Ballata del Potomac


 

Siamo topi in una scatola
nella stiva del Titanic
il palinsesto è ghiaccio e fuoco
la fine è echi di polvere
colore del croco
e io vorrei baciarti, bel giovane
ma non ti lasci fare
e io vorrei impiccarti
ma non ti lasci salvare

Siamo topi in una scatola
sulla riva del Potomac
c’è l’aquila che arriva
ha due teste, una buona e una cattiva
le brillano gli artigli
se per paura ti scansi
battezzerà i tuoi figli

Siamo topi in una scatola
sulle mura di Sodoma
qualcuno scappa sulle colline
tra Monteveglio e Loiano
ma i pozzi sono veleno
c’è l’overbooking per il Paradiso
è tutto pieno

Siamo topi in una scatola
nella caldera di piazza Maggiore
nei solai i fucili dei partigiani
esplodono per il calore
una ragazza legge un libro bianco
e canta una canzone
qualcuno sul terrazzo suona la cetra
in erezione

7 risposte a Ballata del Potomac

  1. Hagakure scrive:

    E finalmente una bella poesia di Gras. Dura ed epica per giunta. E mi viene da pensare alle notti terribili di questo inverno e alla forza della bestia vestita di gelo e oscurità che vive nel bosco. E aspetto che Omero e Dante ruggiscano di nuovo tra le fronde pietrificate dal ghiaccio.

    Bentornato, poeta.

  2. lucagrasselli scrive:

    Grazie, troppo buono. Ma forse sono più belle le righe che hai scritto tu🙂

  3. Gocce scrive:

    Mi sa che questa è epica più politica che atmosferica! I topi nella scatola non sono forse tutti i membri, iscritti, attivisti, simpatizzanti del PD? E Potomak sta per fiume Samoggia o fiume Reno?
    Complimenti, ad ogni modo, per la volontà di uscirne (dalle scatole!) con la forza disperata della poesia e dell’amore.

  4. Dexter scrive:

    Poesia visionaria, ricca di simbolismi, maudit e misteriosa. Addirittura angosciante e inafferrabile.
    Mi domando se nei versi finali ci sia un barlume di speranza (quella “cetra in erezione” evoca poesia, vita e anche erotismo) o sia anch’essa una immagine di disperazione: l’Amore è seduto sopra il cranio dell’umanità.

  5. lucagrasselli scrive:

    Caro Dexter, a essere “in erezione” non è “la cetra”, ma il “qualcuno” che la suona. Il barlume di speranza c’è, ma non in quel paio di versi. A Gocce dico invece che le poesie non possono essere (solo) allegorie, se vogliono davvero essere poesie (vero è che questa è una ballata). A entrambi un grazie sincero per l’attenzione e per i complimenti.

  6. Cappellaio matto scrive:

    Ebbravo Gras!

  7. lucagrasselli scrive:

    Eggrazie (e bentrovato/a) Cappellaio!

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