Cattolici che litigano su internet

29 febbraio 2012

No, non è l’ultimo libro postumo di Stieg Larsson. E’ grossomodo l’argomento di un articolo che ho scritto a quattro mani (tre sue, una mia) con Simone Sereni e pubblicato sul noto www.vinonuovo.it, “blog collettivo su temi, problemi e storie dei cattolici oggi in Italia”: l’articolo lo trovate qui. Buona lettura!

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In coda al Carnevale (una proposta)

27 febbraio 2012

Come autore della zirudella di Barbazècch (da 17 anni, stendiamo un velo sul tempo-che-passa) e come co-presentatore della sfilata dei carri (da un po’ meno, ma vabbe’) penso di essere abbastanza credibile come sostenitore del Carnevale dei Bambini di Bazzano e tutto il relativo ambaradàn: il trenino, la banda, la pesca di beneficenza, le crescentine, eccetera eccetera. Per essere più chiari, diciamo pure che lo vorrei (e lo penso) sempre uguale a se stesso, che rimpiango il vecchio Paroni Express e che ci tengo che il tasso d’innovazione non superi troppo quello – per esempio – delle nuove casse che hanno fatto risuonare potentemente per la piazza gli Abba (!), il rondò veneziano e i nostri più o meno appropriati commenti.  E del resto – anche se immagino ci siano bazzanesi che nelle domeniche di Carnevale si barricano in casa coi tappi alle orecchie o emigrano ben prima che l’orologio della Torre suoni le fatidiche 14 – sembra che la più che collaudata formula piaccia a parecchi, grandi o piccoli, bazzanesi e “forestieri”, che non cessano di affollare la piazza, nonostante le prevedibili variabili del meteo e della concorrenza dei paesi vicini.

Insomma, spero di non essere imputabile di lesa maestà del Carnevale dei Bambini se suggerisco che il Carnevale, a Bazzano, andrebbe rafforzato come festa anche “adulta”. Certo, c’è chi inizia a gustare il Carnevale da piccolo per rimanervi affezionato per sempre. Ma è anche inevitabile che alcuni vedano nel Carnevale un passatempo spiccatamente infantile: chi non ha sospirato, verso la fine delle elementari, l’abbandono del carro e del travestimento come un affrancamento verso un’avventurosa carriera nelle “gang” degli schiumatori, la cui età media, peraltro, si è ultimamente abbassata un bel po’? E non sono sempre più rari, ormai, i gruppi mascherati di adulti e anche le singole maschere fai-da-te che, un tempo non così lontano, erano attrazioni così tipiche e ricorrenti del nostro Carnevale?
Per vedere che qualcosa della tradizione è andato perduto, può bastare un’occhiata alle foto contenute ne Le maschere e il trenino, il bel volumetto edito nel 1994 per i 40 anni del Carnevale dei bambini: e che meriterebbe non tanto una ristampa, quanto che qualcuno decidesse di emulare quello sforzo per giungere a celebrare degnamente (dopo che il traguardo del mezzo secolo è stato superato nel totale silenzio) il sessantesimo.
Ma la bella retrospettiva storica contenuta in quel volume ci insegna anche che la più antica tradizione carnevalesca di Bazzano era fatta di grandi feste da ballo, veglioni e affollate società carnevalesche costituite allo scopo. Quel “gran Carnevale” che il compianto cavalier Ramenghi, già nel 1962, diceva “morto da un pezzo”. Non si pretende di tornare a quei fasti, anche se è difficile sopportare certi discorsi su un irrimediabile declino del Carnevale (per convincersi del contrario non serve andare a Venezia, ma basta mettere il naso in qualche paese a un pugno di chilometri). Ma certo, se scoccasse la parola d’ordine che – per esempio – il sabato di Carnevale è serata di festa, rigorosamente in maschera!, magari in Rocca, e certamente tra i locali e le osterie, potrebbe capitare di veder rivivere qualcosa dell’antica sverzura carnevalesca: e anche la sfilata di domenica – pensiamo – ne beneficerebbe parecchio. Insomma, l'”offerta carnevalesca” di Bazzano sarebbe al tempo stesso differenziata e irrobustita.

