Santi poeti navigatori


Buon viaggio, Alda, che sei partita il primo di novembre. Ti sei scrollata di dosso uno di quei gran soprabiti vecchi che pure amavi portare, come a non far vedere a noi veramente poveri, veramente pazzi, la tua persona luminosa.
Ora che pianti in faccia a Dio i tuoi occhi d’innamorata, ricordati di noi, che anche qui ci vedevamo molto meno di te.

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11 Responses to Santi poeti navigatori

  1. Nick Name ha detto:

    Nick ama la poesia,
    anche se in fondo non sa cosa sia

    Nick ama la poesia,
    ma la poesia di Alda gli manca …

    Grazie … comunque sia
    anche ora … che sei via

    Alda

  2. stefano ha detto:

    Ben detto. Ci consigli un suo libro?
    Ciao
    S.

  3. Nick Name ha detto:

    Con parole mie … cerco di spiegare cos’è la poesia, anche se Alda lo avrebbe espresso meglio di me: impresa ardua la mia!

    Il migliore contatto con la verità è la poesia.
    E’ il modo più profondo di penetrare la realtà.
    C’è una sfera non dicibile della realtà
    che solo il verso può dire,
    appunto perché non la esprime in termini espliciti,
    ma con allusioni e analogie,
    dando forma così all’esperienza più vera:
    l’esperienza del cuore.
    Questa è un’attività autenticamente contemplativa.

    Nick in ricordo di Alda

  4. alice ha detto:

    Nick e Willy Wonka son la stessa persona???dai nick..svelati un pò..!!

  5. Nick Name ha detto:

    Non conosco un tale che si fa chiamare Willy Wonka, anche se ne apprezzzo le sue qualità.
    Fate pure il toto-personaggio, io intanto metto il burqa !
    :-;

  6. lucagrasselli ha detto:

    Nick… non posso svelare chi sei (anche se mi piacerebbe!)… però non dire balle… 😀

  7. alice ha detto:

    gran bel link.mi son commossa cavoloo..!ci sono persone che hanno una Grazia davvero immansa, e la emanano donando anche a noi il rinnovato sospetto che chi cerca (Lo) trova..

    ovviamente non sto alludendo a nick wonka..!!
    bellaaaaaaa

  8. holdenC ha detto:

    nessuno sa vivere già su questa terra vicino a Dio quanto quelli che chiamano matti

  9. Hagakure ha detto:

    Ok, viva Alda Merini, ma ci andrei piano con l’apologia dei matti come categoria assoluta. Ci sono anche quelli violenti, paranoici e vendica(t)tivi. Poi che Dio sia più vicino a loro a causa della loro infermità sono d’accordo, ma che siano tutti dei “folli di Dio” ho i miei dubbi.

  10. lucagrasselli ha detto:

    Hagakure, bentrovato.
    La malattia mentale è una cosa seria, e le edulcorazioni romantiche rischiano di essere solo l’altra faccia di una realtà fatta di pregiudizio, discriminazione e tuttalpiù benevola indifferenza, quando queste persone hanno bisogno di attenzione – clinica e umana – e ascolto. Ogni generalizzazione, comunque, è assai difficile. Resta vero che, a mio modo di vedere, in ogni cosa anomala, fuori dalle righe e dagli schemi, e magari sgradevole e sgradita, Dio a un tempo si vela e si rivela. E tu pensa al “matto” come kenosi di Dio, e ti verrà in mente precisamente Alda Merini.

    (Stefano, ti devo ancora un consiglio di lettura. Non ho mica letto tutto, di Alda Merini, quindi prendilo come viene, soprattutto perché è una scelta molto personale e non vuole essere particolarmente rappresentativa della produzione di Alda: a me è rimasto molto impresso Corpo d’amore. Un incontro con Gesù, Frassinelli, 2002.)

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