Tutti alle Consulte! (Le faticose vie della partecipazione – 2)


Nascono a Bazzano le Consulte Comunali. L’iter con cui sono state approvate in Consiglio Comunale non è stato precisamente un percorso trionfale: non sono bastati, infatti, ampie discussioni, proposte di modifiche, emendamenti e un rinvio per agguantare l’obiettivo dell’unanimità, per cui pure il relatore – l’assessore Bassetto – aveva sperato e lavorato fino all’ultimo.

Parecchie, anche se apparentemente non così cruciali,  le questioni controverse:  possibilità di partecipazione alle Consulte da parte dei consiglieri comunali e dei dipendenti comunali, quorum delle sedute, requisiti dei partecipanti…; non ci si è neppure fatti mancare una disputa piuttosto aspra su questioni procedurali.
Così il regolamento che istituisce le Consulte (il testo è qui) nasce col voto contrario di Nuova Bazzano e di Alleanza per Bazzano (assente la consigliere Barbieri del Gruppo della Libertà); ma anche giungere all’ accordo tra la maggioranza e Civicamente Bazzano non è stato facile, e perfino in seno alla maggioranza stessa, si sono registrati in Consiglio – e poi risolti – alcuni contrasti.

Le nuove Consulte sono (per ora) quattro: Gestione del territorio (urbanistica e ambiente); Bilancio; Commercio e attività produttive; Servizi sociali.
Il regolamento sembra mirato a ottenere una partecipazione al tempo stesso ampia e qualificata. Può partecipare ogni cittadino che risieda o lavori a Bazzano. Si spera che la volontà di favorire, in particolare, la partecipazione delle associazioni del territorio non scoraggi quella dei semplici cittadini “non organizzati”. La partecipazione non è in alcun modo legata all’appartenenza a partiti o movimenti politici.
Trasparente anche il tentativo di creare organismi “produttivi”: non un semplice sfogatoio, né un mero strumento informativo, ma organi che possano effettivamente dialogare con l’amministrazione: anche se le loro funzioni sono solamente consultive, ciascuna Consulta può comunque esprimere pareri e formulare proposte, non vincolanti per l’amministrazione, ma che la Giunta dovrà esaminare e alle quali dovrà rispondere.

Si vedrà col tempo se le Consulte saranno un successo. Molto dipenderà dall’impegno e dall’atteggiamento dei singoli assessori che presiederanno ciascuno la Consulta di competenza; ma certo dipenderà anche dalla volontà dei cittadini di partecipare e mettersi in gioco.
Per questo, il mio personale consiglio è uno solo: iscriversi, vincendo eventuali pigrizie e scetticismi. L’impegno non dovrebbe essere particolarmente massiccio (la frequenza sarà decisa dalle singole Consulte; orientativamente, il regolamento parla di un minimo di quattro sedute l’anno).
Per iscriversi occorre compilare e far pervenire all’Ufficio Affari Generali del Comune (anche via fax: 051 836440; per qualunque informazione: 051 836411; aminghelli@comune.bazzano.bo.it o urp@comune.bazzano.bo.it;  ) il modulo che si trova nell’ultima pagina del regolamento (vedi sopra).  Il termine per l’iscrizione è stato prorogato fino al 30 aprile alle 11.30.

7 risposte a Tutti alle Consulte! (Le faticose vie della partecipazione – 2)

  1. Simone scrive:

    Siamo lontani ancora dal poter parlare di partecipazione, secondo me. Anzi ne abbiamo proprio paura…

    Un regolamento che VIETA espressamente ai Conssiglieri comunali di poter intervenire (?!?!?!) in quanto “per loro c’e’ già il Consiglio” (evviva la possibilità di approfondire i temi durante tutto l’anno e non solo 6 giorni prima del consiglio..) non è un gran bel regolamento.

    Quando ideammo (io e la Barberi) gli Ordini Del Giorno per costituire le Consulte, intendevamo costruire dei momenti aperti a tutti (ripeto A TUTTI!) per potersi confrontare tra amministratori (TUTTI!) e cittadini.

    Invece abbiam partorito un regolamento che vieta il confronto e l’ascolto DOVEROSO tra amministratori e amministrati.

    Basti pensare che a Crespellano le consulte sono aperte a tutti senza limiti e per regolamento ogni gruppo consiliare è rappresentato.

