Breaking news – Retata a Bazzano?

15 maggio 2010

Ci informano che un’operazione di polizia è scattata a Bazzano poco più di mezz’ora fa nell’area della vecchia autostazione, già oggetto in passato di analoghi accadimenti. Si parla di tre macchine dei Carabinieri ferme sulla rotonda all’incrocio tra via Carducci  e la Bazzanese, in prossimità del locale “Loto Rosso”, mentre altre due arrivavano a sirene spiegate. Ci premureremo di riportare eventuali ulteriori particolari e sviluppi.


L’auto medica… la politica

15 maggio 2010

Bazzano ha l’auto medica. Dopo mesi di discussione e di polemica, la notizia fa fibrillare tutta la comunicazione politica bazzanese. Arriva rombando sulle ali del volantino della coalizione di governo, che rifila un “buco” clamoroso al secondo numero del Tavò (patinato, colorato, ricco di fotine) di Civicamente Bazzano, appena uscito con la richiesta dell’auto medica in bella vista in prima pagina. Ma con un colpo di coda il sito di CB “brucia” a sua volta il volantino, rilanciando già alle nove di stamattina l’articolo del numero odierno de “L’informazione”, che cita una nota dell’Ausl.

Alla fine, insomma, questo round se l’aggiudica la compassata comunicazione giornalistica tradizionale (ben scavato, vecchia talpa).

Ciò a parte, se il PD e l’IDV hanno buon gioco a osservare che è nel “luogo istituzionale che i sindaci ed i loro partiti hanno tradotto un bisogno in un risultato concreto… al di là della sfiducia che indiscriminatamente viene riposta dagli atteggiamenti dell’antipolitica”, Civicamente Bazzano rivendica il merito di avere posto con forza l’attenzione sul problema (le settimane scorse anche con una raccolta di firme) chiedendosi ironicamente: “quello che sembrava inottenibile in pochissimo tempo è stato ottenuto – chissà come mai”. Probabile che al dibattito si uniscano presto le voci di Nuova Bazzano e di Sinistra per Bazzano, da tempo impegnate nel più aspro dissenso verso la gestione dell’ospedale.

Ma al di là dei modi e dei toni – e, vien da dire, dei riti – della politica e dell’accaparramento dei meriti, in cui il tradizionale balletto maggioranza/opposizione si arricchisce di variabili in apparenza nuove, ma in realtà già sentite (“partiti/civismo”, “istituzioni/cittadini”… in prevedibile ribasso “sinistra/destra”), resta il fatto che dai prossimi mesi Bazzano avrà l’auto medica. E che quando si riesce a ricondurre la discussione politica sui bisogni concreti delle persone, anche le polemiche e le schermaglie ideologiche, alla fine, devono lasciare il passo alla ricerca vera dei risultati. E i risultati si vedono.


Alcune proposte per il PD di Bazzano

10 maggio 2010

Per ritrovare la passione per la politica

Il Partito Democratico di Bazzano deve vivere.
Non può ridursi a un comitato elettorale. Non può limitarsi alla rendita di posizione. Non può rinunciare a interpretare e rappresentare parti fondamentali della società bazzanese.
Senza perdersi nella nostalgia del passato o in un’attesa inerte del futuro, dev’essere uno strumento vivo per raccogliere ed esprimere i bisogni e le speranze, le energie e le esperienze delle donne e degli uomini della comunità di Bazzano e tradurli, col contributo di tutti, in un’azione politica di largo respiro.

Per favorire la discussione in vista del prossimo congresso ho fissato alcuni punti che ritengo importanti – ma che non vogliono essere esaustivi – per la vita del nostro partito a Bazzano.

1)     Il circolo deve diventare la sede del confronto e del dibattito necessario – anche a Bazzano –  per dare vita, finalmente, alla cultura politica del PD, per ritrovare la passione della politica basandoci sulle radici, sulle esperienze e sui valori del passato per dare risposte ai bisogni di oggi e tracciare una prospettiva per la società del futuro. Occorre discutere e prendere posizione sulle questioni che ci interpellano. Il PD di Bazzano deve offrire – anche esprimendosi attivamente –  il proprio piccolo ma importante contributo al dibattito politico provinciale e nazionale.

2)      La segreteria dev’essere snella per svolgere con grande rapidità la propria funzione esecutiva e organizzativa e prendere le decisioni politiche immediate. I membri devono avere incarichi ben definiti ed essere in grado di consultarsi anche via telefono e/o e-mail.

3)      Il coordinamento, in quanto organo rappresentativo che stabilisce l’indirizzo politico – sulla base del quale si svolge il lavoro della segreteria – dev’essere convocato con frequenza e con un preciso ordine del giorno, in modo da favorire l’ordinato dibattito.

