La memoria sui muri


A differenza di altri cartelli – diciamo così – più macroscopici, le targhe affisse su grandi e piccoli monumenti del centro di Bazzano, per quanto piccole e poco appariscenti – o forse proprio per questo – sembrano aver incontrato il favore dei bazzanesi.

Era stata una mia idea. Lo dico non per metterci il cappello (anche perché non è che fosse poi così originale), ma per rendere merito a chi – a differenza di me – ha saputo finalmente tradurla in realtà. E il risultato è positivo.
Il maggior pregio dell’iniziativa è quello di segnalare, quindi valorizzare, non solo i monumenti maggiori – la Rocca, la chiesa, la torre dell’orologio… – ma anche i piccoli gioielli del tessuto edilizio storico di Bazzano, spesso semisconosciuti anche se sotto gli occhi di tutti: case, ville, palazzine che producono gran parte della qualità architettonica del centro del paese.
In questo modo, inoltre, vengono fatti circolare dati della nostra cultura che tornano a diventare patrimonio – prima ancora che di visitatori e turisti – di tutti i bazzanesi, sedimentandosi con un quotidiano, silenzioso lavorio nella loro memoria: in particolare per i giovani e per i nuovi residenti, chiamati a riappropriarsi dello spazio che abitano e del tempo che l’ha prodotto, mediante queste piccole ma importanti chiavi di lettura.

Le mie riserve sul logo dei tre merli le avevo già espresse a suo tempo: sarebbe stato molto meglio, per esempio, utilizzare il simbolo del melograno per rafforzare la “campagna comunicativa” iniziata con insospettata sapienza dai nostri avi, con risultati migliori di qualche pubblicitario moderno. Ma vabbè.

Quello che invece vorrei sarebbe un’attenzione ancora maggiore al tessuto minuto del paesaggio urbano bazzanese, anche nelle sue componenti meno visibili e, proprio per questo, più a rischio: per esempio recuperando – anche nella forma dialettale – i nomi pastosi e pregnanti dei borghi, dei caseggiati, delle contrade. Qualcosa si è fatto (per esempio le nuove targhe riportano i nomi dei palazzi chiamati “Venezia”, “Italia”, “Repubblica”… quanti giovani li conoscono?), altro sicuramente vedremo nei prossimi cartelli (perché da quello che ho capito dovrebbe esistere una “fase 2”), altro ancora si può pensare.
Specie se si spostasse l’attenzione dalla sola narrazione formale-architettonica d’impianto archivistico, concedendo qualche spazio in più alla cultura popolare, gustosa e non meno degna di essere conservata.

Ma al di là di questi particolari, occorre dire chiaramente che si tratta di un’operazione molto bella, di alta qualità nella realizzazione, e che travalica ampiamente le finalità turistiche con cui forse è nata (ed è stata finanziata) per assumere una valenza culturale permanente. E’ quasi comico che risulti appaiata agli enormi tabelloni-totem all’ingresso del paese e ai disturbanti cartelli fosforescenti dei parcheggi.

14 risposte a La memoria sui muri

  1. Simone scrive:

    Le targhe mi piacciono molto anche a me.
    Soldi (investimento minimo tra le altre cose) ben spesi.

    Secondo Me.

  2. lucagrasselli scrive:

    Però dovresti riconoscere che rientrano in quello stesso capitolo di spesa, diciamo, che ha prodotto i tanto contestati cartelli all’imbocco del paese (e anch’io – mi sembra che si sia capito – sono della vasta compagnia che non ne ha una buona opinione). In qualche modo è paradossale: ma se ne deduce che concordiamo che almeno una parte di quei soldi sono stati spesi bene.

  3. Simone scrive:

    Il problema non e’ il CAPITOLO DI SPESA. Ma cio’ che ci sta dentro.

    Un bilancio comunale comprende tutte le entrate e le uscite di una amministrazione. Per capire se e’ un buon bilancio oppure no, la differenza la fanno i contenuti.

    E’ sui contenuti che dobbiamo lavorare, non se e’ giusto o sbagliato il bilancio.

    In sintesi (🙂 ) Sono belle ed utili le targhe ma che schifo i cartelli e cartelloni.

    Secondo Me.

