World 2.0 ?


Piccole e grandi ripartenze cercansi

Domani arriva Obama, e mai l'”interregno” tra l’elezione e l’entrata in carica di un presidente americano sembrò tanto lungo da dover contare i giorni e le ore.
Dietro c’è chiaramente una scelta mediatica consapevole, come indica anche la geniale scelta dell’arrivo in treno, mezzo che permette di misurare gli spazi, i tempi, le attese. Ma c’è anche un dato di fatto: Barack (che vuol dire Benedetto, e ognuno faccia le considerazioni e al limite i confronti che vuole) finisce per assommare su di sé tali aspettative e speranze globali da far assomigliare queste ore a un’attesa messianica, come dovesse iniziare in qualche modo la rigenerazione del mondo.
Poi noi italiani – come ben scriveva Leopardi nel Discorso sullo stato presente dei costumi degl’italiani – siamo cinici, e questo cinismo, che ci fa male alla salute, ci rende un po’ più immuni da questo genere di ubriacature; ma non è neanche detto che sia un bene. Giusto essere prudenti nei confronti di presunte rivoluzioni, palingenesi, catarsi cosmiche, specialmente se affidati a una persona sola (“maledetto l’uomo che confida nell’uomo”, dice la Scrittura); ma troppo scetticismo rischia di lasciarci incapaci di percepire anche i possibili, piccoli segni di miglioramento. Quelli che invece – Obama o non Obama – occorrerebbe avvertire: soprattutto per poterli far crescere anche da noi.  Perché alla fine, in fondo, Obama è un pretesto; e in qualche modo potremmo tutti dire Obama c’est moi.

A scala infinitamente più ridotta, Solidarietà Impegno – l’associazione bazzanese che da oltre 15 anni si occupa soprattutto di commercio equo e solidale e “nuovi stili di vita” – dopo un periodo di attività effervescente e propositivo ha attraversato negli ultimi mesi una fase di stasi e ripensamento. Ora sembra che si proceda nel senso di una ripartenza, con realismo ma anche  con la voglia di andare avanti. Fateci l’in bocca al lupo.

Sempre restando a Bazzano, si apre la “fase 2” anche per Porta Castello: l’ormai mitica osteria di piazza riapre oggi con la nuova gestione (“specialità cucina toscana e mediterranea”). Tentando con grande difficoltà di smaltire il rimpianto per gli inimitabili Angela, Elisa ed Eugenio, la domanda è se sarà possibile che rimanga qualcosa dell’alchimia, dell’impagabile atmosfera che aveva contraddistinto l’osteria in tutti questi anni e l’aveva resa un punto di riferimento, ancor più che un luogo di ritrovo, per persone le più diverse. Il nome e l’arredamento rimangono gli stessi; sbirciando s’intravedono, in più, solo sgabelli al bancone, il che fa pensare che i nuovi gestori non desiderino abbandonare, in qualche modo, la formula “osteria”. Vi terremo informati.

5 risposte a World 2.0 ?

  1. Xandré scrive:

    Dopo essere partito da un’analisi globale per arrivare nel locale … vorrei che un po’ di Obama (la sua brezza di idee vecchie come il mondo ma nuova per questo mondo: incapace di volere il bene di tutti a cominciare dagli ultimi) spirasse qui da noi a cominciare dai vecchi politici e da noi cittadini che siamo incapaci di cambiare impegnandoci. L’America non può che migliorare: questo è un punto di arrivo e di partenza per sconfiggere una mentalità dura a morire di cui si sente ancora parlare.

  2. lucagrasselli scrive:

    Penso che tu abbia colto molto bene l’appello forse più significativo del discorso di Obama: se davvero vogliamo il cambiamento, ognuno di noi deve impegnarsi. Non basta lamentarsi. E se i politici ci scontentano così tanto, perché non solo non promuovono il cambiamento, ma lo impediscono, cambiamoli. Sì che possiamo.

  3. Giacomo scrive:

    Cambiamoli?!? Come? Facendo una X come delle scimmie su elenchi di nomi decisi da altri?!? Oppure proponendosi in prima persona? Se stai per conto tuo, sparisci; se ti metti in un grande partito, non vieni ascoltato (e non negarlo…). Conosco diversi “outsider” con belle idee, ma se non si allineano non verranno mai candidati…
    E se poi le cosiddette primarie vengono promesse e non svolte, non so che dire…

    La fai un po’ facile… potremmo, forse, ma nun se pò!

    PS: Obama è un outsider, sì, ha idee straordinarie e forse davvero cambierà il mondo come tanti sperano… ma quanti milioni di finanziamento ha avuto? Un pinco pallino qualunque senza agganci, come fa?

  4. lucagrasselli scrive:

    Caro Giacomo, non lo so come, so che in ogni caso non è affatto facile. E che nessuno ti stenderà il tappeto rosso davanti, ma ci saranno molte frustrazioni e umiliazioni, e nessuna garanzia di riuscita. E che quando prenderai delle botte sarà un gran buon segno, perché vuol dire che almeno hai dato fastidio a qualcuno.
    Obama avrà pur avuto qualche punto di privilegio a suo favore, ma era sicuramente più “pinco pallino” di moltissimi altri. (I milioni di finanziamento, casomai, sono arrivati dopo.) Non c’è bisogno di diventare Obama per impegnarsi in qualche battaglia, magari piccola, concreta. Per vincerla o anche solo per lasciare un piccolo segno e gettare un seme.

    Poi bisogna anche saperci fare. Gesù ci ha detto di essere “astuti come i serpenti, candidi come le colombe”. A volte invece siamo meno astuti di un piccione, ed è abbastanza inevitabile che ci facciamo fregare da chi è meno candido di un serpente.

  5. Xandré scrive:

    Do perfettamente ragione a Giacomo quando afferma che ai politici in Italia non bisogna offrire un cent. Se la politica è carriera! Anche i giovani oramai pensano di fare carriera in politica. Bell’esempio!!! Non faccio nomi per la miseria: Giulio Andreotti? Bell’esempio!!! La politica è … servizio? SI ! Una volta si faceva politica con i calzini bucati a Roma pagando l’affitto (per chi poteva!).

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