Pillole sulla laicità (strange days)


Silvia Del Guercio, su questo blog, ieri scrive “Questa crisi (della Chiesa) non la pagheremo noi (laici)”.

Sul Venerdì di Repubblica di oggi, Michele Serra afferma: «Le differenze tra destra e sinistra sono evidentemente molto più caratterizzanti delle differenze tra credenti e non credenti… Un cattolico di destra e un cattolico di sinistra si assomigliano e si intendono assai meno di quanto si assomiglino e si intendano un credente e un non credente di destra, un credente e un non credente di sinistra». Sarà vero? Io aggiungo, facendo la domanda più insidiosa: sarà vero a Bazzano?

Con tutto questo Alice, sempre su questo blog, come dicesse una cosa tutto sommato ovvia: «’Sto Ratzinger non mi piace affatto e non rispecchia, oltre a non rispettare, l’idea che io ho di vivere il cristianesimo, come scelta personale che ti divora dall’interno e non che ti s’impone dall’alto del trono del portavoce di dio… ma non mi da troppo fastidio, sono cristiana e non lo cago… e non penso di essere l’unica».

Ma avverte anche: «imputare il marcio dell’italia al servilismo e all’obbedienza di tutti noi pecorelle sprovvedute alla Chiesa mi sembra però troppo facile e deresponsabilizzante… Non bisogna azzittire ma purgare,ascoltandoci e filtrando tutto più criticamente, responsabilizzandoci nelle nostre scelte… e questo non ce lo insegnerà il papa ma di certo non ce lo insegnano manco i politici o i media che hanno comunque un buon interesse a proporre anch’essi ideologismi, stereotipi facili, individuazione di nemici facili per far da capro espiatorio».

«Viviamo strani giorni», cantava non molto tempo fa Franco Battiato.

17 risposte a Pillole sulla laicità (strange days)

  1. lycopodium scrive:

    La somiglianza o la non dissomiglianza è direttamente proporzionale al quantum di cattolicesimo presente in ciascuno di noi. In genere quando questo quantum si abbassa si enfatizzano altri livelli teorico-pratici. Una cosa, poi, che si dimentica spesso è che oggi troppo invisibilismo funziona come clericalismo alla rovescia, dove affondata la sacralità religiosa emerge la ganga di altre sacralizzazioni, a destra del Capo o del Mercato, a sinistra della Costituzione e dello Stato Laico.
    Questa enfatizzazione patologica ha rovinato l’immagine dei fenomeni di insofferenza al falso bipolarismo: penso agli “atei devoti”, ma anche alla “sinistra dei conventi” o ai “teodem” (e, a livello più strumentale, al neo-radicalismo finiano): tutti tentativi fatti abortire di sparigliare la politica e cercare identità su nuovi livelli (pre o meta politici).

  2. alice scrive:

    chiedo a lycopodum se per piacere può esporre in modo più argomentato la sua tesi..m’interessa caldamente..credo di aver capito ma nn fino in fondo..(le ultime 5 righe..)!

    ti ringrazio luca di avermi citata!!!
    sono commossa..!ma nn so se prenderla anche un pò come una sfida,non capisco bene fin dove tu voglia arrivare..tu che ne pensi??rispetto diciamo alla veste politica del papa?

  3. alice scrive:

    “Credo che il processo che porti a una fede sana sia inverso..nn sono cristiano xchè mi comporto come dice il papa ma ho compreso la Scrittura e quindi il MIO comportamento nn può rimanere lo stesso di quando nn credevo…”questa frase del commento secondo me spiega un pò meglio ciò che penso.il punto centrale della Fede è la Scrittura.la Scrittura nn fa politica.ovviamente quel “rivoluzionario” di cristo aveva sovvertito un ordine antico sconvolgendo la storia ma è stato un effetto indiretto.
    Gesù non era un politico,il papa dovrebbe imitare Gesù:il papa non dovrebbe occuparsi di politica se nn in via occasionale..!!so che nn gli è così facile..ma che almeno tentasse d limitarsi un pò..(ci sono persone che se leggessero ciò che scrivo mi guarderebbero sbalorditi..perfortuna qua è un pò un privè!!scherzo!)
    dimmi la tua!!!
    bellaaa

  4. lucagrasselli scrive:

    Preciso e ficcante, carissimo lycopodium. Grazie per aver dato attenzione a questo piccolo collage.

  5. Hagakure scrive:

    “Il Papa non mi piace”.
    In effetti in origine fu scelto Pietro: un ignorante (probabilmente rozzo) e certamente un vigliacco. Credo che all’epoca esistessero molti uomini migliori di lui. Ma fu scelto.
    Credo si tenda a dimenticare che il cattolicesimo vive di questi paradossi. Perchè preferisce accettare che l’esistenza è paradosso e conflitto apparentemente irrisolvibile. Io spesso penso che la ricerca dell’armonia sia una cosa da pagani. O da protestanti, con rispetto parlando.

