Angeli, demòni e la democrazia

31 marzo 2009

Moltissimi anni  fa – diciamo che ne avevo otto o dieci – immaginai la lotta tra un angelo e un diavolo. Pensai che due esseri spirituali non potevano combattersi usando la forza fisica. E che la loro lotta, senza esclusione di colpi, non poteva che essere una lotta di pensieri: l’uno avrebbe cercato di convincere l’altro, di farlo passare dalla propria parte, di trasmettergli le sue idee, le sue ragioni, i suoi sentimenti.

Non avevo mai ripensato a quella fantasia di un pomeriggio di me bambino. Ieri sera, imprevedibilmente, me n’è affiorato il ricordo (sospetto che queste emersioni abbiano a che fare con un certo riequilibrio interno della mente in attesa del matrimonio). E ho pensato che questa – una lotta di idee e di suggestioni, che esclude l’uso della forza – è esattamente il ritratto dell’essenza della democrazia.


Riceviamo e volentieri pubblichiamo

30 marzo 2009

– una comunicazione dal comitato No Cave di Savignano che ci informa che al convegno di martedì a Bazzano hanno partecipato “oltre 250 persone”;

– una precisazione di Nino Tebaldi e Annamaria Menzani che (come aveva già detto qui in un commento Simone Rimondi) non sono iscritti a Rifondazione Comunista.

Compito fatto.  🙂


Stasera scegliamo INSIEME i candidati

26 marzo 2009

Stasera alle 20.45, alla sede del circolo PD di Bazzano (via Termanini, angolo piazza Garibaldi: insomma, di fianco alla Giuditta), assemblea pubblica, aperta a tutti gli iscritti e gli elettori del PD, per la scelta dei candidati della lista “Democratici Insieme” per il Consiglio comunale di Bazzano. Si discuteranno le proposte della segreteria e si potranno fare (e votare) nuove proposte: ognuno potrà presentare candidature e autocandidature.

Venite!


Primo Maggio, su coraggio: una proposta per i bambini (e non solo)

25 marzo 2009

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente articolo di Alice Dyczkowski, giovane mamma bazzanese. Una proposta concreta e un’occasione per ragionare sulle politiche per l’infanzia a Bazzano.

Dite nei commenti quello che pensate (n.b.: potete rispondere anche se non siete candidati sindaci…).

Sicuramente a Bazzano non c’è una ludoteca, manca un luogo fisico all’aperto o al chiuso seriamente attrezzato per rispondere all’esigenza di gioco, socializzazione ed esplorazione dei nostri piccoli futuri bazzanesi: neanche la biblioteca – che io sappia – ha sperimentato forme di coinvolgimento ludico alla lettura.
Dove andare se hai un bambino dagli 0 ai 3 anni per passare il pomeriggio o la mattinata facendo qualcosa di educativo, rilassante o divertente?
Non a Bazzano: io in questi 3 anni e mezzo da mamma con mia figlia ho trovato alcuni posti in cui avevo un’alternativa ai cartoni animati lobotomizzanti o alle eterne passeggiate sotto il sole col passeggino..e andavamo: o a Bimbopoli (ludoteca-asilo-Arci di Savignano, struttura ben attrezzata e che ha un suo costo d’ingresso non proprio indifferente…), oppure in biblioteca a Crespellano dove i materiali (libri e dvd) e anche il loro allestimento sono stimolanti e ben pensati, o anche al bellissimo parco di monteveglio (che però ha un po’ di problemi per i servizi igienici), altrimenti (tempo permettendo) in piscina a Vignola o Savigno, ma anche a Bologna in Sala Borsa (bello scomodo…), oppure a Zola Predosa dove c’è una ludoteca niente male, e così via. Ma posso garantire che a Bazzano che io sappia non c’è nulla di tutto questo, solo la mediateca ha uno spazio per poterti almeno noleggiare un cartone.