C’è qualcuno – l’Amministrazione Comunale, la Pro Loco, le altre associazioni o gli esercenti del paese, realtà benemerite e infaticabili nel proporre feste più o meno nuove, più o meno riuscite, più o meno capaci di attecchire – che sarebbe disposto a scommettere sulla rinascita di una delle tradizioni più antiche e gioiose di Bazzano, sulla possibilità di intercettare un bisogno o un gusto che potrebbe rivelarsi tutt’altro che residuale?


Tra Bazzano e Bologna: impressioni e informazioni sulla neve

11 febbraio 2012

AGGIORNAMENTO: Il sindaco Rigillo comunica che “grazie al lavoro di tanti (operai del Comune, trattoristi e 25 volontari)” domani – lunedì 13 – le scuole di Bazzano saranno APERTE.

Scrivo che almeno per ora sembra aver smesso di nevicare, qui a Bologna nella prima sera. Stamattina ho fatto un giro in corriera a Bazzano: a Bologna la neve scendeva copiosa (e ne era scesa nella notte), e via via procedendo lungo la Bazzanese il paesaggio prendeva la forma di un grande oceano bianco. Giravano poche macchine, ma ne giravano, la maggior parte – direi – con le gomme termiche, altri con le catene: mentre i viali di circonvallazione a Bologna e via Saragozza erano abbastanza liberi (per le auto: per i pedoni, i sentierini scavati nella neve e i tratti già spalati erano resi più impervi dalla neve notturna e da quella che ancora s’infilava fin sotto i portici), già almeno da Casalecchio la Bazzanese era completamente bianca.
Stavolta non si può imputare alle istituzioni nessun ritardo e nessuna sottovalutazione (anche perché effettivamente l’apice della nevicata è arrivato svariate ore dopo rispetto alle previsioni): già ieri sera gli spartineve, almeno nelle vie principali di Bologna, giravano senza interruzione nonostante la nevicata non fosse ancora particolarmente potente, e anche la Provincia sembra essersi mossa con tempestività. Stamattina, verso le 10, si vedevano parecchi autobus (per esempio un 13, un 20) deviare lungo i viali di circonvallazione anziché affrontare il centro. Tuttavia le linee sembravano operative, e la corsa della corriera Bologna-Bazzano – sia il 94 dell’andata sia il 671 del ritorno – è stata quasi regolare sia per orario sia per tempi di transito (evidentemente il poco traffico aiuta più di quanto la neve ostacoli!): a conferma della buona prova dell’ATC in questo frangente. (C’è chi sottolinea che molte linee, specie urbane, non sono state potenziate a sufficienza per accogliere la grande quantità di gente in più che per via della neve prendeva l’autobus; chi comunque evidenzia ritardi e mancate corse: non so francamente se ATC potesse mettere in campo uno sforzo maggiore, sicuramente non mi sembra si sia dimostrata impreparata.) Anche la ferrovia suburbana sembrava in funzione regolarmente.
A Bazzano e dintorni, verso le 13, c’erano 40-50 cm di neve fresca accumulati su quella della settimana precedente. Le vie del centro erano percorse in modo abbastanza frequente – almeno alcune, a cominciare dalle salite – dagli spartineve, che – vista l’intensità della precipitazione – avevano continua neve per le loro pale. Qui c’è qualche fotografia che ho scattato che testimonia la situazione. Il sindaco Rigillo ha riferito di essere dalle 6.30 in giro per il paese per monitorare la situazione e verificare le priorità (in mattinata c’erano problemi in zona Sirena e Resistenza). Non sono riuscito a vedere se per altre strade come via Zanasi (che erano state faticosamente liberate, anche in vista del mercato di oggi poi annullato viste le previsioni) si sia ripresentato il problema delle auto parcheggiate che impedivano l’accesso alle spalatrici. La piazza era un manto unico di neve su cui spiccavano i vecchi cumuli. E’ continuata così per tutto il pomeriggio, per attenuarsi dopo il tramonto, come qui a Bologna dove probabilmente molti amanti del sabato sera non temeranno di affrontare il freddo. Più probabile che la gran parte dei bazzanesi passi la sera in casa, mettendo a frutto il riscaldamento, la pazienza e l’ironia, anche se i locali resteranno aperti per rifocillare coraggiosi avventori (“siamo un servizio pubblico!”, ha scritto allegramente l’ostessa di Porta Castello). Senza escludere che qualche sventato, com’è avvenuto ieri notte, decida di usare la piazza innevata come una pista automobilistica per testare i freni a mano.
Notizie più serie vengono dalle zone più elevate della Valsamoggia, che – a differenza dalla settimana scorsa – è stata la zona della provincia di Bologna maggiormente colpita dalla nevicata. Si riferisce di famiglie isolate nei comuni di Savigno e forse Castello di Serravalle, mentre l’assessore provinciale all’ambiente Burgin ha comunicato che sono state trasferite in zona alcune turbine, normalmente usate nei comuni montani, per liberare le strade che non era possibile sgomberare con i normali spartineve. A Bazzano invece il Comune ha convocato per le 7.30 di domani (domenica) presso i giardini antistanti le scuole elementari tutti i volontari muniti di badile per una nuova sessione di spalamento: probabile che tra le priorità ci sia proprio assicurare l’accesso alle scuole, per rendere possibili le lezioni lunedì: obiettivo realizzabile se la nevicata non riprenderà copiosa. Cosa che le previsioni del tempo, peraltro, non garantiscono affatto.

