La destra s’è rotta, anche a Bazzano (ma Fini non c’entra)


Abbiamo intervistato Roberta Barbieri, 36 anni, eletta consigliere comunale nel 2009 nella lista «Alleanza per Bazzano», che raggruppava il PdL e la Lega. Nei mesi scorsi Roberta ha deciso di staccarsi dal capogruppo Enzo Girotti e di formare – da sola – un nuovo gruppo, denominato «Gruppo della libertà di Bazzano». Con Maria Rosa Baietti – vecchia conoscenza del centrodestra bazzanese – la Barbieri ha anche fondato un «Club della libertà» a Bazzano, ribadendo la sua fedeltà a Berlusconi e al PdL.

Cara Roberta, quella di formare un nuovo gruppo consiliare staccandoti dal consigliere Girotti è senza dubbio una scelta molto forte: da quali motivazioni è stata originata?
 
E’ stata soprattutto una scelta molto sofferta. Ho sempre avuto a cuore l’unità: quindi dover essere, apparentemente, fonte di fratture mi ha messo a dura prova. Tuttavia essere uniti significa possedere una “reciprocità comunicativa”, da me invocata più volte nel tempo: sia a livello territoriale e di rapporto interpersonale con il consigliere Girotti, sia a livello di coordinamento provinciale con l’ex coordinatore on. Raisi, mi sono ritrovata in una situazione paradossale di mancato ascolto da parte dell’uno e dell’altro. Molte decisioni, che dovevano in teoria essere comuni, venivano invece prese e attuate senza alcun tipo di confronto e nemmeno un cenno di informazione. La scelta è stata quindi inevitabile. Non ero più libera di poter esercitare appieno il ruolo affidatomi dai cittadini di rappresentarli e di esprimere non tanto le mie idee personali (che poco o nulla interessano chi mi ha eletto), quanto i valori che Forza Italia prima, il PDL poi, mi hanno trasmesso e in cui io credo.

A livello nazionale è un periodo di indubbia litigiosità per il PdL: oltre alla scissione di Fini e al caso siciliano, ci sono parecchie divisioni tra correnti, aree e tendenze. C’era bisogno di questa mini-scissione anche a Bazzano? Chi ha sostenuto la tua scelta?

Ciò che sta accadendo a livello nazionale lo giudico non tanto un litigio tra due contendenti, quanto un vero e proprio tradimento di Fini che dopo aver promesso agli elettori (me inclusa) di voler fondare un unico partito, improvvisamente decide di formarne uno nuovo, sfruttando una scia elettorale non sua. E’ un comportamento di raro squallore. Se l’on. Fini aveva in animo di “dare una spolverata” ad AN, avrebbe potuto farlo con ben altre modalità.
La mini-scissione bazzanese nulla ha a che fare con quella nazionale. Il mio distacco è stato un grave problema di natura “tecnica”, anche se l’amarezza che ne è scaturita credo sia di uguale intensità e di medesima natura. In fondo anche io ho subito un tradimento: la promessa era di poter lavorare insieme ed invece … la mia libertà finisce quando inizia la tua. Da ultimo punto il dito anche contro la città: Bologna non può pensare indipendentemente dalla sua provincia, atteggiamento che sembra essersi concluso con l’era Raisi. O forse no? Staremo a vedere con il nuovo coordinatore. [ndr: il nuovo coordinatore provinciale PdL è Alberto Vecchi, molto vicino al consigliere Girotti]
 
Come valuti la tua esperienza di consigliere comunale dopo un anno e mezzo? Che cosa ti aspettavi? In che cosa la realtà si è rivelata differente – in senso positivo o negativo – da queste aspettative?

L’impatto è stato decisamente traumatico. Mancata comunicazione, richieste inascoltate, formazione fantasma, coordinamento inesistente… Insomma, un bollettino di guerra! Ma come diceva Victor Hugo, “la libertà comincia dall’ironia”: ho guardato tutto quello che non andava, che non era come avevo immaginato, e l’ho buttato alle spalle. Mi sono rimboccata le maniche (come Bersani in recenti immagini pubblicitarie) aggrappandomi ad alcune persone che si sono offerte di aiutarmi (Maria Rosa Baietti, la mia roccia; il vice coordinatore uscente Gianni Varani, il consigliere regionale Galeazzo Bignami consigliere regionale e – non ultimo – l’intero Consiglio Comunale di Bazzano). Mi sono di recente iscritta ad un corso di formazione politica realizzato da “Giovane Italia” e studio la sera tutto ciò che può rendermi più consapevole dei complicati meccanismi e regolamenti comunali. Nel cercare l’interesse per i cittadini, diciamo che cerco di scandalizzarmi poco, lamentarmi di meno e imparare di più!
 
4. La politica bazzanese, negli ultimi tempi, ha conosciuto alcune brutte cadute di toni: volantini diffamatori anonimi (fortunatamente condannati da tutte le forze politiche), momenti di tensione in Consiglio comunale, e più in generale rapporti tra forze politiche spesso giocati più sul piano dell’accusa e dell’insulto, anche personale, che del confronto sui progetti per Bazzano. Cosa ne pensi? E come rimediare?
 
Da che mondo è mondo si usa l’arma della provocazione, che avrebbe anche una sua utilità. Purtroppo quando è fine a se stessa è inutile e stancante. Bazzano è sicuramente un paese, in questo senso, “tosto”, pieno di personalità forti e decise. Ogni tanto, però, si dovrebbe cercare di mettere da parte la propria personalità per fare spazio ai progetti: dietro ai progetti, infatti, fa capolino il bisogno di altri. Ogni tanto al politico sfugge il fatto di essere “a servizio” di questi altri. Per non cadere in questo inganno, ogni volta che intraprendo una qualsiasi azione mi domando: “A chi serve? Per chi lo faccio?”. E’ un utile esercizio che consiglio a tutti.

 5. Ora che hai costituito un gruppo autonomo, che cambiamenti ci saranno nella tua azione di consigliere? Quali sono i tuoi propositi per il futuro?

Vorrei finalmente cercare di attuare un confronto adeguato sulle principali tematiche di paese, usufruendo di quell’appoggio e sostegno centrali che da sempre mi sono mancati e che si stanno lentamente ricostruendo. Sono ancora in una fase di raccoglimento dati e di formazione, quindi al momento non ho da presentare grandi progetti. Per deformazione personale mi ripropongo di avere un occhio di riguardo verso la realtà socio-sanitaria. A questo proposito ho inviato all’attenzione del direttore sanitario di Bazzano  un piccolo progetto. Spero di ricevere riscontro riguardo la possibilità di intraprendere il Progetto Umanizzazione.

Una risposta a La destra s’è rotta, anche a Bazzano (ma Fini non c’entra)

  1. Simone Rimondi scrive:

    Ottima scelta Roberta, ma te l’ho già detto anche a voce🙂 In bocca al lupo!

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