Insomma, sulle politiche per l’infanzia a Bazzano ci sarebbe davvero un sacco da fare. Ci sono libri in cui vengono raccontate iniziative di enorme valore educativo e ludico, che anche se gestite da piccoli comuni hanno risonanza nazionale: progetti e luoghi che farebbero girare la testa a qualsiasi ragazzino, che rispondono all’esigenza di relazione, di creatività, di gioco, di esplorazione e di interazione che i nostri figli desiderano tanto. Noi non vogliamo puntare troppo in alto: è bello auspicare un futuro più a misura di bambino, in un progetto organico di servizi e iniziative, di centri di aggregazione e scambio, di attrezzature, laboratori, urbanistica ecc. (e non solo iniziative parrocchiali e campi estivi che colmano le lacune lasciate da una scuola che sta chiusa 3 mesi all’anno). Insomma di una politica per l’infanzia unitaria, di stampo pedagogico, priva di spontaneismo e frammentarietà, convinta che non bisogna lasciare che i bambini si incontrino solo a scuola o in luoghi a tassametro.

Ma ciò che io propongo è molto più terra terra,  e anche abbastanza facile da realizzare:  Riappropriamo i nostri bazzanesini del parco I Maggio!Sistemiamolo, e regaliamoglielo! Ai bimbi, alle mamme, alle nonne (e ai papà e ai nonni, perché no?)! Eliminiamo le zanzare (io, le poche volte che ci sono andata, in mezz’ora ho rimediato almeno una mezza dozzina di pizzichi). Mettiamoci dei giochi a norma (vi prego di andare a vedere come sono messi quelli attuali). Troviamo una soluzione ai servizi igienici (se necessario metteteceli a pagamento, ma basta che siano fruibili). Per mantenere un po’ l’ordine assoldiamo uno di quei “signori civici” o “guardiani civili” (come si chiamano quei vecchietti che prestano gentilmente volontario servizio alla società?). Poi – ciliegina sulla torta per far felici tutti – diamo il bar in gestione a qualcuno, così facciamo merenda o colazione, ecc.
Queste secondo me sarebbero i miglioramenti necessari per creare un posto delizioso e riparato dal traffico, oltre che centralissimo e accessibile anche agli anziani (senza cani però…), che risponde ai bisogni infantili di esplorazione, socializzazione e svago immezzo al verde; e che credo farebbero piacere anche agli organizzatori del cinema estivo. Sicuramente i bambini ne hanno bisogno, e anche la fama dei servizi offerti dal Comune ne avrebbe vantaggi.

E poi, potrebbe essere un inizio… Non voglio farmi troppi viaggi mentali ma un paese veramente a misura di bambino, un paese attivo, sicuro, impegnato e che si faccia carico di dar voce ai bimbi sarebbe davvero una figata… ma intanto: ridateci il parco I Maggio!

Aggiornamento: Ho corretto il nome di Alice… con cui mi scuso 😦


Noi, la ghiaia e il resto

24 marzo 2009

Stasera a Bazzano (al cinema Star, alle 20.45) si parla di cave e di bitume.

I comitati “No cave” di Savignano e Piumazzo, in collaborazione con alcuni cittadini di Bazzano, vogliono sensibilizzare la popolazione bazzanese dei problemi connessi alle nuove cave di ghiaia previste – in aggiunta alle esistenti – nell’area tra Magazzino, Piumazzo e Bazzano, e alla realizzazione, nella medesima zona, di un impianto per la realizzazione di bitume.
Prima di lasciare la parola al pubblico interverranno numerosi esperti.

