Reprint

11 Novembre 2009

 

VESPRI DI SAN MARTINO

 

Il giorno abbassa gli occhi, ha ciglia umide.
Tra le cose condensa un fiato stanco,
si rapprende alle luci della piazza
una bava di ragno: sale ai viottoli,
percola ai tralci vizzi del Lavacchio.

 Non ti sorprende questo scolorare,
questo perdersi di contorni,
se solo stringi il bavero al tabarro
né muti il passo, secco sull’asfalto.
Tanto conosci un tale peso d’aria.
E t’addentri nella prima vigilia
della notte, e alle punte delle dita
non hai saliva a levarti dagli occhi
questa cispa tediosa, non hai lino
che ti netti le lenti.

Solo al tuo muoverti assorto si leva
un suono d’altri piedi dietro l’eco
dei tuoi, ti si fa accosto un’ombra scura,
come nuda e tremante. Riconosciti.

Così sanguina il tino novellamente.
Così, a maggiori altezze,
ai cedui d’Appennino
                                           a seppellirsi
tra marciumi di foglie, a inturgidirsi
chiuso di spine
piove il pane dei poveri:
così a riposti mortai
un pestello rintocca
e da dita di donna si prepara
verso il primo albeggiare la mistocca.


La Caritas al tempo della crisi

9 Novembre 2009

 

Nelle scorse settimane gli operatori Caritas di Bazzano erano in pieno fermento: alle attività che li impegnano regolarmente – colloqui con le persone da assistere, raccolta dei vestiti, distribuzione di generi alimentari,  riunioni… – si era aggiunta l’incombenza – e il relativo fervore – di un vero e proprio trasloco.
Il Banco Alimentare e il Punto Caritas di Bazzano, infatti, si sono appena trasferiti dalla precedente sede in via Circonvallazione nord al nuovo edificio (l’ex-”capannone dell’acqua minerale”) in via Circonvallazione sud, ottenuto in comodato gratuito grazie alla generosità della famiglia Cerè.

Il nuovo edificio dovrebbe consentire una migliore organizzazione dell’attività del Banco Alimentare e una sede più confortevole per le attività “di ascolto”, in grande incremento negli ultimi mesi per l’imperversare della crisi economica.

Le cifre, infatti, parlano da sole: si registra un aumento dei gruppi familiari assistiti da 20-25 a 30-35 circa ogni sabato (che significa un aumento del numero totale di persone assistite ogni settimana da circa 90 fino a circa 140).
La maggior parte degli assistiti restano cittadini extracomunitari. L’aspetto più preoccupante è che, ora, gli interventi non riguardano più, in gran parte, gli immigrati dalla posizione più precaria, giunti da poco tempo in Italia e con difficoltà a trovare casa e lavoro. Ormai, ad essere gravemente aggredita dalla crisi è una larga fascia degli immigrati presenti sul territorio da parecchi anni, e che – insieme a un lavoro regolare e stabile – erano riusciti a mettere insieme anche una casa decente, facendo arrivare in moltissimi casi la loro famiglia. Tutte conquiste – e passi avanti nell’integrazione – che vengono sempre più messe in discussione dalla crisi, che rischia di creare aree estese di povertà “di ritorno”, e conseguente emarginazione e precarietà sociale. Un rischio da cui non sono immuni neanche i cittadini italiani, che sempre più spesso bussano alle porte della Caritas in cerca di un aiuto.

Ma quali sono le risorse – in tempi in cui gran parte della popolazione fa i conti con la nuova situazione economica - con cui la Caritas di Bazzano cerca di intervenire per fare fronte a queste esigenze, sempre più impellenti e macroscopiche? 
Anzitutto, la distribuzione di generi alimentari mediante i rifornimenti che giungono attraverso la benemerita Fondazione Banco Alimentare, dalla sede di Imola (sabato 28 novembre anche a Bazzano ci sarà l’annuale Giornata della Colletta Alimentare presso gli esercizi di grande distribuzione). Poi, la distribuzione di vestiti e altri oggetti usati utili (passeggini e carrozzine, giocattoli, mobili ed elettrodomestici). Infine, gli aiuti in denaro, attingendo alle somme che la Caritas ha a disposizione e che vengono raccolte facendo appello alla carità cristiana e alla sensibilità umana dei bazzanesi.
Tutti gli interventi – salvo i casi urgenti di primissima necessità – vengono decisi dopo colloqui con le persone richiedenti, previa un’attenta valutazione dei casi, per poter distribuire al meglio le spesso scarse risorse.

