A urne chiuse (da un po’)

23 giugno 2009

 

La vittoria di Elio

Elio Rigillo, candidato sindaco della lista Democratici Insieme, è il nuovo sindaco di Bazzano. Sono molto felice di questo risultato per la fiducia che ripongo in Elio – se n’è guadagnata parecchia sul campo in questi lunghi mesi di campagna elettorale – e per l’impegno con cui si è lavorato insieme (“insieme” tra noi e “insieme” ai cittadini che hanno partecipato al nostro progetto); e credo che, con Elio e con il programma realistico, ma molto impegnativo, che abbiamo costruito, Bazzano potrà avere un futuro migliore.
Tuttavia il risultato del 42,42% (pur essendo, col sistema elettorale di piccoli comuni, una vittoria netta e inequivocabile: abbiamo preso più del doppio della lista seconda classificata) non è pienamente soddisfacente. Di questo, come vicesegretario del partito, porto la mia quota di responsabilità (dopo dirò qualche motivo di insoddisfazione più specificamente personale): quindi tutti gli accenti critici che leggerete sono da considerare anzitutto come piena autocritica, oltre che come necessario sforzo di analisi. Ma cerchiamo di vedere cos’è successo, e magari perché.

Un “caso” Bazzano?

All’interno di una tornata elettorale molto delicata per il PD in tutto il territorio, non solo per le elezioni europee ma anche per le amministrative, la situazione di Bazzano ha le proprie specificità.
Democratici Insieme, infatti, non solo non è riuscita a centrare l’obiettivo del 50% – a differenza di tutti gli altri comuni della valle del Samoggia, anche quelli caratterizzati dalla concorrenza di liste civiche (compreso Savigno, in cui la situazione era veramente insidiosa) -; ma – anche qui unico caso dei dintorni – ha preso meno voti di quelli che il PD ha avuto, a Bazzano, alle Europee (negli altri comuni di vallata è l’esatto contrario).
E’ difficile non leggere questi voti anzitutto come un giudizio negativo, da parte della maggioranza dei cittadini, sull’amministrazione Baioni.  Nonostante le tante “cose fatte”, non è scattato il feeling: il giudizio dei bazzanesi è stato piuttosto severo. Difficile dire se siano contati più i problemi concreti (cave, nuova bazzanese, sicurezza, gestione dell’urbanistica) o un atteggiamento percepito come poco incline all’ascolto e alla condivisione con i cittadini. Fatto sta che sono state maggiormente premiate le liste che hanno criticato più aspramente Baioni, mentre paradossalmente il centrodestra “istituzionale” di Girotti perde qualche punto. E complessivamente dell'”onda lunga” di centrodestra, ben visibile alle Europee, non c’è alcuna traccia a livello locale. Possiamo dire che la disaffezione di molti bazzanesi – diciamolo pure: di molti bazzanesi di centrosinistra, e anche del PD – per l’amministrazione uscente è stata sottovalutata, e non è stata sufficientemente avvertita dai due strumenti utilizzati dal PD: la consultazione della primavera 2008 e il successivo sondaggio.

I nostri errori

Possiamo anche dire che il percorso di rinnovamento e di ascolto avviato dal PD negli ultimi mesi con grande sincerità, una buona dose di coraggio e gran spesa di energie, è riuscito a convincere solo in parte l’elettorato bazzanese. Sarebbe un grave errore pensare che sia stato inutile: io penso che siamo riusciti a ricuperare una buona dose di credibilità e a evitare un esodo di voti che avrebbe potuto anche essere più ampio. Tuttavia non abbiamo convinto tutti, non fino in fondo.  Non siamo riusciti a intercettare il voto e soprattutto la partecipazione dei giovani, ma anche di tanti “vecchi” elettori del PD (è invece probabile che abbiamo intercettato alcuni voti moderati, diciamo di area UDC, che non si riconoscono nella politica “urlata” di Nuova Bazzano). Penso che l’impostazione che abbiamo dato in campagna elettorale – ripartire dai buoni risultati dell’amministrazione uscente, e delle precedenti, ma senza negare le criticità e i problemi nel metodo e nel merito – sia stata quella giusta, ma siamo arrivati troppo in ritardo. E penso – ma anche questa rimane una mia opinione – che se ci fossero state le primarie avremmo potuto mobilitare attivamente sul dibattito sul futuro del paese una base di cittadini molto più ampia.