  4. lucagrasselli scrive:

    Indubbiamente una sintesi efficace!😀

    Intendevo dire che, a suo tempo, Rifondazione Comunista aveva criticato l’intera voce di spesa. Ora va riconosciuto (anche da parte mia) che almeno una parte di quella spesa è stata spesa bene. Tutto qua.

  5. riki scrive:

    ora va riconosciuto che i soldi pubblici sono stati spesi per l’80% male e per il restante 20% in modo abbastanza giusto.
    non è caro Luca che per una cosa che piace si possa festeggiare molto soprattutto se si parla di cartelli turistici, che si sono belli e culturalmente importanti, ma di impatto uguale 4,5 su 10.
    li avrei fatti leggermenti più grandi e avrei risparmiato sui grattacieli di metallo che ci sono all’ingresso del paese…poi ne parliamo!
    “dire che una parte di quella spesa è stata spesa bene” non è fare una gran pubblicità agli amministratori attuali che probabilmente saranno anche quelli del prossimo futuro.
    “contenti voi, scontenti gli altri”.
    ciao

  6. lucagrasselli scrive:

    Io non li avrei fatti più grandi, perché rischierebbero di essere troppo “impattanti” sul monumento che devono sì segnalare ma non imbrattare. Mi dà l’idea che – in particolare sul contenuto – su questi cartelli ci sia stata una “mano” culturale che agli altri è decisamente mancata.

    Ciao a te e grazie per come seguite il blog.

  7. Simone scrive:

    Luca stai “ciurlando nel manico”🙂

    Io mi espressi contro l’intera spesa della segnaletica turistica (e lo rifarei oggi) in quanto il grosso della spesa non erano le 40 targhette (pochissime migliaia di Euri) visibili oggi bensì i megapannelli ed i cartelloni ad ingresso paese.

    Chiesi di stralciare i “totem” da quel capitolo di spesa, ma mi venne risposto di no. Ne presi atto e votai contro.

    In sintesi.

    Se durante una rissa violenta uno dei partecipanti alla rissa tende la mano ad un ferito, io non salvo comunque la rissa.

  8. lucagrasselli scrive:

    Non ciurlo😉, e non ti ho mica chiesto di rinnegare quel voto contrario. Né ho detto che le targhe “salvano” necessariamente il resto del progetto.

    Però la tua metafora-allegoria della rissa è sballata di brutto :D:D:D

  9. Simone scrive:

    ahahahaha…e’ meravigliosa invece🙂

  10. alice scrive:

    a me dispiace dirlo…ma nn riesco mai a star zitta cavolo!io credo che l’impatto generale sui bazzanesi che ha avuto l’evoluzione urbanistica del paese in quest’anni è discretamente indifferente..cioè,carini i marciapiedini in porfido e le targhette,ma facciamoci tutti una bella gita giù x via gabella (buche da sfasciarti la macchina)o all’ormai esausto argomento del parchetto primo maggio,ma anche del parchetto marrone e grigio dell’elementari..secondo me le targhette e i marciapiedi sono spese di finitura..son poi finiture d pregio se vengono realizzate in porfido..insomma luca,mi dispiace ma secondo me le innovazioni urbanistiche di quest’anni fanno un pò girare i maroni soprattutto se quando vai a far domanda x il nido ti chiedono rate allucinanti e solo 27 bambini possono usufruirne su 40 e oltre che ne fanno richiesta(sempre x parlare d problemi che conosco,anche se superficialamente)..luca mi devi scusare..io ti supporto in tutto,ma dimmi se secondo te le opere pubbliche che proporrà la “nuova” amministrazione cambieranno orientamento??e domanda numero due:devo svolgere il compito che mi hai dato..mi dai il collegamento al programma del pd che voglio studiarmelo??quello d civicamente bazzano l’ho già letto..grazie,bacioni..e tantissimi ritardati auguri caro!

  11. lucagrasselli scrive:

    Grazie, Alice!

    E andiamo con ordine.

    Le tracce di programma le puoi trovare sul gruppo Facebook di “Democratici Insieme”, sotto il titolo “Argomenti del programma”. Direi che già lì dovresti trovare alcune risposte.
    Il programma più dettagliato è ancora in scrittura, perché stiamo elaborando le proposte emerse nei forum e nei numerosi incontri con la cittadinanza dei quartieri e con le varie associazioni e categorie sociali.

    Intanto, comunque, giro la palla a Elio inoltrandogli quello che hai scritto. E per il resto ti do le mie risposte personali.

