Dando i numeri


 

I risultati della riunione di circolo di lunedì a Bazzano per il congresso del PD sono stati questi:

Per il segretario nazionale:
Bersani 140 Franceschini 16 Marino 21 nulle 1
Per il segretario regionale:
Bonaccini 122 Bastico 30 Casadei 22 bianche 4.

Si tratta di una fortissima affermazione di Bersani, che sfiora l’80% dei voti, e di Bonaccini (che si ferma peraltro al 70%): viene premiato il grande lavoro del comitato locale – in tutta la Valle del Samoggia – in sostegno alle due mozioni. Interessante anche il risultato di Marino (quasi il 12%, poco di più per Casadei), grazie all’impegno del promotore bazzanese – Vincenzo Di Grazia – e ad alcuni esponenti storici del partito che si sono schierati con questa mozione, che a Bazzano riesce ad arrivare seconda. Esito molto deludente, invece, per Franceschini, che sconta una certa inattività dei supporters locali e arriva appena al 9%; decisamente migliore il risultato della Bastico, che raggiunge il 17%.

La partecipazione è stata di 178 persone, pari al del 22% degli aventi diritto. Un dato “medio”, se si guarda ai risultati di altri circoli della zona. Un dato, però, che – a mio personale giudizio – non posso considerare soddisfacente, specie se si somma all’età media elevata dei votanti. Evidentemente – e chiunque vinca alle primarie del 25 ottobre – c’è molto da recuperare e molto da lavorare, anche a Bazzano.

2 risposte a Dando i numeri

  1. channelman scrive:

    Caro Luca, hai letto l’articolo in proposito sul Corriere della Sera-Bologna?

    Perchè queste percentuali?
    Perchè le stesse percentuali di partecipazione le avevano anche PDS/DS?
    Non mi pare fossero quelle della Margherita.
    Quali sono gli iscritti su cui si dovrebbe centrare il partito che vuole Bersani?

  2. channelman scrive:

    Dal Corriere Bologna

    VERSO IL CONGRESSO
    Circoli Pd, vota solo il 31 per cento
    E I fondatori snobbano le urne
    Bologna e l’Emilia oltre 2o punti sotto il dato nazionale

    Si chiudono oggi i congressi di circolo del Partito democratico. La vittoria del tandem Pierluigi Bersani-Stefano Bonaccini è ormai un dato di fatto, che deve comunque superare la prova delle primarie del 25 ottobre. La fase congressuale, però, si chiude regalando una maglia nera al Pd emiliano-romagnolo e bolognese. Fino a ieri, infatti, la partecipazione al voto nei circoli della città era ferma al 31%, contro il 35,47% di quello regionale e il 58,68% del dato nazionale. «Colpa dei soci fondatori, inclusi tra gli aventi diritti ma assenti dal voto», spiegano circoli del Pd e dirigenti pd, convinti che il gap verrà recuperato al momento delle primarie. E il coordinatore Raffaele Donini guarda il bicchiere mezzo pieno: «È un dato comunque confortante, superiore a quello dei Ds». A sollevare il nodo partecipazione, ieri, è stata L’Unità, che di fronte ai dati regionali di voto nei circoli sottolineava un divario inaspettato: in Italia ha votato in media un tesserato su due, in Emilia-Romagna uno su tre. A Bologna è andata anche peggio, visto che la partecipazione ai congressi dei circoli ieri era ferma al 31% (sotto il dato regionale e nazionale). Perché? Secondo Michele Campaniello del circolo Berlinguer, al Reno, il problema vero è uno solo: «Le persone percepiscono questa fase congressuale come un filtro un po’ inutile e aspettano le primarie per scegliere davvero».

    I SOCI FONDATORI – Resta il fatto che nel Bolognese, di fronte a 35.992 aventi diritto, ha votato soltanto il 31%. E la ragione, secondo i presidenti di circolo, sta nell’assenteismo dei cosiddetti soci fondatori: votanti alle primarie del 2007, che non venivano dallo zoccolo storico di iscritti, ammessi al voto nei circoli ma in realtà poco interessati alla vita del partito. Una sorta di pretesseramento avviato solo in Emilia-Romagna, insomma, che spesso però non è andato a buon fine. «Qui li abbiamo ricontattati tutti, ma circa la metà dei soci fondatori non hanno voluto “regolarizzare” la propria posizione tesserandosi», spiega Fabio Giunta, che guida il circolo del Galvani, avamposto del Pd nel quartiere del centrodestra. «La verità è che all’inizio del 2008 (quando si rilasciarono i certificati di socio fondatore, ndr) l’entusiasmo era molto, come all’inizio di ogni fidanzamento — alza le spalle Giunta — poi c’è stato un malessere che non è più un segreto e lo slancio e la speranza si sono affievoliti». Al circolo Birra del Borgo Panigale, invece, i problemi sono ben altri.

    GIOVANI – «Più che i soci fondatori mi preoccupa l’assenza dei giovani — scuote la testa Giorgio Borelli — qui al Birra gli iscritti sono quasi tutti anziani, l’altro giorno sono anche andato al funerale di uno di loto, averne portati a votare 41 su 114 è stata già un’impresa». Per il coordinatore del Pd Raffaele Donini, comunque, il 31% di votanti nei circoli bolognesi è comunque un buon risultato. «Nei partiti fondatori non partecipava alla fase congressuale più del 16% — ricorda Donini — e poi il 31% a Bologna è molto se paragonato al 68% di tutto il Pd ligure, che arriva a 16 mila iscritti». Gli occhi, comunque, sono tutti puntati sulle primarie del 25 ottobre. «Lì contiamo su una partecipazione decisamente più forte», aggiunge il coordinatore. Mentre Raffaele Persiano, responsabile dell’ufficio elettorale, sottolinea che «molti soci fondatori non erano abituati alla vita di partito e sono rimasti alla finestra». «Contiamo di recuperarli alle primarie — conclude Persiano — la spinta al voto lì sarà maggiore».
    Francesco Rosano

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