  6. lucagrasselli scrive:

    Converrà avvertire Alice che questo non è un privé. O quantomeno è un privé piuttosto affollato, abbiamo avuto tipo quattrocento visite nel weekend.

  7. alice scrive:

    luca..,era una battuta!mi devi scusare..questo è uno spazio bellissimo e x privè intendo luogo di amici in confidenza..cmque prendo atto e mi perdoni??!!!

  8. lucagrasselli scrive:

    Alice, non hai nulla di cui scusarti!🙂
    Ti ricordavo solo che questo è un luogo obiettivamente “pubblico”, tutto qui. Poi avevo un po’ di voglia di vantarmi perché venerdì e sabato sono stati i due giorni con più accessi in tutta la breve storia del blog su wordpress, e ne sono molto orgoglioso.
    A presto Alice, e grazie ancora.

  9. alice scrive:

    complimenti!!!e ti ringrazio x la creazione e la stimolante manutenzione di questo spazio democratico!d’ora in poi sarò più cauta..400 è un numero davvero da brrrivido!!
    buon lavoro mitttico!bellaaa

  10. lucagrasselli scrive:

    Non ti chiedo “maggiore cautela”… spero che tu non la prenda come una “censura”, perché non lo è in nessun modo: anzi, ho voluto valorizzare le tue opinioni, perché mi sembravano una voce interessante nel piccolo dibattito che si era creato.
    Però è chiaro che – anche nei commenti – dovremmo scrivere ciò che saremmo pronti a dire in pubblico, perché di questo si tratta, non le nostre “confessioni” private che magari poi finiamo per ritrovare con rammarico in giro per la rete. Tutto qua.🙂

  11. alice scrive:

    certo,giusto.
    ora vorrei sapere una tua opinione xò riguardo all’argomento,nn t sei esposto più di tanto..
    dato che credo grossomodo che i nostri orientamenti sia politici che religiosi siano simili ti domando…
    che influenza ha il papa su di te?sia dal punto di vista religioso che politico?quale tensione si crea tra ciò in cui credi dal punto di vista della fede e ciò che invece è l’adesione a questo partito politico?e ancora..la cristianità di una persona è “valutabile” in base al suo pensiero politico?se si in che misura?e se invece il campo spirituale e la sfera politica sono di per sè due elementi separati fino a che punto possiamo nn accostare questioni politiche più o meno “morali”(vedi più direttamente temi come l’eutanasia e l’aborto,a temi meno immediatamente collegabili quali matrimoni gay o politica sull’immigrazione”)a quelli che sono i principi evangelici?
    nn so se hai capito la domanda..x me la tue opinione è molto importante,ti credo una persona in grado di aiutarmi a trovare risposte sempre più convincenti..
    sbottonati!!!
    grazie e bellaaaa!

  12. lucagrasselli scrive:

    Cara Alice, mi hai fregato🙂

    Io sono cristiano cattolico, e non posso non esserlo se non sono e non mi sento in comunione con il Papa. Il che non contempla necessariamente l’avere o meno in simpatia il Papa regnante o i suoi orientamenti pastorali – significa tuttavia prestare fede a ciò che la Chiesa insegna, in particolare a ciò che prescrive come insegnamento vincolante per tutti coloro che ad essa aderiscano. Questo, con tutti i miei limiti, lo faccio.

    E’ sbagliato dire che fede e politica sono due cose completamente separate. Ciascuno di noi, nell’avere un pensiero politico, si ispira alle proprie convinzioni più profonde, quali che ne siano le fonti: è del tutto normale che le mie convinzioni di cristiano entrino in ballo anche nel momento in cui mi occupo (magari anche solo da elettore) di politica.
    Io faccio politica da cristiano, anche se questo non significa sbandierare a ogni momento la mia fede (ma sbaglierei se la occultassi) né tantomeno rivendicare “quote” o privilegi sulla base del mio essere cristiano. Né pensare che gli altri mi debbano dare ragione solo perché sono cristiano.

    Da cristiano cerco di tradurre nella mia azione politica anche i principi che trovo nella mia fede. Anzitutto, e sarebbe bene ricordarselo, nel mio comportamento personale, che viene prima di ogni posizione politica “teorica” enunciata. Abbiamo troppi politici cristiani che sembrano essere pessimi cristiani (oltre che magari pessimi politici).