  2. lucagrasselli scrive:

    Simone, non voglio entrare nel merito. Sono aspetti che possono essere discussi, e che del resto – e ne sono lieto – non ti hanno impedito, alla fine, di dare voto favorevole.
    Io, per esempio, ho dei dubbi sulla partecipazione dei dipendenti comunali: fosse per me, l’avrei permessa, ma solo nelle consulte non inerenti al settore di lavoro del singolo, perché temo la confusione tra il ruolo “privato” di dipendente e quello “pubblico” di cittadino (un’interferenza controllato/controllore, seppure inferiore a quella che si avrebbe con un dipendente comunale che sedesse in Consiglio – cosa infatti vietata dalla legge). Ma è solo un esempio.
    La partecipazione dei consiglieri comunali può avere dei pro e dei contro. Sicuramente può arricchire il dibattito nella consulta, ma anche rischiare di trasformarla in una sorta di succursale del Consiglio Comunale, con uno scambio concentrato tra amministratori, che lascia poco spazio ai cittadini “comuni”.
    Comunque, se i consiglieri lamentano scarsità di confronto, informazione o accesso ai dati (dimmi tu se è veramente così), si tratta di un problema assai serio, ma non sono le consulte il luogo per risolverlo: un consigliere dovrebbe avere una possibilità di utilizzo dei dati e di confronto con l’amministrazione – politici e tecnici – sistematica e continua, comunque superiore a quella che può avvenire in una consulta.

    Credo che il dibattito consiliare, intenso, sia servito a migliorare il regolamento rispetto alla prima bozza.

    Credo comunque che non siano certi particolari che potranno impedire un buon funzionamento delle consulte: come ho scritto, penso che molto, in realtà, sarà nelle mani degli assessori che le presiederanno e in come interpreteranno questi organi e il loro ruolo; molto nelle mani dei cittadini che parteciperanno, e nella quantità (per numero e assiduità) e qualità (per impegno e attività) della loro partecipazione.

    Penso che chi ha a cuore la partecipazione non possa che augurarsi – al di là di critiche legittime – il buon funzionamento di questi organismi e cercare di favorire il più possibile l’ingresso dei cittadini.

  3. Simone scrive:

    ribadisco quanto scritto. Non hai risposto.

    Io e la barbieri stiamo lavorando ad una mozione per chiedere che anche i consiglieri possano partecipare, per questo il voto favorevole. (erano 5 anni che l’amministrazione prometteva le consulte PER I CONSIGLIERI ma vabbè…)

    Vedi Luca, qui non si tratta di fare le “legittime critiche” si tratta di riconoscere (o di quà o di là ome dicevamo su FB) se il regolamento è un buon regolamento oppure no.

    Io credo che una consulta che VIETA il libero confronto con i cittadini da parte dei loro eletti non sia un buon regolamento, tanto che in nessun Comune che io conosca esistono limiti così.
    Speriamo passi la “Mozione libertaria”

  4. lucagrasselli scrive:

    Prima di tutto: “o di qua o di là” vale per i valori, i principi, i punti di riferimento, i grandi obiettivi. Dire “o di qua o di là” quando si analizzano i fatti significa non rispettare (oltre all’intelligenza delle persone) la complessità del reale, che di solito non si lascia tagliare a fette e richiede strumenti un po’ più fini del coltellaccio da macellaio.
    Quelle che dovrebbero essere nitide e precise, invece, sono le decisioni e le azioni. E a me – perdonami – fa un po’ strano vederti votare sì a un regolamento e poi parlarne come se avessi votato no.

    Quando si dice di sì a qualcosa, ci possono essere riserve e critiche sui singoli punti, ma si riconosce che si è votato qualcosa che sostanzialmente, tutto sommato, è buono. Altrimenti si vota no (o ci si astiene… la gamma è ampia), come hanno fatto alcuni tuoi colleghi, e ce ne si assume la responsabilità.

    A te basta il fatto che nelle Consulte non è prevista la presenza dei consiglieri a te per dire che “siamo ancora lontani dal poter parlare di partecipazione”? Ti sembra proporzionato? A me no. Sarà anche un problema rilevante per un consigliere comunale, ma tu sembri farne l’unico metro di giudizio sull’utilità delle Consulte: ti sembra un modo equilibrato di porre la questione?
    A me importa molto di più che alle Consulte partecipino effettivamente cittadini di qualunque (o di nessuna) appartenenza politica, sociale, associativa. Che non siano “lottizzate” ma siano aperte anche a chi non ha alle spalle un partito, un movimento, un’associazione ma vuole semplicemente mettere il naso nelle cose “di palazzo” e dare il suo contributo. E naturalmente che siano luoghi di vera informazione, confronto, proposta, discussione, non semplici vetrine di propaganda o luoghi di passerella puramente formali e onorifici. Personalmente è su questo che concentrerei gli sforzi.

