Il rusco 2.0


Ormai ci siamo. La mattina del 25 ottobre Bazzano si risveglierà senza cassonetti del rusco. Questo sarà il primo risultato dell’introduzione della raccolta differenziata. Senza timore che una fila di sacchetti colorati deturpi le vie più belle di Bazzano: in tutto il centro storico non si potrà deporre l’immondizia la sera, ma solo la mattina dei giorni di raccolta, entro le 8.30. Ecco la soluzione adottata dall’amministrazione ha adottato questa soluzione, proprio nel momento in cui anche a Bologna si discute se eliminare i cassonetti in centro, per favorire il decoro e prevenire il degrado ambientale.

L’arrivo del “porta a porta” era atteso da tempo: preceduto da entusiasmo e da sollecitazioni, ma anche da timori e prudenze, come quelle che avevano alla fine trattenuto l’amministrazione Baioni. Una resistenza culturale, presente anche all’interno delle forze di maggioranza, che si esprimeva (forse si mascherava) nella richiesta di trovare sistemi alternativi di raccolta differenziata. Da questo punto di vista, il ringiovanimento – anche anagrafico – della nuova giunta è stato sicuramente decisivo. Del resto era acclarata l’impossibilità di raggiungere percentuali di materiale riciclato anche lontanamente simili con altri sistemi di raccolta, come le “isole ecologiche”, che peraltro si può dubitare si adattino bene a una realtà come quella di Bazzano.

Accanto alle ritrosie e ai legittimi dubbi di molti cittadini, del resto, ci sono anche opinioni – e forze sociali – fortemente favorevoli. Anzi (accanto alla campagna informativa che l’Amministrazione sta attuando assieme a Hera, molto capillare, e che sta riscuotendo una grande partecipazione dei cittadini agli incontri) sarebbe stato bello che il Comune avesse coinvolto direttamente, nei mesi scorsi, le associazioni più interessate, che avrebbero potuto contribuire in prima persona all’opera di informazione e sensibilizzazione.

Non è scontato, per tutti, infatti, che la raccolta differenziata è un’esigenza forte, e persino ovvia, per la salvaguardia dell’ambiente, e in particolare per la sostenibilità del sistema di smaltimento dei rifiuti (Napoli e Palermo, purtroppo, insegnano); e non tutti sanno che il “porta a porta” è diffuso da anni in buona parte d’Italia: non più una sperimentazione avveniristica, ma un sistema abbondantemente rodato, anche in Emilia-Romagna e nella nostra provincia, dove pure Hera non è stata particolarmente rapida nell’introdurlo.

C’è infatti anche chi rimprovera all’amministrazione di arrivare “buoni ultimi”. Un richiamo non infondato: ma la maggiore esperienza accumulata in questi anni dal gestore dovrebbe garantire ai bazzanesi di essere più al riparo da possibili inghippi rispetto a chi – come la vicina Monteveglio – ha avuto l’onere e l’onore di sperimentare tra i primi il nuovo sistema. Chiaramente, ora vedremo come andranno le cose. Quel che è certo, finalmente Bazzano non subirà più l’“immigrazione clandestina” di rusco dovuta alla pessima usanza di alcuni di sfuggire alla raccolta differenziata portando il proprio pattume nei bidoni dei comuni vicini.

Un aspetto molto apprezzabile del libretto informativo di Hera è la “tracciabilità” del percorso del rusco bazzanese, con l’indicazione dei singoli impianti in cui questo viene riciclato. Una forma di trasparenza che – seppure non eliminerà tutti i dubbi di chi è contrario alla gestione del servizio da parte di Hera – consentirà di controllare più facilmente che il processo vada effettivamente a buon fine.

Quello che ancora ha da essere “tracciato”, invece, è il risparmio. Il libretto di Hera promette un risparmio sensibile “a medio termine”. Una promessa su cui l’amministrazione dovrà vigilare e pungolare Hera, di cui siamo pur sempre “soci”. Sperando almeno di evitare paradossi: in attesa paziente che il “medio termine” arrivi, risulterebbe quantomeno sgradevole trovarci in un “breve termine” di aumenti difficili da giustificare.

