La vita e la morte in ladino


Per un appassionato di minoranze linguistiche come me, la Val Gardena rappresenta un caso particolare. L’uso molto rigoroso del trilinguismo (italiano, tedesco, ladino) nella cartellonistica stradale, sugli edifici comunali e in generale nei pubblici avvisi, ma anche la diffusa presenza di nomi ladini nelle insegne, sulle pareti delle case, eccetera – che sarebbero elementi già del tutto degni di nota – si somma al forte uso delle lingue straniere tipico delle località turistiche (soprattutto l’inglese e il francese, ma non solo: la presenza qua e là, per esempio, del russo racconta probabilmente un forte aumento del turismo dai paesi dell’Est).

Sembra percepire che la grande e cordiale volontà di apertura verso i turisti – quella stessa che ha portato alla crescita degli alberghi, degli chalet, degli impianti di risalita, ecc. – cerca di coniugarsi, nell’animo dei valligiani come nei progetti delle autorità locali, con la difesa rigorosa delle tradizioni e dell’identità propria dei luoghi, prima di tutto nella sua pluralità di componenti etniche.
Con quale successo? S’insinua il sospetto che questo trilinguismo apparentemente perfetto sia, quantomeno per il ladino, un’operazione a un tempo ideologica e folcloristica: un volersi sentire – e farsi percepire – “sempre gli stessi”, mentre si è invasi da migliaia di turisti e dai soldi che portano, mentre le case e gli alberghi, sia pure “in stile”, continuano a moltiplicarsi.

Poi però accade di vedere, messo da poco a fianco all’entrata della chiesa di Selva, l’avviso della morte di Walter Nones. Poche parole, dignitose, sobrie. Aperte da un “L vegn fat a saer”, che sarebbe un “si rende noto” ma porta ancora il sapore del banditore di paese. E nel testo il nome di un monte sconosciuto dell’Himalaya, che ci metti un po’ a distinguerlo dalle altre parole. Perché nell’era della globalizzazione può accadere che uno scalatore muoia all’altro capo del mondo, e pochissime ore dopo, al suo paese – ma la moglie l’ha già scritto sul blog, digitando dal silenzio di una di queste perfette case tirolesi – lo sappiano così, nel crepuscolo, da una scritta in ladino.

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