Per non fare un buco nell’acqua. Due strategie che devono convergere (e intanto firma anche tu!)


 

L’obiettivo è unico: la lotta contro la privatizzazione obbligatoria dell’acqua introdotta dal decreto Ronchi, che fissa la quota massima pubblica al 30%. Il riferimento simbolico è duplice, a cavallo tra la Giornata della Terra e la Festa della Liberazione.
Anche la tattica è doppia: un referendum abrogativo, da una parte, e un’iniziativa di legge che sarà presentata in Parlamento ma anche supportata da una grande raccolta di firme. Il primo lo presenta una variegata serie di sigle e di associazioni, dai partiti della sinistra radicale fino alla Conferenza degli istituti missionari, dalle ACLI all’ARCI, da Libera a Legambiente, dai grillini all’Unità, dalla CGIL (con qualche distinguo) al WWF; della seconda – annunciata in conferenza stampa giusto ieri  –  è titolare in proprio il PD. Due raccolte di firme creeranno confusione o potrebbero rafforzarsi l’un l’altra? E più in generale, è il caso di parlare di concorrenza e di contrapposizione o di plurale ricchezza di approcci?

Il PD – che pure si professa vicino al movimento referendario, e “guarda con simpatia” alla mobilitazione contro il provvedimento del governo – afferma che “il referendum non basta”, sia per l’impostazione “unicamente abrogativa” e quindi “non costruttiva”, sia perché lo strumento referendario, negli ultimi anni, appare sempre di più un’arma spuntata. I promotori del referendum, invece, ritengono che “con l’attuale maggioranza parlamentare” l’abrogazione dei quesiti per via referendaria sia l’unica via possibile “in chiave riformista”.

In realtà, sullo sfondo – ma non troppo – ci sono anche divergenze importanti di contenuto: i referendari sono per una gestione pubblica efficiente ma tenuta lontana dalla logica del profitto, come un servizio “privo di rilevanza economica” ed estraneo a logiche tariffarie;  il PD non chiude la porta al servizio integrato, mettendo in primo piano una forte regolamentazione pubblica, che eviti monopoli privati ed esalti il ruolo di regioni ed enti locali, e al contempo la necessità di criteri industriali per favorire le economie di scala e ridurre gli sprechi, mentre una “tariffa come corrispettivo del servizio idrico integrato” consentirebbe di applicare sia tariffe sociali per le fasce deboli, sia una tariffa di incentivo del risparmio idrico. Due prospettive dalle conseguenze ben diverse, specialmente nell’ottica delle multiutilities di settore (una per tutte: l’emiliana Hera – ma vicino alle ultime elezioni regionali hanno tenuto banco anche progetti, sospetti e appetiti sulla sorte dell’Acquedotto pugliese).

La possibilità di un’azione comune, quindi, è soltanto una pia illusione, un velo di cortesia istituzionale, dietro cui si celano due punti di arrivo radicalmente differenti? Probabilmente – se non ci si addentra nella strada di reciproche preclusioni ideologiche e ci si concentra sugli obiettivi concreti – si può percorrere insieme parecchia strada.
Per una “piattaforma” condivisa, non è sufficiente la lotta per mantenere e anzi recuperare il controllo sulla gestione dell’acqua da parte della comunità dei cittadini e delle comunità locali? lo sforzo contro gli sprechi e per investimenti strutturali adeguati? l’impegno per garantire a tutti l’acqua e per favorirne un consumo sobrio e responsabile, nel rispetto dell’ambiente e delle generazioni future?
La criticità di alcuni aspetti del comportamento di aziende come Hera non può essere negata. Ma Hera (che del resto in virtù del patto di sindacato conserva la maggioranza pubblica, cresciuta anzi ultimamente al 62% grazie all’efficacia dell’aumento di capitale riservato a enti pubblici) nasce nel 2002: ben prima dei provvedimenti oggetto del referendum! Mentre problemi come – ad esempio – il ridotto potere contrattuale dei piccoli comuni, con tutto quanto ne consegue, erano ben presenti anche quando il gestore era l'”azienda speciale” A.co.ser.
Più in generale, allo stato attuale delle cose, laddove sono già operative multiutilities a maggioranza pubblica, la battaglia vera da combattere non è forse quella di non arretrare sulla composizione del capitale azionario di controllo, e al tempo stesso di far pendere la bilancia della loro azione sempre più in direzione dell’interesse pubblico – cioè degli enti locali, dei cittadini, dell’ambiente? E questa sfida non può trovare unito il centrosinistra italiano ed emiliano?

In ogni caso, anche a Bazzano iniziano i banchetti per la raccolta di firme sul referendum. Sogno la firma di mille bazzanesi in difesa dell’acqua pubblica, mi è stato detto che sono un utopista, dimostratemi che sono stato anche troppo prudente.

10 risposte a Per non fare un buco nell’acqua. Due strategie che devono convergere (e intanto firma anche tu!)