4)      L’assemblea è lo strumento per coinvolgere tutta la base del partito – iscritti, elettori e simpatizzanti -: va valorizzato, e quindi convocato (anche contestualmente al coordinamento) non solo nelle occasioni elettorali interne ed esterne ma anche per pronunciarsi sugli snodi politici di grande rilevanza.

5)      Occorre attivare immediatamente tre forum permanenti, indicativamente: a) Urbanistica, territorio, ambiente; b) Lavoro ed economia; c) Politiche sociali e sanità.  I forum devono essere luoghi fondamentali di partecipazione ed elaborazione politica e tracciare le linee dell’azione del PD locale sui temi indicati. Sono lo strumento per raccogliere e valorizzare le competenze, le esperienze e gli interessi delle persone, nell’apertura alla società civile, alle associazioni sindacali e di categoria e al vasto mondo dell’associazionismo e del volontariato locale, e anche per dialogare in modo continuo e concreto con le altre forze che si oppongono al centrodestra. Devono rapportarsi agli analoghi organismi di zona e provinciali e possono coordinare l’organizzazione di eventi tematici aperti e incontri con le associazioni e con la cittadinanza. Su richiesta di un numero adeguato di membri del coordinamento o di iscritti, potranno essere attivati altri forum tematici.

6)      È necessaria una rinnovata attenzione ai giovani e agli adolescenti, sia con un paziente lavoro di coinvolgimento nelle attività e negli organi del partito, sia anche mediante l’attivazione di una sezione locale di Giovani Democratici e con l’organizzazione di campagne di tesseramento ed eventi mirati.

7)       Occorre costituire: a) referenti locali nelle varie aree del territorio di Bazzano, con funzioni organizzative ma anche politiche; b) referenti tematici e di categoria. I referenti devono mantenersi in rapporto con i forum e con gli altri organi.

8 )      La rete di strumenti comunicativi (sito, giornalino, bacheche, volantini, rapporti con la stampa) va migliorata creando un’unità operativa efficace in raccordo con la segreteria. Tali strumenti devono favorire il dibattito nel partito e nell’opinione pubblica.

9)      Bisogna rafforzare il ruolo del PD di Bazzano mediante la partecipazione agli organi sovracomunali di partito, che devono essere maggiormente attivi e politicamente più incisivi.

10)  Il rapporto con l’amministrazione dev’essere leale e attivo: occorre che il PD recuperi l’indispensabile capacità di ascolto, raccolta ed espressione dei bisogni della comunità per poter meglio svolgere le proprie funzioni di indirizzo politico sui temi rilevanti, verifica del rispetto degli obiettivi del programma e programmazione politica di lungo periodo.


Le feste, il rischio

1 maggio 2010

A Bazzano il sindaco Rigillo ha disposto, nonostante le forti pressioni in senso contrario, che oggi, per la festa del Primo Maggio, non si tenga il mercato del sabato. Eppure mai come quest’anno, in questa ricorrenza, troppi rischiano di dividersi tra chi non ha la festa – perché costretto, o comunque indotto, a tenere aperto un qualche tipo di esercizio o di attività – e chi non ha il lavoro. E il Primo Maggio rischia di passare direttamente da una retorica ormai disusata e stanca alla drammatica consapevolezza della precarietà di ciò che celebra e rappresenta.

Anche la festa della Liberazione si è svolta sotto luci contrastanti nelle nostre contrade. I classici cartelli tricolori “W la Resistenza” sono stati strappati sistematicamente da quasi tutte le strade di Bazzano: se avevamo la tentazione di considerarli un orpello del tempo andato, destinato a stingere per tutta l’estate incollato agli alberi e ai lampioni (ma a dire il vero adesso esiste anche un gruppo su Facebook), ora sappiamo che quelle bandiere, e quelle scritte, non sono poi così innocue e obsolete per tutti. Se in più di settecento, in grande maggioranza giovani, hanno partecipato giovedì 22 a Crespellano al concerto “resistenziale” dei Modena City Ramblers (e dei locali Drunk Butchers, particolarmente tonici), a Bazzano il tradizionale corteo bandistico pomeridiano del 25 aprile ha sfilato – almeno fino alla piazza – malinconicamente deserto. Quello “istituzionale” della mattina, invece, dopo la messa dedicata ai caduti, è stato impreziosito in particolare dal coraggioso lavoro di studenti e insegnanti delle elementari: ricordare con nomi, storie e foto i partigiani bazzanesi, ed esibirsi in canti d’epoca non sempre noti a tutti, non può essere considerata un’operazione scontata, ma un modo forse ingenuo – e a suo modo impavido, nonché dotato di una sua forza imprevista – per tramandare una memoria condivisa.

Perché anche le feste – quelle civili come quelle religiose – sono come l’aria. Ci passiamo attraverso come niente fosse, ricordiamo l’importanza di ciò che significano solo quando rischiamo di perderlo. Finché siamo in tempo, riempiamocene i polmoni.


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