Penso infine che alcuni errori tecnici ne abbiamo fatti: sia nella fase dei forum, sia nella campagna elettorale vera e propria. Nonostante i tantissimi incontri organizzati, i banchetti e i pieghevoli informativi, non siamo riusciti abbastanza a far parlare di noi e delle nostre proposte, a “fare opinion”; è mancato sia il “porta a porta”, sia una presenza incisiva sui giornali e su internet. E abbiamo lasciato un po’ troppo soli i candidati – la stragrande maggioranza alla prima prova elettorale – nella ricerca delle preferenze, che sono state singolarmente poche.

Sinistra “civica” e sinistra identitaria

Passando alle altre liste, è evidente l’ottimo risultato (19,37%) di Civicamente Bazzano. Il risultato negativo della nostra lista si deve in gran parte all’attrattiva di questa su molti elettori del PD. Dico di più: dal momento che Tebaldi (col suo imprevedibile 7,8%)  sembra essere riuscito a orientare una buona parte del voto della sinistra radicale sulla sua Sinistra per Bazzano (sia mediante la battaglia all’arma bianca sull’ospedale, sia al richiamo identitario, sia ad alcune candidature d’area), è evidente che il gruppo di Simone Rimondi ha preso molti più voti dall’area del PD (ma anche quello di parecchi che alle europee possono aver votato Italia dei Valori, che localmente non sembrano confluiti su Democratici Insieme) che da quella di Rifondazione e affini. (Non escludo che abbia raccolto anche – in misura non determinante – un voto di protesta che avrebbe potuto esprimersi anche verso destra, specie verso la Lega.) E’ stata vincente, in Civicamente Bazzano, la scommessa di puntare sulla richiesta di discontinuità con Baioni, sacrificando la visibilità della “sinistra” – ma con un programma chiaramente di sinistra, anche se con alcune punte securitarie – e alternando toni di protesta radicale ad altri più soft e ammiccanti (vedremo come questa quota di ambiguità influirà le future azioni della lista). Più dell’insistenza sulla “partecipazione”, che rischia alla fine di trasformarsi in uno stanco refrain autoreferenziale, un grande successo è stato indubbiamente l’aver saputo intercettare alcune candidature prestigiose (primi fra tutti Brunetti – eletto insieme a Rimondi, a spese del capolista Riccardo Sandri – e Vezzali, ma non solo questi), soprattutto in termini di credibilità.

La sfida nel centrodestra

Anche il risultato (14,43%) di Nuova Bazzano può essere considerato, nonostante la penalizzazione nel riparto dei seggi (il capolista Ezio Predieri rimarrà fuori dal consiglio, sempre che il candidato sindaco Luigi Gandolfi non abbia intenzione – spero di no – di dimettersi), un discreto successo, dovuto in particolare a candidature di buona riconoscibilità come quelle di Cristoni, Mignani, Minelli ecc., che sicuramente hanno sicuramente attratto voti di area PdL, ma non sono riusciti a impedire a Enzo Girotti e alla sua lista del PdL (più Lega) Alleanza per Bazzano di ottenere il 16,19%. Così, nonostante  la scarsa riconoscibilità di Girotti e di gran parte dei candidati consiglieri (si vocifera ci siano state anche difficoltà di reperimento delle candidature e delle firme), dopo il disimpegno delle “storiche” Osti e Baietti, la lista riesce ad aggiudicarsi un secondo consigliere. Un confronto tutto interno, insomma, che non riesce in alcun modo a sottrarre voti al campo opposto e anzi sconta vistose debolezze.

In conclusione

Accanto ai motivi di soddisfazione (Elio sindaco, con un ottimo programma da realizzare; un percorso ben avviato e – voglio credere – irreversibile di rinnovamento del PD e di apertura alla società; Bazzano che, a livello locale, si riconferma saldamente refrattaria all’ondata berlusconiana; l’avvio di un legame organico con l’Italia dei Valori; e ce ne sarebbero ancora) ci sono le ragioni per riflettere profondamente e criticamente.
Personalmente il mio maggiore dispiacere (oltre a quello di non essermi potuto impegnare personalmente nell’ultimo mese di campagna elettorale) è che non siamo riusciti a renderci più credibili e convincenti verso l’elettorato “critico” (che non va confuso con quello maggiormente “di sinistra”, ma comprende anche, per esempio, fasce dell’elettorato cattolico), e in particolare nei confronti dei giovani. Ora dovremo farlo con i fatti: sia nel partito, sia nell’amministrazione. Siamo alla prova, ora più che mai, e i bonus sono finiti da un pezzo.