Penso sia l’occasione giusta per informarsi. E anche per prendere posizione, senza nascondere la testa sotto la sabbia.
Visto che non ci posso essere, dico quello che penso per quel poco che so. Quindi prendete tutto col beneficio d’inventario.
Finora a Bazzano la cava Padulli ha procurato ben pochi problemi. Anzi, almeno fino al recente ampliamento che ha portato la zona di escavazione a sfiorare, per un breve tratto, la provinciale per Castelfranco, penso che molti bazzanesi non si fossero neppure accorti dell’esistenza di una cava nel nostro territorio. Una cava è sempre un intervento “pesante” sul territorio: ma quantomeno il suo impatto a livello paesaggistico è stato limitato, e di fatto ha inciso solo – ciò che era inevitabile – sui pochi residenti delle vicine case agricole. Piuttosto, bisognerebbe finire in fretta, e monitorare per bene, la prevista “rinaturalizzazione”.
Il piano estrattivo dell’area modenese pone però dei problemi anche per Bazzano. Secondo tale piano, di fatto, lo spicchio bazzanese (che è già ai margini dell’area esistente in comune di Savignano) verrebbe a diventare la prima propaggine orientale di un vasto sistema di aree di cava, molto più esteso di quello attuale, che verrebbe praticamente a comprendere gran parte dell’area tra Mulino, Magazzino e Piumazzo, quasi senza soluzione di continuità.

Penso che Bazzano abbia il diritto di essere coinvolta in questo tipo di scelte, e il dovere di prendere posizione su quanto avviene a poche centinaia di metri dai propri confini. Ed è inderogabile chiedere le massime rassicurazioni sulla salute dei cittadini (specie in considerazione dell’impianto per il bitume da realizzare nelle vecchie cave savignanesi), ma anche sull’impatto generale sull’ambiente, soprattutto sulle falde acquifere e in generale sull’assetto idrogeologico). Senza trascurare l’impatto paesaggistico, con la distruzione di centinaia di ettari di territorio agricolo e la radicale trasformazione dell’aspetto dell’intera area: serve quantomeno la massima chiarezza su quale sarà la sistemazione finale dell’area al termine dell’estrazione della ghiaia.

Qui sotto, l’attuale aspetto (la foto risale a mesi fa, ma la situazione è rimasta la stessa) della cava Padulli a Bazzano.

Visualizzazione ingrandita della mappa


Perché viva san Giuseppe

19 marzo 2009

Qui si racconta di come la festa, quasi dimenticata, di un piccolo rione di Bazzano si sia trasformata nella festa ufficiale del patrono del paese. E di come bisognerebbe evitare che venisse dimenticata di nuovo.

Nel 1999 ero delegato alla cultura, tutto pieno di buona volontà e proteso, lancia in resta, alla valorizzazione dell’identità storica e culturale bazzanese. In più il mio interesse per la festa di San Giuseppe era stato ringalluzzito da bel volume di Roberto Cerè e Tiziana Ravasio del 1999 sui pilastrini.
…Tutto ciò non fu sufficiente a farmi arrivare in tempo all’appuntamento del 2000. Anzi, quasi stavo per lasciar andare – assessore di fresca nomina – anche quello del 2001, finché gettai il cuore oltre l’ostacolo e, pur essendo arrivato pericolosamente vicino al 19 marzo, decisi di proporre alla gente della contrada il rilancio della festa tradizionale.

In realtà la festa non era mai stata dimenticata completamente: ma in alcuni anni doveva essere ridotta ai minimi termini – il rosario al pilastrino e poco altro. (Ho chiari ricordi d’infanzia – e anche più recenti – degli zendali frondosi e luminosi lungo via Giovanni da Bazzano, e del cartello della contrada all’affaccio sulla piazza: ma penso che anche quella tradizione a un certo punto fosse stata interrotta.)
Negli anni ’90 alcuni contradaioli “storici” (come Giuseppe Ramenghi e Giorgio Mignani) avevano tentato di ripristinare la festa: ricordo almeno un’edizione ben riuscita, nel 1993 o giù di lì. Ma il tentativo non aveva attecchito.