***Si ringrazia chi segnalerà aggiornamenti, informazioni ed eventuali inesattezze!***


Sotto una bianca coltre di polemiche

2 febbraio 2012

Quando nevica e si scatenano le polemiche sono sempre molto combattuto. Da un lato mi sembra che molti siano convinti che anche con un metro di neve abbiano il diritto potersi muovere come gli pare, anche in macchina, e magari anche veloci. Dall’altro mi sembra che effettivamente qualche tempo fa le cose andassero meglio e che le emergenze fossero gestite con più prontezza.

Ci sono un sacco di situazioni ognuna delle quali va presa a sé, e un sacco di esperienze, tutte vere, nessuna generalizzabile.

Stando molto, molto sul generico, a me verrebbe da dire: la gente deve avere un po’ più di rassegnazione, cioè sapere che quando c’è molta neve certe cose non si fanno, o si fanno molto più lentamente. Le cose non possono funzionare come se niente fosse, comprese le aziende. In più dovrebbe avere un po’ più di civismo (la regola che i frontisti devono spalare davanti casa è sempre in vigore; ci si dovrebbe chiedere anche se c’è qualche vicino a cui poter dare una mano).
Credo anche, però, che i Comuni dovrebbero rivedere seriamente gli appalti, perché secondo me quando le cose erano gestite direttamente (nei piccoli comuni come Bazzano, non molti anni fa, il sindaco alzava la cornetta, magari nel cuor della notte, e mandava a spalare l’operaio reperibile) l’efficienza era migliore. E’ un’impressione soggettiva, e non sto accusando i Comuni e le aziende che gestiscono l’appalto di puntare al risparmio o cose del genere, né tantomeno di fregarsene. Da profano mi sembra di registrare, in particolare – non parlo solo di questa occasione, ma anche di molte delle precedenti – un sensibile ritardo nell’avviare la “macchina”, così che inevitabilmente si finisce per rincorrere l’emergenza, senza mai “raggiungerla”. Anche in caso di nevicate ampiamente previste (parlo sempre in generale: so che questa sta superando le previsioni) Chi tecnicamente ne sa più di me può dirmi se a quest’impressione può corrispondere qualcosa di vero?

Un’altra domanda sarebbe: chi si ricorda come andarono le cose nel caso di grandi nevicate del passato: eccezionali come quelle “storiche” del 1977 o del 1985, ma anche semplicemente forti come quella del giorno di Santa Lucia del 1995?


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