La Diocesi di Bologna, che da inizio anno ha attivato un Fondo di solidarietà per fare fronte alla crescente emergenza sociale, ha recentemente assegnato per la terza volta consecutiva alla Caritas di Bazzano l’intera somma da essa richiesta – e purtroppo è una cifra in progressiva crescita – per far fronte a un certo numero di gravi e documentate necessità. Questo atto rappresenta un importante riconoscimento – non il primo – dell’impegno e della competenza degli operatori Caritas di Bazzano nel riconoscere i bisogni del territorio e nel programmare gli interventi per un’efficace risposta. Senza clamori e proclami, nella tenacia di un lavoro quotidiano tutt’altro che facile.


Santi poeti navigatori

2 Novembre 2009

Buon viaggio, Alda, che sei partita il primo di novembre. Ti sei scrollata di dosso uno di quei gran soprabiti vecchi che pure amavi portare, come a non far vedere a noi veramente poveri, veramente pazzi, la tua persona luminosa.
Ora che pianti in faccia a Dio i tuoi occhi d’innamorata, ricordati di noi, che anche qui ci vedevamo molto meno di te.


E adesso, lavoriamo

26 Ottobre 2009

Carissimi,
bentrovati dopo questa pausa piuttosto lunga.

Vi do subito i dati delle primarie di Bazzano, che hanno visto un’affluenza molto superiore alle previsioni (hanno votato 840 persone):

Per l’elezione del segretario nazionale:

Pierluigi Bersani 543 voti   65,4%
Dario Franceschini 198       23,9%
Ignazio Marino 89 voti       10,7

Bianche 4 Nulle 6

Per l’elezione del segretario regionale:

Stefano Bonaccini 515 voti   62,9%
Mariangela Bastico 219          26,7%
Thomas Casadei 85                  10,4%

Bianche 14 Nulle 7

(Non ho ancora i dati distinti delle due liste che appoggiavano Franceschini; da quel che ricordo, “Democratici per Dario Franceschini” era largamente prevalente su “Con Debora Serracchiani Semplicemente Democratici per Franceschini”, che ha ottenuto per il nazionale una trentina di voti: quindi circa 20% la prima, circa 4% la seconda.)

Ci sarà tempo per analisi più approfondite. Queste primarie hanno dimostrato che moltissime persone credono – nonostante tutto – nel Partito Democratico, ma chiedono un partito più forte, più serio, più partecipato, più vicino alle persone e ai loro problemi, alle loro speranze, ai loro sogni.

Adesso è tempo di lavorare sul serio.


Bocciato il Lodo Alfano: Serve una seria e responsabile analisi politica

7 Ottobre 2009

 

Ma intanto, godo.


Dando i numeri

2 Ottobre 2009

 

I risultati della riunione di circolo di lunedì a Bazzano per il congresso del PD sono stati questi:

Per il segretario nazionale:
Bersani 140 Franceschini 16 Marino 21 nulle 1
Per il segretario regionale:
Bonaccini 122 Bastico 30 Casadei 22 bianche 4.

Si tratta di una fortissima affermazione di Bersani, che sfiora l’80% dei voti, e di Bonaccini (che si ferma peraltro al 70%): viene premiato il grande lavoro del comitato locale – in tutta la Valle del Samoggia – in sostegno alle due mozioni. Interessante anche il risultato di Marino (quasi il 12%, poco di più per Casadei), grazie all’impegno del promotore bazzanese – Vincenzo Di Grazia – e ad alcuni esponenti storici del partito che si sono schierati con questa mozione, che a Bazzano riesce ad arrivare seconda. Esito molto deludente, invece, per Franceschini, che sconta una certa inattività dei supporters locali e arriva appena al 9%; decisamente migliore il risultato della Bastico, che raggiunge il 17%.

La partecipazione è stata di 178 persone, pari al del 22% degli aventi diritto. Un dato “medio”, se si guarda ai risultati di altri circoli della zona. Un dato, però, che – a mio personale giudizio – non posso considerare soddisfacente, specie se si somma all’età media elevata dei votanti. Evidentemente – e chiunque vinca alle primarie del 25 ottobre - c’è molto da recuperare e molto da lavorare, anche a Bazzano.


Un pezzetto di futuro

28 Settembre 2009

 

Mozione è termine burocratese antico, porta un profumo di polverose sezioni di partito, matrici di ciclostile, portaceneri ricolmi dei resti di discussioni, che quasi ne risuona ancora il forte accento.