3 risposte a Il rusco 2.0

  1. Francesca scrive:

    Cerco di riassumere le mie opinioni.
    Intanto, rispondo subito al tuo ultimo argomento, ovvero quello dei costi.
    A breve termine, l’aumento ci sarà eccome: l’assessore alla riunione con il mio quartiere ha parlato di un aumento nel sistema PAP stimabile del 4%, sostenendo però che a medio termine sarà comunque un guadagno, perchè i comuni che non differenziano verranno tassati/multati (probabilmente).
    Ora, espongo un po’ i miei dubbi.
    Partendo dal presupposto che la differenziazione dei rifiuti è importantissima (cosa che in famiglia faccio già), sono un po’ scettica sul sistema PAP: ho visto in altre regioni (es. Trentino) come altri sistemi scelti funzionino comunque alla grande (cioè un’ottima percentuale di differenziazione).
    In ogni caso, visto che è stato scelto il sistema PAP, vorrei che si cercasse almeno di venire un po’ di più incontro alle esigenze degli utenti.
    In partiolare, non capisco perchè non dotino i condomini di bidoni anche per plastica e carta. Questi 2 materiali (indubbiamente i più ingombranti, io mediamente li butto ogni 3-4gg max) verranno raccolti solo ogni 15 gg… dove dovrebbero tenersi questi enormi sacchi d’immondizia le famiglie che vivono in appartamenti sempre più piccoli, magari senza neppure il terrazzo? non tutti possono portarli alla stazione ecologico a Monteveglio se necessario…
    Ho posto questa domanda anche all’assessore, mi è stato risposto che:
    1) i bidoni sarebbero un ingombro in strada –> falso, hanno lo stesso ingombro del bidone dell’indifferenziato, e considerando che si raccolgono in giorni diversi al differenziato l’ingombro non si sommerebbe
    2) ci vorrebbe qualcuno che li andasse a recuperare dopo il passaggio di Hera –> questo è vero, ma è vero come per il bidone dell’indifferenziato… se si trova una persona per questo, si potrà trovare anche una persona per quello (e sarebbe solo un giorno in più alla settimana)!
    Tralasciando anceh altri dubbi/incongruenze, concludo dicendo che quello che è parso a molti del mio quartire alla riunione di presentazione del progetto, è che il comune e Hera (anche dopo un lungo studio, non si può negarlo) hanno preso queste decisioni e non hanno alcuna intenzione di rimettersi in discussione.
    Francesca

  2. lucagrasselli scrive:

    Cara Francesca, grazie per il bel commento.
    Non so quanto il paragone col Trentino funzioni. Lì ci sono differenze culturali fin troppo evidenti (oltre a una conformazione urbanistica generalmente diversa).
    Sui dubbi che poni (e non sei la sola: direi che hai colto alcuni tra i punti più delicati) occorrerebbero paragoni con i luoghi dove il porta a porta è in vigore. Qualcuno dei comuni vicini ci può aiutare?

    E’ evidente che l’attuale campagna (benché esemplare nella sua capillarità) è informativa. Io stesso ho annotato che il Comune avrebbe potuto scegliere la via di una maggiore interazione coi cittadini. Questo però non avrebbe eliminato la necessità, alla fine, di prendere una decisione e di eliminare le alternative.

    Sarebbe importante che il Comune fosse disponibile, dopo un congruo periodo di rodaggio (sei mesi? un anno?), a fare una valutazione dell’andamento del servizio e a correggere insieme ad Hera le eventuali disfunzioni.

  3. Xandré scrive:

    Aggiungo pure io tante perplessità, quelle che mi vengono in mente a “caldo”.

    Credo che deve entrare nella mentalità di tutti la raccolta differenziata non un hobby dei più fanatici e neppure un costo di tempo ed economico per i cittadini che subiscono la disorganizzazione non solo delle istituzioni ma anche da chi mette sul mercato i prodotti.

    Con questo voglio ribadire che il cittadino è lasciato in balia dei rifiuti perché:

    – deve pagare più tasse
    – è male informato su come differenziare
    – è poco informato sull’utilità della differenziazione

    Le ditte che ritirano il differenziato:

    – spesso chi ci lavora non aiuta o non si interessa o non sa l’utilità del proprio lavoro
    – come nella maggior parte delle ditte private cercano solo l’utile che va ai dirigenti (Dovrebbe essere gestito da coop. sociali e non SpA)

    Tutti gli esercizi commerciali e le ditte che producono:

    – dovrebbero immettere sul mercato prodotti con il minor imballaggio possibile
    – imballaggi riciclabili
    – azzardo: ritirare gli imballaggi

    Infine credo che si dovrebbe cercare di creare un circolo virtuoso. Si può realizzare questo anche creando ditte in zona che trattano il materiale da riciclare a cui fanno riferimento ditte e enti comunali.

    Sono rimasto impressionato da un servizio in onda su RaiTre (una delle poche ormai che fa informazione) che presentava la raccolta differenziata a Berlino. Ebbene dopo alcuni anni si è eliminato (!) l’indifferenziato e chiuso l’inceneritore.

    Noi italiani dobbiamo ancora imparare molto, prima di tutto mentalità !

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