. I candidati devono essere seri, credibili e nuovi. E se qualcuno pensa che il vuoto politico lasciato dall’astensione enorme non verrà colmato in un anno, e che basterà tenere la rotta con pochi aggiustamenti, assisterà alla riedizione della “gioiosa macchina da guerra”, temo (tanto ad essere chiamata Cassandra, rompicoglioni e inesperta ci sono abituata)».

Lascerei la parola riassuntiva al consigliere regionale PD Thomas Casadei: «Assai preoccupante il crollo della partecipazione; crollano Lega e PDL – ovvero chi ha dominato la scena nella “seconda repubblica”; ottima affermazione del PD e del centrosinistra unito e aperto a istanze civiche in tutta Italia – con successi eclatanti in territori ove da decenni aveva governato la destra (98 comuni sopra ai 15 mila abitanti saranno governati dal centrosinistra; 44 dal PDL); il …”terzo polo” è uno strano miscuglio che si muove in modo molto variopinto e senza grandi successi (peraltro in vari casi alleato della destra); in Emilia-Romagna – dato su cui riflettere con umiltà e serenità, ma anche molto coraggio, è eclatante il successo del Movimento 5 stelle a Parma e Comacchio (e per poco abbiamo “salvato” Budrio): derubricarlo a successo “per i voti della destra” non aiuta a comprendere il fenomeno e rischia di essere fuorviante. Dove il Pd e il centrosinistra hanno espresso spinta verso il cambiamento e programmi e candidati innovativi (a prescindere dal mero dato anagrafico) hanno vinto, dove hanno intrapreso altre vie … no. Abbiamo pochissimi mesi – un lampo – per presentare un’alternativa radicale e credibile alla crisi del sistema. Una sfida straordinaria che richiede, da subito, alcune azioni concrete [segue].»

Ecco: il post finisce così, con un “segue”. Tutto dipende da come lo riempiremo, ciascuno per la propria parte.
Per Bazzano cercherò di buttar giù qualcosa anch’io. Datemi tre-quattro di giorni di tempo.


Come ti censisco l’immobile (sfitto)

16 maggio 2012

Sabato 12, al banchetto organizzato dal Comitato Bazzanese Ambiente Salute, ora Onlus – del quale in passato condiviso alcune battaglie, non tutte -, ho aderito alla campagna di Salviamo il Paesaggio – Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio per chiedere la realizzazione di un censimento degli immobili sfitti o non utilizzati in ogni comune d’Italia.

Non so se piani urbanistici “a crescita zero” (o meglio, a “consumo zero” di territorio) siano a portata di mano, soprattutto non credo che siano un obiettivo generalizzabile in ogni situazione. Ma sicuramente rendersi conto della quantità di edifici già costruiti ma non (non più, o forse mai) usati nel territorio è un fattore importante che dovrebbe aiutare a stabilire il reale fabbisogno di edifici nuovi, contribuendo a evitare la creazione di piani regolatori con espansioni ulteriormente sovradimensionate. Un censimento servirebbe inoltre a stimolare soluzioni per tutti quei casi – e la sensazione è che siano molti – in cui la percentuale di abitazioni e edifici produttivi inutilizzati è decisamente superiore al fisiologico (anche se il potere d’intervento dei Comuni è limitato).

Per chi fosse interessato, il link è qui.


La giornata di uno scrutatore

10 maggio 2012

Le elezioni amministrative hanno fatto tornare d’attualità, come accade sempre, la questione della lentezza  con cui in Italia si ottengono i risultati del voto. Il tema è vecchio e naturalmente ha molto a che fare col modo in cui sono organizzate le operazioni: con la distribuzione dei seggi, con le procedure, coi loro tempi, con gli imprevisti, col funzionamento ufficiale e quello ufficioso. Chi ha fatto lo scrutatore queste cose le conosce tutte, gli altri ne conoscono molte ma altre no, o le conoscono diverse da come sono in realtà.

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