Un partito che si raduna per votare per le “mozioni”  – cioè le idee, le proposte – di chi si candida alla sua guida ha sicuramente qualcosa a vedere col passato (e non con un solo passato): ma soprattutto col futuro. 
E’ un partito che si chiama a raccolta per decidere del proprio futuro.

Dietro all’atto formale, al “rito” laico e nudo del dibattito, del voto, dello spoglio, c’è questa sostanza profondamente umana, gravida di ansie, di illusioni, di aspettative e speranze. Non è necessariamente poca cosa.

Vorrei che chi non si riconosce in questo percorso lo rispettasse. Ancor più, che tutti quelli che vi partecipano ne gustassero fino in fondo il valore.

Stasera venite a costruire un pezzetto di futuro. Gli orari e il programma sono qui di fianco. Se avete fretta, basta il tempo di un caffè. Altrimenti, passate una sera con noi.


Nel derby della notte, Bazzano accorcia le distanze

24 Settembre 2009

Nasce il “Night Bus” da e per Bologna, tutti i sabati sera

I 25 chilometri tra Bazzano e Bologna sono un “braccio di mare” che si allarga e si stringe con la marea del traffico: lunghi, troppo lunghi per chi affronta le onde nelle ore di punta, specialmente in autobus; più brevi per chi è in auto, soprattutto se fa la traversata negli orari più tranquilli.

Ma di sera, per chi non può guidare, l’assenza di qualunque collegamento pubblico notturno rende il tratto fra Bologna e Bazzano un abisso invalicabile. Per i bazzanesi senz’auto – giovani, pensionati o altro – Bologna di giorno è senz’altro un buon posto per andarci a studiare, a far spese o a bighellonare; ma la notte diventa praticamente irraggiungibile: a meno di prendere un costoso taxi o, naturalmente, di avere amici automuniti pronti ad accompagnarti. Lo stesso vale per i bolognesi che vorrebbero passare la serata a Bazzano – e forse nessuno ha mai calcolato l’impatto negativo sui locali e le attività ricreative (pubbliche o private) - ma anche, per esempio, per chi ritorna in treno arrivando alla stazione di Bologna a tarda sera. Né ci risulta che sia mai stato considerato l’impatto in termini di sicurezza stradale e ambientale.
Anche la ferrovia suburbana, nonostante richieste e lamentele, si è ben guardata dall’introdurre corse notturne.

Ora potremmo essere a una svolta: dal 19 settembre è stato attivato il “Night Bus” (figurarsi se non ci si metteva l’inglese), che collega (ma solo di sabato) Bologna e Bazzano.
La neonata linea 604 dell’ATC sarà attiva tutti i sabatinon festivi” con due coppie di corse: in partenza da Bologna 23.45 e all’1.45, in partenza da Bazzano alle alle 20.50 e alle 00.40 (naturalmente ci saranno tutte le fermate intermedie).

Tra i punti deboli, sicuramente l’arrivo/partenza in via Marconi: non male per chi parte o arriva sotto le due torri, sicuramente più problematico per i collegamenti con la stazione e con tutta la parte nord ed est di Bologna (a quell’ora anche gli autobus urbani sono tutt’altro che frequenti).
Ma nonostante le corse siano appena due, gli orari sembrano piuttosto buoni, per esempio, per chi ritorna a Bazzano da una conferenza o da un concerto, da teatro o dal cinema (secondo spettacolo compreso; meno vero l’inverso), ma anche semplicemente da una serata al ristorante o in pizzeria; il servizio potrebbe essere appetibile perfino per i più morigerati tra i frequentatori di discoteche.

Il servizio è “sperimentale”: termine che di solito si usa per le novità richieste dagli enti locali e non digerite troppo bene – in quanto presunte come antieconomiche – da ATC. Agli utenti, quindi, l’ardua sentenza se decretare il successo e la prosecuzione del servizio o abbandonarlo a una fine prematura. Sarebbe, invece una bella opportunità per tutti: perché l’auto si può lasciare in garage non solo per necessità, ma anche per scelta.
Gli orari del nuovo servizio li trovate qui.


Talis pater (perché Bersani)

21 Settembre 2009


Cari lettori, finora non vi ho tediato con il dibattito congressuale del PD. Qualcuno ringrazierà, qualcuno avrà pensato a un mio disinteresse o indecisione. In realtà la faccenda m’interessa, necessariamente, e – non senza pensarci su parecchio – ho scelto da tempo.