    Il problema più forte che poni è quello dell’asilo nido. Il fatto è che questo servizio:
    – è MOLTO costoso: già con le rette attuali il Comune spende moltissimi soldi in più, anche senza contare quelli relativi alla costruzione e manutenzione dell’edificio;
    – è SEMPRE PIU’ richiesto: aumenta il numero dei bimbi, e inoltre sono sempre meno le famiglie che possono rinunciare a questo servizio;
    – con la crisi economica le cose non possono che complicarsi.

    Questo per dire che MANTENERE questo e altri servizi necessari, ai livelli attuali, è già una cosa MOLTO IMPEGNATIVA: eppure è un impegno preciso che si sta prendendo per la prossima amministrazione. Ben consapevoli che l’aumento delle rette non è la soluzione, perché si arriva a un punto (secondo me molto vicino) in cui molte famiglie non potrebbero fare altro che rinunciare semplicemente al servizio, e in molti casi sarebbe drammatico perché significherebbe una vera implosione della famiglia nelle sue capacità economiche e sociali.

    Qual è la soluzione? Secondo me – ripeto, sono posizioni mie personali – la strada può essere solo quella di differenziare i servizi per l’infanzia, favorendone alcuni a minor costo che potrebbero essere più adatti per le esigenze di alcune famiglie; l’amministrazione dovrebbe aiutare le famiglie stesse a essere protagoniste, supportando anche forme auto-organizzative, senza mai lasciare sole le famiglie ma anche aiutandole a valorizzare, possibilmente insieme, le risorse educative delle famiglie stesse e del tessuto sociale del paese. E’ chiaro che queste sono facili formulette e il passaggio al fare è difficile, ma bisognerebbe almeno provare a sperimentare qualcosa…

    A un livello più immediato, in questi tempi di crisi il Comune deve anche farsi carico direttamente delle famiglie in difficoltà, anche studiando rette ulteriormente agevolate per chi ha perso il lavoro, è in cassa integrazione o ha comunque difficoltà lavorative.

    Anzitutto non mi risultava affatto che ci fosse una lista d’attesa così lunga, vedo di informarmi in fretta.

    Detto questo sul nido, è chiaro che è importante evitare le spese inutili, ma non penso che – salvo eccezioni – gli interventi sulle strade di Bazzano o le altre opere pubbliche lo siano. Tu lamenti giustamente le cattive condizioni di via Gabella (si potrebbe fare anche qualche altro esempio), ma a differenza di 10 anni fa, quando decine di vie erano ridotte come via Gabella o peggio, con un grande giustificato malcontento, la situazione generale delle strade di Bazzano è MOLTO buona. Questo è un risultato importante dell’amministrazione attuale e di quella precedente. Così pure negli ultimi anni si sono fatti grossi passi avanti per la pulizia delle strade – che in particolare una mamma dovrebbe apprezzare! -, eccetera.
    Penso che se si parla di valorizzare il centro storico, non solo per i turisti o per il beneficio che può derivare al commercio e in generale all’economia, ma anche per avere un paese più vivibile e bello, a misura d’uomo e di bambino, di ciclista e di pedone, certi interventi di arredo urbano siano necessari. E per la maggior parte sono stati fatti molto bene (con la parziale eccezione, soprattutto, della piazza: a mio modesto avviso, il progetto iniziale era alquanto migliore). Stessa cosa per quanto riguarda i parcheggi, che cinque anni fa erano molti meno. Ma potrei citare molte altre cose.
    Poi alcune scelte, in particolare, non le ho condivise, e di solito l’ho anche scritto con una certa forza su questo blog. Ma il bilancio, a mio parere, è positivo.

    Queste cose sono state fatte. Penso che ora, in generale, non servano molti altri interventi (ovviamente non parlo del problema della viabilità nel senso della Nuova Bazzanese o della ferrovia) ma perlopiù un’intelligente manutenzione delle cose. E penso, sì, che la priorità vada spostata sul “sociale”: cioè sui servizi alla persona (bambini, anziani, persone in difficoltà…) e, più in generale, sul conservare e promuovere tutto ciò che ci rende una comunità: perché un paese coeso, unito e solidale è molto più forte – contro la crisi e contro tutte le difficoltà e le brutture del nostro tempo – di un aggregato informe di individui preoccupati ciascuno solo di se stesso. Questo spirito unitario è sempre stato la forza di Bazzano, ma non può essere dato per scontato: tutti noi, e in particolare le istituzioni, devono favorirlo e valorizzarlo. Altrimenti la qualità della nostra vita – materiale e spirituale – ne risentirà sempre di più.

