Le feste, il rischio


A Bazzano il sindaco Rigillo ha disposto, nonostante le forti pressioni in senso contrario, che oggi, per la festa del Primo Maggio, non si tenga il mercato del sabato. Eppure mai come quest’anno, in questa ricorrenza, troppi rischiano di dividersi tra chi non ha la festa – perché costretto, o comunque indotto, a tenere aperto un qualche tipo di esercizio o di attività – e chi non ha il lavoro. E il Primo Maggio rischia di passare direttamente da una retorica ormai disusata e stanca alla drammatica consapevolezza della precarietà di ciò che celebra e rappresenta.

Anche la festa della Liberazione si è svolta sotto luci contrastanti nelle nostre contrade. I classici cartelli tricolori “W la Resistenza” sono stati strappati sistematicamente da quasi tutte le strade di Bazzano: se avevamo la tentazione di considerarli un orpello del tempo andato, destinato a stingere per tutta l’estate incollato agli alberi e ai lampioni (ma a dire il vero adesso esiste anche un gruppo su Facebook), ora sappiamo che quelle bandiere, e quelle scritte, non sono poi così innocue e obsolete per tutti. Se in più di settecento, in grande maggioranza giovani, hanno partecipato giovedì 22 a Crespellano al concerto “resistenziale” dei Modena City Ramblers (e dei locali Drunk Butchers, particolarmente tonici), a Bazzano il tradizionale corteo bandistico pomeridiano del 25 aprile ha sfilato – almeno fino alla piazza – malinconicamente deserto. Quello “istituzionale” della mattina, invece, dopo la messa dedicata ai caduti, è stato impreziosito in particolare dal coraggioso lavoro di studenti e insegnanti delle elementari: ricordare con nomi, storie e foto i partigiani bazzanesi, ed esibirsi in canti d’epoca non sempre noti a tutti, non può essere considerata un’operazione scontata, ma un modo forse ingenuo – e a suo modo impavido, nonché dotato di una sua forza imprevista – per tramandare una memoria condivisa.

Perché anche le feste – quelle civili come quelle religiose – sono come l’aria. Ci passiamo attraverso come niente fosse, ricordiamo l’importanza di ciò che significano solo quando rischiamo di perderlo. Finché siamo in tempo, riempiamocene i polmoni.

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