Era atteso, invece - si fa per dire – che ci scrivessi sopra qualcosa. Ora non è arrivato il momento: perché l’ha fatto, molto meglio di come avrei potuto io, uno dei miei grandi politici di riferimento: il mio papà. A voi – e al vostro dibattito – qui sotto.

Perché Bersani

Le ragioni di una scelta

Io non provengo né dalla DC né dal PCI (DS). Sono «entrato in politica» con l’Ulivo. Ammetto di aver scelto Bersani prima ancora di aver letto la sua mozione. La lettura della mozione mi ha confermato in questa scelta. Perché?

1. Perché mi sembra che Bersani continui al meglio nello spirito dell’Ulivo (non per nulla molti dei fondatori dell’Ulivo stanno con lui). Lo spirito dell’Ulivo è quello di un confronto aperto fra le diverse culture e le diverse esperienze politiche dei riformisti. Mi pare che Bersani sia un vero riformista e che sia leale verso tutte le parti.
Franceschini, invece, rappresenta quelli che all’Ulivo fecero da freno e che finirono per snaturarlo proprio nel momento in cui nasceva, traducendolo in un rapporto di forze: Marini e Rutelli. Creato da loro, Franceschini difficilmente riuscirà a svincolarsi dalle loro strategie, anche perché, presentatosi come vice di Veltroni, fu il primo a vanificare il senso delle primarie, che oggi rivendica come sua prerogativa!
Si dirà che Bersani è legato a D’Alema, che certo non colse neanche lui al meglio lo spirito dell’Ulivo e si prefiggeva di conservare tutta la forza d’urto dell’apparato DS. Ma credo che Bersani riesca ad essere più indipendente da D’Alema, sia per il peso della propria storia e del proprio carisma, sia perché appoggiato dai «cattolici» Bindi e Letta, che hanno la forza e l’autorevolezza per controbilanciare possibili tentazioni dei vecchi apparati.

2. Bersani ha più esperienza politica e governativa di Franceschini e non è sgradito né ai lavoratori (sindacati) né alle imprese. Ha dimostrato di saper fare scelte coraggiose e impopolari non piegandosi alle suggestioni del facile consenso. Mi sembra che abbia competenze economiche che Franceschini non ha.
Franceschini – forse favorito dalla sua età – intende rappresentare il nuovo: ma mentre Bersani mi sembra rappresenti il meglio del vecchio (leggi: Prodi), Franceschini rappresenta solo il meno peggio del nuovo (leggi: Veltroni). Non seguirei ad ogni costo il «nuovismo» quando è legato piuttosto a slogan che a programmi concreti.

3. Quello che più mi fa propendere per Bersani è l’idea del partito che egli ha e che confligge con l’idea di partito che ha Franceschini (e che aveva Veltroni). C’è una frase di Bersani che rappresenta al meglio questa differenza: «Voglio una comunità di protagonisti, non di supporters». Mi sembra che questo salvaguardi di più la «democrazia interna» del PD. L’errore più grave di Veltroni fu quello di vanificare i meccanismi democratici del partito, in particolare con rappresentanze assembleari pletoriche, senza possibilità effettive di dibattito e di decisione, che infatti passava nelle mani dei suoi collaboratori più diretti, o di organismi che non erano stati eletti da nessuno La sua forma di partito, detta «liquida», è più legata alle esigenze televisive (i grandi appelli ed eventi mediatici) che non al quotidiano lavoro sul territorio con gli iscritti e gli elettori. In qualche modo si mutua così, anche se con più onestà e meno assolutezza, la forma-partito di Berlusconi. Non per nulla sia Veltroni che Berlusconi dicono di rifarsi al modello americano, dove però l’informazione ha dei contropoteri sicuramente più efficaci.

P S.: 1. Aggiungo un motivo «esterno»: il fatto che l’abbia scelto Rosy Bindi, che io stimo la persona politicamente più qualificata oggi in Italia, per qualche aspetto anche più brava di Romano Prodi.
2. Non cito nelle mie considerazioni Marino, che pure stimo per la laicità e libertà della sua sensibilità «cattolica». Ma non mi sembra che ciò sia sufficiente per essere segretario del PD.

Francesco Grasselli


Un tempo per parlare

17 Settembre 2009

E uno per tacere. Avrei proprio voluto parlare d’altro, avevo pure pronto il post. Ma oggi – sia pure col disagio della sottile ipocrisia di cui tutti siamo partecipi, perché i morti non hanno colore, né professione, e noi invece, io tra i primi,  glieli diamo, attribuendo loro misure differenti di interesse e di lacrime – oggi, dicevo, è tempo di silenzio e di lutto. A domani.