    Chiaramente il mio essere cristiano ha a che fare anche con i contenuti della mia azione politica. Però qui bisogna essere molto chiari. La fede cristiana (e anche l’insegnamento della Chiesa) non ci propone una piattaforma politica. Ci propone alcuni valori e alcuni orientamenti importanti, imprescindibili. Come tradurli in pratica oggi, nel posto e nel tempo in cui siamo, spetta a ciascuno di noi.
    Questo non significa che ognuno fa come gli pare, distorcendo l’insegnamento del Vangelo e della Chiesa secondo le sue preferenze personali o le sue comodità politiche. Significa che ognuno si assume la responsabilità, che il Concilio Vaticano II attribuisce proprio ai cristiani laici (nel senso che non sono preti, suore o frati), di fecondare il mondo mediante i principi e la pratica del Vangelo: dare, anche in politica, il nostro piccolo contributo, “perché venga il Regno di Dio”: sapendo che quest’opera non sarà mai compiuta da noi, e non in questo mondo. Del successo di quest’opera non rispondiamo in prima persona; ma della nostra fedeltà al Vangelo, sì.

    Penso che il primo dovere di noi cristiani sia essere una presenza critica nel luogo (politico) dove siamo: una presenza “scomoda”, consapevoli che il Vangelo non si adatta mai placidamente ai poteri e alle ideologie di questo mondo, ma, senza paura di immergersi e mescolarsi con essi, li provoca dal di dentro per trasformarli. Ma attenzione: presenza “scomoda” significa anzitutto scomoda per noi, consapevoli che a chi rompe le scatole al potere di turno, il potere di turno non allestisce un letto di rose…
    L’importante, secondo la parola di Gesù, è che non perdiamo mai il “sale” del nostro essere cristiani. Come spesso, invece, rischiamo di fare, diventando servi accondiscendenti del potere (ma anche, beninteso, del contropotere! Insomma, di ciò a cui ciascuno di noi si trova in mezzo). Peggio ancora quando lo facciamo “giocando a fare i cristiani”.
    Cosa può misurare della nostra fedeltà al Signore nel nostro fare politica? Forse la sofferenza, la serietà e l’umiltà. Non sarà un caso che sono merce rara.

  13. alice scrive:

    come sempre sei illuminante e lucido..ma un pò ti ho fregato ,nn abbastanza xò…ora sarò ancora più avida e viperina..come fa ad emergere la qualità di cristiano in un grande agglomerato politico che tenta”universalizzare”(in senso democratico) il più possibile l’ordine costituito al bene pubblico? come insomma sottoscrivere e avvallare risposte a nuove problematiche sempre più di ordine etico quand’anche il punto di vista “papesco” sia nettamente divergente (dalla più scontata contraccezione -da condannare anche in africa dove 1 pers su 3 ha l’aids- fino all’attualissima eutanasia e testamento biologico,passando per il terrificante aborto e l’ormai obsoleto divorzio)??ci sono domande drammatiche,x me attualmente anche x una mia condizione contingente,quali aborto ed eutanasia che mi trovano lacerata..tu che risposta dai a chi ti chiede una legge regolativa in questo campo?vivere la TUA quotidianità da cristiano è un conto..ma quando s fa parte d un grande partito,in più d sinistra, è facile dover scendere a compromessi..in che misura lo fai e in che misura lo trovi giusto??
    quanto t disturba insomma far parte di un partito che talvolta è in un contrasto evidente cn Ratzinger??e domanda ancora più “idiota” e meno legata direttamente alla politica..un cristiano si definisce x come si comporta?che peso ha l’atto in sè nel definirsi imitatori d Cristo?
    forse ti sto sconquassando le scatole..se nn rispondi la smetto..!!!promesso!

  14. lucagrasselli scrive:

    Ti dico che se trovassi in contraddizione la mia appartenenza partitica con le mie convinzioni di fede, ne trarrei le dovute conseguenze.
    Nel partito in cui sto, ci sto con le mie idee, senza occultarle, ma anche senza sbandierarle come rivendicazioni identitarie interne. Ovviamente ho le mie difficoltà e i miei problemi (interiori: nessuno mi ha mai chiesto di adeguarmi alle idee maggiormente in voga), come temo accada a chiunque debba confrontarsi con temi così pesanti, soprattutto in un dibattito politico e mediatico (ma a volte anche ecclesiale) in cui prevalgono i toni urlati, che spesso sembra prendere in considerazione solo opinioni tagliate con l’accetta. Il problema è quando si denunciano solo le presunte contraddizioni presenti nello schieramento opposto, invece di occuparsi di quelle del proprio. Questo penso e spero di non averlo mai fatto.

  15. alice scrive:

    grande..sei un grande..thanks..nn ti sei fatto fregare..generico ma cmque diretto ed efficace…
    bellaa

  16. lucagrasselli scrive:

    Non avevo proprio tempo per entrare nel concreto, sarei rimasto a livello di slogan e non è bene.

    Un dubbio: ma non è che le cento/duecento visite al giorno sono tutte tue?😉

  17. alice scrive:

    io son sempre collegata..nn entro ed esco..dici che conta lo stesso??!!

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