L’edizione del 2001, organizzata con pochi soldi e molti sforzi, fu un successo (soprattutto perché si era riuscito a ricostituire un gruppo di contradaioli intento all’organizzazione).
Ma la decisione di farne una festa di tutto il paese non viene da qui. Del tutto indipendentemente, infatti, di lì a pochi mesi al sindaco Alessandro Lolli balenò l’idea che a Bazzano mancava la festa del patrono, essendo quello storico – santo Stefano – malauguratamente posto dal calendario il giorno dopo Natale.
Il sindaco convocò Aurelia Casagrande, custode – in quanto stimata archivista – delle memorie bazzanesi, affidandole l’incarico di trovare la ricorrenza più congrua per creare la nuova festa.
Pensa che ti pensa – e con qualche riluttanza – Aurelia dovette giungere alla conclusione che il minore oltraggio alle tradizioni bazzanesi sarebbe stato proprio utilizzare una festa già esistente e conferirle l’attributo di festa patronale.
Il sindaco voleva fare le cose per bene: contattò il parroco don Franco Govoni – a Bazzano da un annetto -, che per conto suo dette il suo benestare e si premurò (che io sappia) di avere un parere informale in Curia.  Così, senza nulla togliere a santo Stefano, il 19 marzo, solennità di san Giuseppe, divenne ufficialmente il giorno del “Patrono Civico” di Bazzano.

Qui ci fu un interessante caso lessicale, che tuttora perdura. “Patrono civico” significa semplicemente “patrono del paese”, com’è ovvio. Ma da allora fu usato in qualche modo, paradossalmente,  in contrapposizione a “patrono religioso” (cioè santo Stefano: come se un santo patrono potesse non essere religioso!). Magari qualcuno paragonerà il caso  a quello che storicamente oppone, a Bologna, la “laica” San Petronio alla “clericale” San Pietro…

La nuova ricorrenza fu annunciata con solennità, e messa in pratica con tanto di giorno di vacanza per gli studenti delle elementari e delle medie, chiusura dei pubblici uffici e libertà, per aziende ed esercenti, di conservare il vecchio patrono o di adottare il nuovo.
Già dal 2002 la festa uscì, quindi, dai ristretti confini della contrada, per riversarsi anzitutto nella piazza, in particolare col mercatino dei fiori (una felice idea del sindaco) e  il rogo dei tradizionali “bastoni di san Giuseppe“.

Il rischio era quello che la festa “di paese” oscurasse la festa “di contrada”, anziché valorizzarla. Un rischio che inizialmente si cercò il più possibile di evitare, “cucendo” le iniziative in modo da scongiurare ogni sovrapposizione.
Ultimamente, invece, l’operato della contrada ha subito una battuta d’arresto: vuoi per la perdita di alcuni importanti contradaioli, per la stanchezza di altri e per qualche difetto di comunicazione tra contrada e Comune. Più in generale, direi che non si è sufficientemente avvertito che la perdita del “cuore antico” della festa rischiava di ridurre di molto la sua specificità, e quindi anche la sua attrattiva: specie con l’aumento, anche a Bazzano, delle feste/sagre, spesso organizzate dal Comune e dai commercianti, e dalla decisione della parrocchia di creare una “propria” festa – specificamente parrocchiale – la terza domenica d’aprile.
Ora la festa di san Giuseppe, se ha conquistato (specialmente grazie al coinvolgimento delle scuole) un posto nel calendario ma anche nella consapevolezza di tutti i bazzanesi, rischia di fare come un fiore, che prima perde colore e poi piano piano sfiorisce.
Penso che per evitare che questo succeda occorrerebbe:
– essere consapevoli che la festa di san Giuseppe, nel suo carattere tradizionale e di rione, rappresenta un vero e proprio “bene culturale” per Bazzano;
– tener presente che tale tradizione locale, come tale, è fonte di attrazione per il visitatore e il turista;
– in un momento in cui da più parti si scopre l’esigenza di valorizzare le forme di convivenza dei “rioni” e dei “cortili”, ripartire dalla “contrada”, suscitando e richiedendo una maggiore organizzazione e il coinvolgimento di “vecchi”, “nuovi” ed “ex” contradaioli;
– mettere insieme, in modo non frettoloso, tutte le istanze coinvolte (contrada, Comune, parrocchia; ma anche associazioni, mondo sportivo e aziende) in modo che ciascuna possa dare alla festa il suo contributo specifico.

