La Caritas al tempo della crisi


 

Nelle scorse settimane gli operatori Caritas di Bazzano erano in pieno fermento: alle attività che li impegnano regolarmente – colloqui con le persone da assistere, raccolta dei vestiti, distribuzione di generi alimentari,  riunioni… – si era aggiunta l’incombenza – e il relativo fervore – di un vero e proprio trasloco.
Il Banco Alimentare e il Punto Caritas di Bazzano, infatti, si sono appena trasferiti dalla precedente sede in via Circonvallazione nord al nuovo edificio (l’ex-“capannone dell’acqua minerale”) in via Circonvallazione sud, ottenuto in comodato gratuito grazie alla generosità della famiglia Cerè.

Il nuovo edificio dovrebbe consentire una migliore organizzazione dell’attività del Banco Alimentare e una sede più confortevole per le attività “di ascolto”, in grande incremento negli ultimi mesi per l’imperversare della crisi economica.

Le cifre, infatti, parlano da sole: si registra un aumento dei gruppi familiari assistiti da 20-25 a 30-35 circa ogni sabato (che significa un aumento del numero totale di persone assistite ogni settimana da circa 90 fino a circa 140).
La maggior parte degli assistiti restano cittadini extracomunitari. L’aspetto più preoccupante è che, ora, gli interventi non riguardano più, in gran parte, gli immigrati dalla posizione più precaria, giunti da poco tempo in Italia e con difficoltà a trovare casa e lavoro. Ormai, ad essere gravemente aggredita dalla crisi è una larga fascia degli immigrati presenti sul territorio da parecchi anni, e che – insieme a un lavoro regolare e stabile – erano riusciti a mettere insieme anche una casa decente, facendo arrivare in moltissimi casi la loro famiglia. Tutte conquiste – e passi avanti nell’integrazione – che vengono sempre più messe in discussione dalla crisi, che rischia di creare aree estese di povertà “di ritorno”, e conseguente emarginazione e precarietà sociale. Un rischio da cui non sono immuni neanche i cittadini italiani, che sempre più spesso bussano alle porte della Caritas in cerca di un aiuto.

Ma quali sono le risorse – in tempi in cui gran parte della popolazione fa i conti con la nuova situazione economica – con cui la Caritas di Bazzano cerca di intervenire per fare fronte a queste esigenze, sempre più impellenti e macroscopiche? 
Anzitutto, la distribuzione di generi alimentari mediante i rifornimenti che giungono attraverso la benemerita Fondazione Banco Alimentare, dalla sede di Imola (sabato 28 novembre anche a Bazzano ci sarà l’annuale Giornata della Colletta Alimentare presso gli esercizi di grande distribuzione). Poi, la distribuzione di vestiti e altri oggetti usati utili (passeggini e carrozzine, giocattoli, mobili ed elettrodomestici). Infine, gli aiuti in denaro, attingendo alle somme che la Caritas ha a disposizione e che vengono raccolte facendo appello alla carità cristiana e alla sensibilità umana dei bazzanesi.
Tutti gli interventi – salvo i casi urgenti di primissima necessità – vengono decisi dopo colloqui con le persone richiedenti, previa un’attenta valutazione dei casi, per poter distribuire al meglio le spesso scarse risorse.

La Diocesi di Bologna, che da inizio anno ha attivato un Fondo di solidarietà per fare fronte alla crescente emergenza sociale, ha recentemente assegnato per la terza volta consecutiva alla Caritas di Bazzano l’intera somma da essa richiesta – e purtroppo è una cifra in progressiva crescita – per far fronte a un certo numero di gravi e documentate necessità. Questo atto rappresenta un importante riconoscimento – non il primo – dell’impegno e della competenza degli operatori Caritas di Bazzano nel riconoscere i bisogni del territorio e nel programmare gli interventi per un’efficace risposta. Senza clamori e proclami, nella tenacia di un lavoro quotidiano tutt’altro che facile.

Una risposta a La Caritas al tempo della crisi

  1. Buana Mtoto scrive:

    Grazie Luca per questo post. E’ utile e bello scrivere quello che si fa di bene nel nostro paese.

    Basta un piccolo contributo per aiutare le persone più bisognose e ce ne sono tante!

    Oggi l’extra comunitario (come me) è sempre malvisto … eppure non deve essere così perché siamo tutti fratelli di una grande famiglia e Dio non fa distinzione di pelle, cultura, razza e religione ma guarda il cuore di ciascuno!

    In questo messaggio che vuol essere un appello a tutte le persone di buona volontà a collaborare con la Caritas.
    In Italia infatti c’è molto spreco di cibo nelle famiglie e anche nel mercato agro-alimentare. Ma quanto costa darlo in beneficienza? Ecco che entrano in gioco i volontari! Anche se credo che sia la mentalità delle persone più abbienti avere sempre “il tarlo” in testa: “c’è sempre qualcuno che ha fame e mangerebbe anche la buccia di banana che butto via”.

    Aggiungo anche che la solidarietà fa felici, giuste (che praticano la vera giustizia in un mondo ingiusto) e sante le persone perché:

    “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna». Vangelo di Matteo 25,31-46

    scusate l’intrusione …

    B.M.

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