Il Sinodo dei vescovi è una figata


Domenica è iniziato il Sinodo dei vescovi sul Medio Oriente. Avrei voluto seguirlo scrivendo qualcosa anche qui, ma proprio non ce la faccio.  Allora do giusto qualche dritta. cercando di incuriosire qualche lettore.

Intanto, cos’è il Sinodo dei vescovi? E’ un’assemblea di rappresentanti dei vescovi cattolici: “un luogo per l’incontro dei vescovi tra di loro”, insieme al papa, “per lo scambio di informazioni ed esperienze, per la comune ricerca di soluzioni pastorali”. Si rifà all’antica tradizione sinodale della Chiesa, ma è una novità del Concilio Vaticano II, anzi è nato proprio col desiderio di “mantenere vivo l’autentico spirito formatosi dall’esperienza conciliare”. Qui potete leggere qualcosa in più sulla sua nascita.

Come funziona? I vescovi di tutto il mondo, o di una particolare regione, mandano i loro rappresentanti a Roma, che discutono per alcune settimane su un determinato argomento, o sulla situazione della Chiesa in quella regione.
E’ un grande organo consultivo: non decide nulla, ma formula delle “Proposizioni” (che sono al tempo stesso delle “frasi” e delle “proposte”) che vengono inviate al papa. Il papa si prende del tempo per ragionarci sopra e in uno o due anni – naturalmente con l’aiuto dei vari organi di Curia – scrive un'”Esortazione apostolica post-sinodale”, cioè un documento – che porta la sua firma – e che raccoglie e rielabora quanto da quelle “Proposizioni” è stato recepito.

Fino a pochi anni fa le “Proposizioni” venivano tenute rigorosamente segrete: Benedetto XVI ha deciso che fossero pubblicate (qui vedete per esempio quelle dell’ultimo sinodo concluso, quello sull’Africa).
E’ solo una delle innovazioni introdotte da papa Ratzinger nel Sinodo: per esempio, è stata ridotta leggermente la durata dei lavori ma sono stati introdotti momenti di libero dialogo tra i componenti, per non rinviare tutta la discussione ai soli “circoli minori” (una sorta di gruppi di lavoro). Qui potete leggere l’attuale Regolamento del Sinodo, approvato nel 2006. Benedetto XVI inoltre (a differenza di Giovanni Paolo II) ha iniziato a fare interventi personali nel corso della discussione.

Mentre i “padri sinodali” sono tutti vescovi, sono invitati anche degli “auditori” – una sorta di esperti – che possono essere anche preti, religiosi o laici (donne comprese). Esistono poi i “delegati fraterni“, dei veri e propri “inviati” di comunità cristiane non cattoliche (nel Sinodo del 2008 fece scalpore la presenza del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, il primate della Chiesa ortodossa). Tutti costoro possono fare, e fanno, interventi in aula.

Il bello del Sinodo dei vescovi è che lo si può seguire molto da vicino: non proprio in diretta ma quasi. Non siamo abituati a una simile trasparenza per le istituzioni della Chiesa.
Il “Bollettino del Sinodo dei vescovi” (Synodus Episcoporum Bollettino)  viene pubblicato almeno una-due volte al giorno, anche sul sito del Vaticano. Possiamo leggere (per riassunti significativi) tutti quanti gli interventi, già tradotti in italiano, a mezza giornata di distanza circa. Per esempio, ecco la trascrizione degli interventi di ieri pomeriggio (giovedì).

Insomma, questo Sinodo è una grande occasione per ascoltare direttamente la viva voce dei cristiani delle Chiese del Medio Oriente. Leggendo si scopre facilmente che i padri sinodali parlano con franchezza: analizzano in modo solitamente lucido e disincantato la situazione della loro Chiesa e della società del luogo, senza rinunciare a mettere il dito nella piaga; spesso non risparmiano critiche ai documenti preparatori o a cose che – anche nell’organizzazione ecclesiale – non vanno, suggerendo soluzioni e riforme anche coraggiose.

Tra i temi scottanti di questo Sinodo il rapporto coi musulmani, l’emigrazione dei cristiani e le sue conseguenze, il rischio della frammentazione e scarsa collaborazione tra le Chiese cattoliche di diverso rito, i rapporti con Roma e con la Chiesa latina… Si può quindi comporre un quadro molto ricco e frastagliato di situazioni e di esperienze che normalmente non sono sotto l’attenzione dei media e spesso vengono trascurate anche dai cattolici “occidentali”.

UNA SEGNALAZIONE: nel contesto del Sinodo, domenica in parrocchia a Bazzano incontreremo Maria Chiara Rioli, reduce da un’esperienza di circa un anno in Israele e Palestina che le ha consentito di venire a contatto con molte realtà significative della regione.
Maria Chiara è dottoranda alla Normale di Pisa, collabora con Il Regno e diverse altre testate; nel 2009 ha vinto il Premio Toniolo Diritto Internazionale per la Pace. Si occupa d’informazione sociale e dal Sud del mondo, delle relazioni tra religioni e società.
L’appuntamento è per le 15 nel salone parrocchiale.

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