    Guarda che non sottovaluto affatto se i consiglieri d’opposizione lamentano problemi di accesso ai dati, d’informazione, di confronto: lo considero un problema molto serio. Credo che l’Amministrazione adempia a tutto quanto previsto dalla legge, ma penso anche che, se occorre, le minoranze vadano tutelate ancora di più perché siano in grado di svolgere efficacemente i loro compiti. Ma la soluzione a questo tipo di problema non sono le Consulte: sono una migliore scansione della tempistica tra convocazione delle sedute di Consiglio, conferenza dei capigruppo, decisione dell’odg, presentazione dei materiali, eccetera. Usare le Consulte per ovviare a eventuali lacune di questo tipo significa rischiare di sformare uno strumento per fargli compiere – male – una funzione diversa da quella per cui è stato pensato.

    Penso che sulla decisione di non prevedere la presenza di consiglieri nelle Consulte abbia influito il timore – che, lo riconoscerai, non è infondato – di vederle ridotte a fotocopie del Consiglio Comunale, col dibattito concentrato in gran parte tra assessori e consiglieri di maggioranza e d’opposizione e i “comuni” cittadini ridotti a fare da spettatori, o tuttalpiù da claque. Può anche darsi che su questa scelta valga la pena di un supplemento di riflessione. Ma non sarà questo a rendere “buono” o “cattivo” uno strumento che merita di essere valutato – insieme a coloro che lo coordineranno – per come mostrerà di saper funzionare.

  5. Simone scrive:

    No caro Luca. Quando si scrive una regola, una legge, si sancisce un “punto di riferimento” come li chiami tu, quindi occorre onestà e chiarezza. Basta sempre parlare in politichese “complessità” “intelligenze” ed altro e’ un buon regolamento? Si o no??!!

    Il voto favorevole (come da dichiarazione) è perchè sono 5 anni…

  6. Simone scrive:

    No caro Luca. Quando si scrive una regola, una legge, si sancisce un “punto di riferimento” come li chiami tu, quindi occorre onestà e chiarezza. Basta sempre parlare in politichese “complessità” “intelligenze” ed altro e’ un buon regolamento? Si o no??!!

    Il voto favorevole (come da dichiarazione) è perchè sono 5 anni…5 ANNI (!!!!) che PARLIAMO (blablabla) di ste consulte e non se ne fa mai nulla! Quindi era imortante PARTIRE (presente Luca cosa sono 5 ANNI??!!).
    Così è stato. Nella dichiarazione di voto ho precisato che presentero’ mozione per modificare il regolamento per permettere a tutti di partecipare (pure Corti era contrario a tener furi i Consiglieri). E’ ancora così dificile da comprendere il voto? Spero di non dovermi ripetere e he tu non continui a cercare di strumentalizzare questo particolare.

    La partecipazione è per tutti e tutte senza distinzioni. Come si fa a parlare di partecipazione se il regolamento VIETA ai rappresentati dei cittadini di partecipare???? Poi, ripeto, benissimo che si cominci (votato a favore ricordi??) e che la cittadinanza inizi a prendere parte ai processi decisionali, ma dire che questo regolamento è in favore della partecipazione è un falso.

    Se il “timore” è che i consiglieri facciano polemica, allora siamo ancora lontani dal solo percepire la partecipazione! Sono i cittadini che lo impediscono Luca! Ricordi a Magazzino quando si parlava del Cubo ILIP? Durante i battibecchi tra politici ed ex amministratori, i cittadini li zittivano perchè dicevano:” basta oi vostri litigi, vogliamo parlare di cose concrete”.

    Occorre PIU’ coraggio e riconoscere che del LIBERO CONFRONTO non bisogna avere timore!!!

    Questo è il SALE della democrazia.

  7. lucagrasselli scrive:

    Mi dispiace che mi accusi di strumentalizzare qualcosa. Stiamo dialogando e penso che lo facciamo entrambi con sincerità e onestà intellettuale, sai anche – e penso di aver sempre dimostrato – che non sono uno che si arrampica sugli specchi per difendere cose di cui non è convinto.

    Sì, certo, secondo me è un buon regolamento. Punto!

    Io non contesto la tua posizione per cui bisognerebbe aprire le Consulte ai consiglieri. Possono esserci buoni motivi per farlo, potrei pure essere d’accordo anche se capisco le ragioni che hanno portato alla scelta opposta e non me ne scandalizzo, non grido all’attentato alla democrazia e alla morte in culla della partecipazione. Quello che contesto è proprio questo: che tu ne faccia una questione di vita o di morte. Perché così butti le Consulte nell’arena della polemica (molto simile a quei battibecchi e litigi che giustamente denunci) invece che puntare su questo strumento – imperfetto e limitato come tutti – per provare a vedere se si riesce a farne davvero un luogo di partecipazione dei cittadini.
    Proprio per questo, per quanto mi riguarda chiudo qui la questione; e invito ancora una volta, calorosamente, tutti i cittadini a partecipare alle Consulte per dare vita a un luogo di discussione, di dialogo e di critica. Spero che anche tu ti associ con convinzione a questo invito.

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