Cari lettori che avete avuto la pazienza di giungere fin qui: vi prego di giudicare questo lungo intervento come un piccolo atto d’amore di un contradaiolo affezionato alla contrada e alla sua festa: perché possa sempre essere una vera occasione d’amicizia e d’incontro, in cui ritrovarsi davanti a una raviola, due gialletti e un bicchiere di vino da offrire – come recita la formula tradizionale – ad “amici e parenti, conoscenti e capitati“.


Ai posti di partenza

16 marzo 2009

A meno di tre mesi dal fatidico 6 giugno (non ditelo a me!), sembrano ormai sul punto di definirsi le “griglie” di partenza per le elezioni comunali a Bazzano.

Da tempo il PD ha scelto – mediante un percorso consultivo piuttosto ampio – il proprio candidato sindaco: il giovane assessore uscente, Elio Rigillo, si presenterà agli elettori con la lista “Democratici Insieme“. Prosegue intanto a pieno ritmo la definizione del programma mediante una serie di iniziative di partecipazione: i forum tematici, gli incontri dedicati ai quartieri, quelli con le associazioni, eccetera.

Nuova Bazzano” – lo schieramento politico vicino all’UDC – quest’anno inverte i fattori (ma il prodotto non cambia!) rispetto a cinque anni fa: il candidato sindaco sarà Luigi Gandolfi, vecchia conoscenza della politica bazzanese; quindi il capolista – è praticamente certo – sarà l’impareggiabile Ezio Predieri. Secondo voci ben informate sembra che “Nuova Bazzano” sarà sostenuta anche dalla Lega Nord.

Anche a Bazzano il “Popolo delle libertà” – già costituitosi come gruppo consiliare – sosterrà la propria prima prova elettorale (cinque anni fa, invece, Alleanza Nazionale si presentò da sola, mentre Forza Italia si coalizzò con la Lega Nord). In quest’occasione gli equilibri tra le due forze politiche, vista l’imminente fusione tra le due, sono questione particolarmente delicata. Dipenderà dunque dalla spartizione delle cariche a livello provinciale se il candidato sindaco sarà Enzo Girotti o Maria Rosa Baietti: in ogni caso, sicuramente, l’altro dei due sarà capolista e al tempo stesso verrà designato come segretario comunale del neonato partito.

Il dato più rilevante è la spaccatura di Rifondazione Comunista. Oltre ai travagli del partito a livello nazionale e provinciale, infatti, a Bazzano una parte del vecchio gruppo dirigente non ha accettato la scelta di dare vita all’esperimento “civico” e “aperto” (legato a una serie di esperienze analoghe in cantiere in altri comuni) di Civicamente Bazzano, che sta raccogliendo anche personalità esterne al partito. Sembra che il candidato sindaco di Civicamente Bazzano sarà il giovane Simone Rimondi (tuttora segretario del circolo locale di Rifondazione).

L'”ala dura” di Rifondazione, che si raccoglie attorno a Nino Tebaldi e Annamaria Menzani, ha quindi dato vita a “Sinistra per Bazzano“. Nel caso riescano effettivamente a presentare una lista, il candidato sindaco sarà probabilmente lo stesso Nino Tebaldi.

Nota bene: Se non fosse noto a tutti, il gestore di questo blog è vicesegretario del PD di Bazzano e sostiene la candidatura di Elio Rigillo. Penso che questo non mi impedisca di dare informazioni e fare valutazioni in modo corretto e leale, rispondendo solo – come ho sempre fatto – alla mia capacità di giudizio e alla mia coscienza.
Ma era giusto che lo sapeste.


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