    Non so se ti ho risposto e quanto, ma questo mi veniva di dire. Un abbraccio.

  12. alice scrive:

    come sempre mi hai dato una risposta appagante!in effetti meglio i marciapiedi che niente e le targhette vanno benissimo,anzi poca spesa massima resa..!nn voglio essere sempre la solita polemica,ma mi auguro caldamente che i soldi vengano in futuro spesi meglio,cioè spesi in modo più orientato ai bisogni dei cittadini che ai bisogni dei visitatori..adoro questo tuo aspetto di rispetto e ripristino delle tradizioni,un paese senza radici è uno zombie ma attenzione,credo c siano dei rischi..ho goduto leggendo che anche tu auspichi in futuro una maggiore attenzione alle politiche sociali a sostegno di chi ha veramente bisogno,credo siano queste le cose che rendono oggettivamente “valoroso” e piacevole un paese..e sono anche le politiche sociali carenti a far distinguere l’Italia dai paesi politicamente più “evoluti”.credo che sia questo il punto d raccordo tra la mia anima cristiana e la mia anima comunista!!!!per quello che riguarda la risposta al problema del nido io una mezza vaga soluzione,anche se nn del tutto sufficiente e forse un pò azzardata ce l’ho…e qua strabuzzerai gli occhi..LUDOTECA.ovviamente nn m riferisco alla ludoteca in senso tradizionale e obsoleto..ma a qualcosa di innovativo,modulato e costruito con chi ha bisogno d un luogo sicuro dove lasciare a turno i propri bimbi…costruita insieme e grazie ai nonni,xchè in italia nella fascia 0-3 son cmque loro ad occuparsi dei nostri bimbi x fortuna…vabbè..sono progetti faticosi,sono mie fantasie,ma se nn le scrivo qua in questo “spazio libero” dove altrimenti??!!
    adesso poi la smetto di monopolizzarti il blog….!
    ma è così stimolante cavolo!!!

  13. lucagrasselli scrive:

    Mi hai pressoché letto nel pensiero. Sì, sono progetti faticosi, ma sono riusciti a farli funzionare in un sacco di posti. A Bazzano ci fu un tentativo più di una dozzina di anni fa, poi non se ne fece nulla. Forse quella che mancò fu proprio l’intuizione di fare qualcosa non solo per le famiglie ma con le famiglie.
    La butto lì, non per segarti le gambe ma al contrario: perché non provi a portare avanti la cosa, verificando se c’è interesse e provando a sentire cosa ne pensano le istituzioni… e i candidati sindaco? Ripeto, come ti ho detto parlando del parco I Maggio che forse la campagna elettorale è un momento propizio per lanciare proposte! E tra l’altro le due idee che hai avuto potrebbero avere qualche punto di collegamento…

  14. Giovanna scrive:

    Condivido pienamente il bisogno di dotare Bazzano di uno spazio di gioco all’aperto per bambini+ genitori e noni. I giardinetti davanti alla scuola elementare non sono certamente uno spazio degno di un paese tanto attento alla qualità dell’arredo urbano (lampioncini finto ottocento in abbondanza, porfido a profusione ecc…
    Come tutte le mamme e le nonne sanno, se si voglio portare i bambini ad un bel parchetto-giochi occorre andare a Monteveglio.
    Per questo mi pare un buona idea mettere a posto il Parchetto Primo Maggio. Ora è assolutamente infrequentabile.
    Poi c’è la mia vecchia fissazione che io chiamo Nonnopoli, un servizio a metà via fra un asilo nido e una ludoteca, che potrebbe coinvolgere i nonni e i genitori, con una spesa limitata per il Comune, ma che potrebbe offrire un servizio molto utile per i nonni che non sanno mai cosa fare con i nipotini, per i bambini e per le mamme.
    Il problema che mi pongo è: dovre trovare il “luogo” politico dove discutere di questi problemi, (oltre che sul tuo Blog),…. come passare dalle idee individuali alla discussione più concreta e condivisa?
    qualcuno può darmi qualche risposta.
    Giovanna

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