  1. Sauro scrive:

    Caro Luca,noi dobbiamo rispondere ad una domanda.
    Come è possibile realizzare in tutte le regioni italiane reti ed impianti efficienti in grado di servire tutti i cittadini nel rispetto della risorsa acqua e con tariffe eque?La risposta è fare adeguati investimenti (stimati 60 mld), avendo il massimo di efficienza e di contenimento dei costi ordinari.
    Credo che non si possano fare scelte con le pregiudiziali ideologiche per cui tutto quello che è pubblico è inefficiente oppure tutto ciò che è privato è rapina.
    Ancora una volta c’è la necessità di avere soggetti pubblici istituzionali capaci di governare, programmare e controllare per il bene comune.Il decreto legge Ronchi, non elimina i monopoli ma vuole trasformarli in privati o misti dove in ogni caso al privato è affidato il ruolo di guida. Questo è inaccettabile e privo di ogni logica e che non mette al centro i diritti dei cittadini sanciti dalle leggi e dalla Costituzione.

  2. GOCCE scrive:

    A mio avviso la via scelta dal PD ancora una volta è un po’velleitaria. Perché il Parlamento è “sotto padrone”, come ha denunciato lo stesso Presidente della Camera e in Parlamento l’opposizione non la spunta. Facciamo il referendun abrogativo e poi, quando avremo i numeri in Parlamento, facciamo le leggi con criteri di trasparenza e di realismo.
    Perché parlo di trasparenza? Perché Hera e soggetti similari non sono il massimo… E’ vero che c’è bisogno di investimenti privati, ma c’è insieme “la necessità di avere soggetti pubblici istituzionali capaci di governare, programmare e controllare per il bene comune”, come dice giustamente Sauro. Ora questi soggetti pubblici ancora non li abbiamo, neanche in Emilia Romagna, come la vicenza Hera insegna.
    Quindi, direi, firmiamo per il referendum, facciamo banchetti per la raccolta firme PER IL REFERENDUM ABROGATIVO. O no?

  3. Leda scrive:

    Ricordo che sono state depositate presso gli uffici comunali le schede per la raccolta firme (Bazzano, Crespellano, Monteveglio, Castello di Serravalle). Quindi vi chiedo di divulgare questa informazione in modo capillare e di collaborare alla raccolta firme. Ricordo anche che i banchetti sono ESCLUSIVAMENTE caratterizzati dai simboli e manifesti del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, senza simboli partitici o di liste civiche, perchè questa è una battaglia per tutti e di tutti, perchè l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale.
    grazie
    Leda

  4. Cappellaio matto scrive:

    Ricordiamoci che proprio esponenti “importanti” del PD o comunque di quello che fu il “centrosinistra” sono stati e lo sono tuttora a favore della privatizzazione. Il che è veramente scandaloso. A maggior ragione (ma le ragioni sono anche ben più elevate) i banchetti di raccolta delle firme devono essere privi di simboli partitici e affini. Se si vedesse una bandiera del PD, dell’IDV o di altri, si sminuirebbe il tutto a una mera e noiosa propaganda politica. L’acqua esula dalla politica, per fortuna. E la politica farebbe meglio a non farne una bandiera.

  5. lucagrasselli scrive:

    La politica è proprio (o dovrebbe essere) la preoccupazione per ciò che è di tutti: se c’è un tema “politico” come pochi è proprio questa battaglia per l’acqua. E’ affrontando questi temi che la “politica” smette di diventare una parolaccia e ritorna a essere una parola alta, bella, nobile come dovrebbe essere.
    Proprio per questo voglio che i partiti – a cominciare dal mio -, insieme ai sindacati e alle forze della società civile, si prendano le proprie responsabilità e si schierino in modo chiaro in una battaglia che – come giustamente dite – dev’essere di tutti e senza simboli.

  6. Cappellaio matto scrive:

    Definire la battaglia per l’acqua un tema “politico” è una bestemmia. L’acqua non è politica, non è merce. L’acqua non doveva essere trattata dai partiti come una cosa di loro competenza, su cui scannarsi per accappararsi voti. L’acqua doveva essere super partes, e invece è finita nel gioco del mercato.

  7. lucagrasselli scrive:

    Penso che dovremmo reagire a questa tentazione di considerare la politica come una cosa “sporca”.

    Tutto quello che stiamo scrivendo qui è “politica”, nel senso più alto del termine: occuparsi della cosa pubblica, del bene comune! A prescindere dal fatto di appartenere o meno a un partito, e a prescindere dalle critiche che si possano fare a un partito, o ai partiti in genere. I partiti, le liste civiche, i movimenti, eccetera sono gli strumenti per occuparsi dei temi che ci stanno a cuore, cioè per fare politica. Critichiamo questi strumenti, critichiamo il modo in cui vengono usati: ma non critichiamo la politica in sé. Criticare la politica, disprezzarla, è il modo per lasciarla ai peggiori.

  8. Leda scrive:

    Le polemiche non servono, serve l’azione e il raggiungimento di obiettivi “alti” come questo dell’acqua. Abbiamo bisogno di tutti, della buona volontà di tutti, quindi rimbocchiamoci le maniche e organizziamo banchetti
    leda

  9. Simone Rimondi scrive:

    Presente Leda🙂 ho 90 giorni di fuoco (come autenticatore delle firme) per causa tua…uahauhuah

    Grande Leda!!!

  10. alice scrive:

    grandi, le vostre(o meglio,nostre,facciamo collettive..!)cause sono sempre di alto livello ed eticamente rigorose. Sono questioni grandi, possono far un pò paura, ma voi continuate a sollevarle..io vi firmo tutto!!siete troppo tosti!!bellaaa

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