21 aprile


La libertà
tracima come un fiume dalle valli
precipita dall’alto come neve di pioppi
quasi ti soffoca, come
se in bici apri la bocca controvento.
Dilaga, bagna il piede
delle colline
si uniscono rigagnoli, gli orli si rifilano e si gonfiano,
la mano destra tocca già Bologna, Bazzano la sinistra.
La libertà fiorisce a vaste chiazze
come un prato al disgelo, dove lo tocca il sole
come a una festa girano caraffe
e si mesce di mano in mano vino.
La libertà s’aggruma in mollica
in questo giorno di pane
covato di fatica,
in lacrime rinate passata la paura,
copre con il fragore di campane
spari lontani in fondo alla pianura.

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