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Grazie

19 giugno 2009

a tutti quelli che hanno partecipato al nostro matrimonio, a tutti quelli che hanno dato una mano, a tutti quelli che in qualunque modo hanno fatto sentire la loro presenza. E siete stati tanti.

Isabella e Luca
Ai lettori del blog: ci sono, datemi solo un attimo di tempo in più per rifiatare. Grazie.

Gras


La vita 2.0

6 giugno 2009

Sposi


Elio, Beatrice, Debora e gli altri (io voto così)

5 giugno 2009

 

A Bazzano voto convintamente Democratici Insieme, la lista sostenuta dal PD che promuove la candidatura a sindaco di Elio Rigillo. Bella forza, direte, sei il vicesegretario del circolo. Vero, ma credo anche che Elio – che è stato temprato da quest’anno di preparazione alle elezioni più ancora che dal quinquennio di assessorato! – abbia le risorse e la volontà per guidare saldamente il nostro paese, facendo tesoro di quanto realizzato dalle precedenti amministrazioni e aprendo spazi di innovazione nel metodo e nel merito. Il lavoro di consultazione, partecipazione e apertura alla società realizzato dal partito in questi dodici mesi è stato ciclopico. La squadra messa in campo – anch’essa molto innovativa – è ricca di persone profondamente innervate nella società di Bazzano, competenti, desiderose di impegnarsi. Votate Elio, ed esprimete la vostra preferenza per un consigliere.

Per la Provincia di Bologna voto con tutte le mie forze Beatrice Draghetti, una grandissima presidente: amministratrice capace e forte, e al tempo stesso vera voce libera all’interno del PD.
La candidata consigliera assegnata al nostro collegio è Gabriella Montera: purtroppo non si tratta di una personalità del nostro territorio – e questo è un male, attribuibile solo in parte al sistema elettorale provinciale -, ma ho potuto conoscerla come persona attiva e capace, con belle idee in campo ambientale.

Per le Europee voto PD, a dispetto di chi pensa che non sia importante frenare l'”onda lunga” berlusconiana. E’ importante sì, porca miseria.
Ma mai come questa volta è importante esprimere le preferenze – abbiamo lottato per averle: usiamole! -, per  marcare la differenza tra conservazione e innovazione, per segnalare la nostra idea di partito.
Per questo scriverò Debora Serracchiani, senza se e senza ma. Volto nuovo di persona che fa politica “dal basso” con sincerità e passione, senza l’opportunismo degli arrivisti ma dicendo chiare le cose che devono essere dette. Per il bene del partito e del Paese.
Scriverò anche Vittorio Prodi, capace euro-parlamentare uscente (ebbi modo di conoscerlo come bravo presidente della Provincia di Bologna), e Michele Nicoletti, bella figura del migliore associazionismo cattolico.

 A Bologna tifo per Flavio Delbono. Il mio consiglio è quello di premiare, all’interno del PD, le persone più indipendenti, innovative, ricche di idee: persone (ma è solo un esempio) come Teresa Marzocchi Paolo Natali. Se poi qualcuno, in città, non riesce a riconoscersi fino in fondo nel PD, ha ampie possibilità per distinguersi votando un’altra delle liste che sostengono Delbono (da Bologna 2014 a Sinistra per Bologna, per intenderci). Ma non commettete l’errore di privarvi del migliore amministratore che l’Emilia-Romagna ha saputo esprimere negli ultimi dieci anni.

Infine, se per caso siete del quartiere Saragozza, vi esorto con un surplus di convinzione a votare Roberto Fattori, presidente di quartiere uscente, una gran bella figura di persona semplice, competente, determinata. Al quartiere Santo Stefano bisogna assolutamente riconfermare Stefano Forlani, persona coraggiosa, leale e indipendente. Al Navile, infine, scegliete pure tra Valentina Marino e Monia Negusini. Donne con la schiena dritta, idee chiare, grande voglia di spendersi con sacrificio personale.

…E se vedete per le strade di Bazzano dei manifesti del Partito dell’Amore, vi prego: tirate dritto!…


Diecimila volte Pentagras

3 giugno 2009

Domani, nel poco tempo sottratto ai preparativi di matrimonio, vi dico come voto (uno scoop, eh?).

Oggi invece sono lieto di informarvi che da gennaio a maggio Pentagras ha superato le diecimila visite.
Grazie a voi che cliccate – commentatori assidui, visitatori silenti, passanti occasionali – per la vostra attenzione e il vostro tempo, che dà senso a quello che spendo per questo sito.

Luca


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